Terremoto corruzione, il caso stadio travolge la giunta Raggi. L'imprenditore arrestato: "Abbiamo l'uomo messo da Grillo"

Scattano le manette e i domiciliari per una serie di nomi legati al progetto di Tor di Valle. Incluso Lanzalone, super-consulente della giunta capitolina

Luca Lanzalone
Luca Lanzalone
TiscaliNews

Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione, nell'ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma. Con questa ipotesi di reato sono state arrestate nove persone nell'ambito dell'inchiesta condotta da Paolo Ielo, Procuratore aggiunto di Roma. Ventisette gli indagati, fra loro il capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara, che aveva parecipato alla trattativa per il primo progetto della struttura.

L'avvocato scelto dai Cinque Stelle

In carcere sono finiti: Luca Parnasi, imprenditore e proprietario di Eurinov che lavora alla realizzazione dello stadio. E i suoi collaboratori Luca Caporilli, Simone Contasta, Naboor Zaffiri, Gianluca Talone e Gianluca Mangosi. Agli arresti domiciliari Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio Regionale di Forza Italia, Michele Civita, ex assessore regionale del Pd, Luca Lanzalone, presidente Acea e consulente per M5S sullo stadio. Lanzalone è l'autore degli studi sulla struttura sportiva che andrà a sorgere a Tor di Valle. Titolare di uno studio a Genova, il quasi 49enne ha esperienza di impegnative pratiche di pubblica amministrazione, era già stato consulente nella sua città e a Crema (sotto il Pd) per gestire la fusione delle partecipate locali. Il procuratore Ielo sostiene che abbiano ricevuto una serie di facilitazoni (comprese assunzioni di persone a loro vicine) in cambio di favori di vario tipo. Palozzi e Civita ora rischiano la sospensione dal Consiglio regionale del Lazio.

L'intercettazione di Parnasi

Dalle carte dell'inchiesta spunta l'intercettazione in cui l'imprenditore Parnasi, parlando con il faccendiere Luigi Bisignani e con l'imprenditore Salini racconta di come Lanzalone sia stato determinante per sbloccare il progetto del nuovo stadio: "E' stato messo a Roma da Grillo, insieme al professor Fraccaro e a Bonafede". E aggiunge: "E' una persona che ha un'attività professionale. Quindi ci si può ragionare". Non è l'unico particolare che emerge. Sempre nelle intercettazioni rigurdanti Parnasi, si legge: "Io spenderò qualche soldo sulle elezioni... che poi con Gianluca vedremo come vanno girati ufficialmente con i partiti politici eccetera... anche questo è importante perché in questo momento noi ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro ed è un investimento che io devo fare...".

I dettagli

In particolare, secondo quanto accertato dai magistrati, Parnasi aveva promesso a Luca Lanzalone consulenze per il suo studio legale pari a circa 100 mila euro e aveva garantito il suo aiuto nella ricerca di una casa e di uno studio a Roma. All'ex assessore regionale del Pd, Michele Civita, in cambio dell'asservimento della sua funzione, il gruppo Parnasi aveva promesso l'assunzione del figlio in una delle società. Per l'attuale vicepresidente della Consiglio Regionale, Adriano Palozzi, Parnasi avrebbe erogato fatture per operazioni inesistenti pari a 25 mila euro. Infine l'attuale capogruppo M5S, Paolo Ferrara, avrebbe ottenuto da Parnasi un progetto per il restyling del lungomare di Ostia. Stando a quanto si legge nell'ordinanza di custodia cautelare, Parnasi e i suoi collaboratori puntavano ad esportare il sistema di corruzione a Milano. Ne sarebbe prova il tentativo di corrompere l'assessore all'urbanistica meneghino, Pierfrancesco Maran, proponendogli l'acquisto di una casa. Un tentativo caduto nel vuoto perché Maran respinse la "proposta in modo sdegnato". In una intercettazione gli uomini del gruppo Parnasi dicono: "Siamo andati a parlare con l'assessore Maran, gli abbiamo proposto un appartamento ma lui ha risposto di no dicendo che lui 'non voleva prendere per il c... chi lo ha votato'. Abbiamo fatto una brutta figura, sembravamo i romani dei film quando vanno a Milano'' .

