La battaglia dei campanili:"Stop all'invasione dei mezzosangue, servono regole per tutelare il patrimonio ippico astigiano"

La città di Asti si ribella all'ordinanza che vieta per la prima volta l'utilizzo dei cavalli purosangue nel tradizionale palio cittadino: favorisce l'utilizzo dei mezzosangue senesi

La battaglia dei campanili:'Stop all'invasione dei mezzosangue, servono regole per tutelare il patrimonio ippico astigiano'
Redazione Tiscali

Asti contro Siena. Riemergono le antiche rivalità medioevali fra i due comuni, in nome di una passione che li accomuna e li divide allo stesso tempo: quella per il Palio e per le corse spericolate di cavalli e fantini. Al di là del romanticismo e della tradizione, il motivo del contendere è però molto prosaico, e riguarda tutta la filiera che si muove attorno alle competizioni equestri. E' capitato infatti per la prima volta quest'anno nella storia del Palio astigiano, che gli zoccoli dei purosangue non abbiano potuto calcare la terra di piazza Alfieri: colpa di un'ordinanza del Ministero della Salute che impone di utilizzare, in questo come in tutti i circuiti dello stesso tipo in italia- compreso il Palio di Siena- cavalli mezzosangue, per ragioni di sicurezza degli animali e del pubblico. E così, nonostante i tentativi di mediazione portati avanti dal sindaco Maurizio Rasero, allevatori, proprietari di scuderie e fantini astigiani, titolari della gloriosa stirpe genetica sono rimasti in panchina: all'ultima corsa del 17 settembre venti cavalli su ventuno provenivano dal senese, data l'impossibilità di riconvertire all'istante il patrimonio ippico locale: le "monte" delle scuderie astigiane producono infatti solo purosangue.

Fra gli addetti ai lavori la polemica sale alle stelle: "Qui si rischia di dover pagare il biglietto per assistere al nostro Palio", tuona Gaetano Guarino, vecchia gloria del palio astigiano, oggi coiffeur di professione. Il suo sfogo viene raccolto da La Stampa, insieme a quello di altri protagonisti e organizzatori del palio. E spunta una proposta da avanzare al sindaco Rasero: "Un contributo da assegnare tra borghi e Comuni che si presentano con una monta locale esordiente" oppure "l'obbligo di presentare al canapo cavalli iscritti da almeno un anno ad un'Asl del Piemonte".