Artificiere ferito a Firenze, il sindacato: “Dovrà pagarsi le spese mediche”. Il ministero smentisce

Il Siulp Firenze ha aperto un conto corrente presso la banca Unicredit di Firenze

Mario Vece
Mario Vece

“Dovrà pagarsi le spese mediche da solo”. È questa la drammatica denuncia che la Segreteria Provinciale di Firenze del Siulp (sindacato di polizia) ha diffuso con un comunicato a seguito del ferimento del poliziotto artificiere Mario Vece, colpito dall'esplosione di un ordigno presso una libreria a Firenze.

“Dopo il tragico episodio – si legge nel comunicato diffuso ieri - il Siulp Firenze ha aperto un conto corrente presso la banca Unicredit di Firenze, identificato con la scritta ” Per Mario”, (iban: IT38B0200802829000104589397) affinché possa essere avviata una raccolta di risorse economiche da destinare alle costosissime cure cui Mario dovrà essere sottoposto a seguito della perdita della mano ed alla compromissione quasi totale dell’occhio destro. È questa una risposta anche alle centinaia di cittadini, di aziende e di colleghi che hanno chiesto di potersi attivare a favore di Mario per aiutare la famiglia in questo momento molto delicato.”

La vicenda - dice Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, a Tiscali.it - pone in luce le contraddizioni del sistema che dimostrano la totale insensibilità e la scarsa considerazione verso gli operatori delle forze dell’ordine che svolgono un servizio estremamente rischioso, mentre la normativa non provvede a tutelarli adeguatamente perché fino a quando al collega non gli verrà riconosciuta la causa di servizio, e si parla di procedure lunghe fino a 10 anni, dovrà provvedere a pagarsi tutte le spese per il post operatorio e le protesi.

Anche Daniele Tissone , Segretario generale del Silp-Cgil interviene dicendo a Tiscali.it che “da quanto gli risulta, nei confronti dell’agente ferito, è stata attivata la procedura per il riconoscimento della dipendenza delle lesioni subite da causa di servizio e questo significa che le spese mediche sostenute saranno a carico dell’amministrazione.” Tissone precisa inoltre che “qualora si rendessero necessarie ulteriori spese derivanti da particolari prestazioni specialistiche queste dovranno trovare soluzione tra gli enti sanitari competenti e il dipartimento della PS”.

Sulla questione l’ufficio Relazioni Esterne del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha fatto sapere a Tiscali.it che non intende intervenire in una questione – la denuncia del Siulp - che va collocata nell’ambito delle attività sindacali. Del resto, con una circolare del 13 luglio 2007, diramata dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza – facilmente reperibile in internet – sono stati già chiariti gli ambiti di applicazione delle norme in materia di rimborso per “spese per accertamenti sanitari, cure, ricoveri e protesi” per il personale della Polizia di Stato. Il Dipartimento ha stabilito che anche in attesa del riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle lesioni traumatiche subite “le spese rivestenti carattere di effettiva e documentata urgenza potranno essere rimborsate senza la preventiva autorizzazione soltanto qualora la gravità del caso sia attestata dal sanitario della Polizia di Stato”.

Riguardo all’eccessiva durata dei tempi per la conclusione del procedimento amministrativo per il riconoscimento della dipendenza o meno della lesione subita per causa di servizio, lamentato dalle organizzazioni sindacali, va ricordato che negli uffici della XI Commissione permanente della Camera dei Deputati, dal 5 gennaio 2011, giace una proposta di legge presentata dal radicale Maurizio Turco con lo scopo di garantire il massimo rispetto dei termini previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, per i procedimenti relativi al riconoscimento della dipendenza delle infermità da causa di servizio e alla concessione della pensione privilegiata ordinaria e dell'equo indennizzo, prevedendo in caso di superamento degli stessi l'accoglimento della domanda del dipendente, nonché un'effettiva responsabilità penale e civile a carico del responsabile del procedimento.