 

L'intervento di Salvini

Sull'arresto di Parnasi è intervenuto il ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini: "Chi stava lavorando allo stadio della Roma ed è stato arrestato lo conosco personalmente come una persona perbene e spero possa dimostrare la sua innocenza. C'è complicazione nel settore pubblico: il codice degli appalti, la legge contro il caporalato, il proliferare di leggi, codici e burocrazia aiuta chi vuole fregare prossimo. Un Paese più semplice è anche meno corrotto".

Due le inchieste in corso

Sono due i procedimenti giudiziari che riguardano il nuovo stadio della Roma che dovrebbe sorgere nell'area dell'ex ippodromo di Tor di Valle. Oltre all'indagine affidata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo al sostituto Barbara Zuin nel quali si ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, un altro procedimento, coordinato dal pm Mario Dovinola, è già approdato al dibattimento. Si tratta dell'indagine sui terreni per bancarotta per distrazione e omesso pagamento dell'Iva. Per questi reati sono stati rinviati a giudizio quattro ex amministratori della Sais, società della famiglia Papalia, come già scritto proprietaria dell'area sul quale dovrebbe sorgere lo stadio, e anche della "Ippodromo di Tor di Valle", societa' che gestiva il galoppatoio. Il processo si sta svolgendo davanti ai giudici della nona sezione penale. Secondo la procura, il contratto di affitto del terreno fu oggetto di una serie di distrazioni da parte della società locataria, in danno dei creditori delle due società, poi fallite. Sotto processo sono finiti gli imprenditori Gaetano e Umberto Papalia, Umberto Ciccozzi, liquidatore della Ippodromo Tor di Valle, e Michele Saggese, ex amministratore unico della Sais.

I guai della Raggi e le risposte dei Cinque Stelle

Gli arresti che coinvolgono Lanzarone, super-consulente del M5S a Roma, aggiungono guai al già travagliato percorso affrontato dalla sindaca Virginia Raggi per realizzare lo stadio di Tor di Valle. Il progetto ha contro i residenti della zona, preoccupati per la congestione della viabilità, gli ambientalisti che gridano all'ecomostro, lo stesso ex assessore all'urbanistica del MoVimento capitolino, Paolo Berdini, che ha chiesto di fermare la realizzazione dello stadio. La sindaca non molla, conferma di essersi messa al lavoro con il suo staff per rispondere alle eccezioni "nel merito, non perdiamo tempo". Si punta a far partire i lavori entro il 2018. "Lo stadio a Tor di Valle è sempre più vicino" ha twittato il 12 giugno la Raggi, "stiamo lavorando senza sosta per accorciare i tempi". Ora gli arresti e i ricorsi minacciano di allungarli. O perfino di bloccarli, dato che sotto la lente degli inquirenti c'è l'ultimo progetto della struttura sportiva che aveva avuto un taglio di cubatura. E la sindaca, avuta la notizia degli arresti, commenta: "Chi ha sbagliato pagherà noi siamo dalla parte della legalità. Aspettiamo di leggere le carte, sappiamo che alle 12 c'è una conferenza stampa della procura al momento non esprimiamo alcun giudizio". Dello stesso avviso Riccardo Fraccaro, ministro pentastellato per i Rapporti con il Parlamento, che ha aggiunto: "Lanzalone lo conosco perché è stato un consulente apprezzato in varie fasi delle nostre attività politiche. Non sono mai contento quando una persona in sé viene indagata, ma se qualcuno ha sbagliato è giusto che ne risponda. Dobbiamo però capire quali sono i motivi degli arresti. Solamente dopo un'analisi attenta si potranno esprimere dei commenti sensati". Secondo il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: "Per quanto riguarda la faccenda dell'indagine siamo molto preoccupati. Non ho informazioni per poterla commentare. Quello che mi viene da ribadire è che la battaglia che il M5s ha fatto per far sì che la colata di cemento che doveva cadere a norma del primo progetto del Pd, di cui lo stadio era solo una minima parte, è stata enormemente limitata e questo è un successo".