Tragedia dell’hotel Rigopiano: indagati il governatore Luciano D’Alfonso e i suoi predecessori Del Turco e Chiodi

Con l'accusa di omicidio colposo, lesioni e disastro colposo per la morte di 29 persone nella Spa di Farindola, travolta da una valanga nel gennaio 2017, la Procura di Pescara ha iscritto nel registro i presidenti della Regione dal 2005 a oggi

Soccorsi all'hotel Rigopiano
Soccorsi all'hotel Rigopiano
TiscaliNews

L'attuale presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso e gli ex presidenti della stessa Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi sono indagati dalla Procura di Pescara per omicidio, lesioni in merito e disastro colposo alla tragedia dell'hotel Rigopiano dove, nel gennaio 2017, morirono 29 persone. Il 18 gennaio del 2017 una valanga travolse il resort di Farindola, provocando la morte di clienti e personale I carabinieri forestali a loro e ad altri indagati stanno notificando l'identificazione e l'elezione di domicilio.


Iscritti i vertici Regione dal 2005 a oggi


A tutti i nuovi indagati il procuratore Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia contestano la mancata realizzazione della Carta di localizzazione dei pericoli da valanga, che – sostiene l’accusa – è stata decisiva nella costruzione dell’hotel di lusso in quel punto.. Le prime indagini della Procura hanno portato all'iscrizione sul registro degli indagati tra gli altri l'ex prefetto Francesco Provolo e il presidente della Provincia Antonio Di Marco.


Le indagini


Questo ulteriore sviluppo delle indagini ha portato all'iscrizione sul registro degli indagati dei vertici politici regionali e degli assessori con le deleghe alla protezione civile dalla Giunta Del Turco in poi, ossia dal 2007 ad oggi, cioè Tommaso Ginoble, Daniela Stati, Gianfranco Giuliante e Mario Mazzocca. Insieme a loro, per le vicende che riguardano la mancata realizzazione della Carta Valanghe ci sono anche funzionari regionali.


I primi 24 indagati


Con l’accusa di abuso d’ufficio, falso, abusi edilizi, fino al disastro e all’omicidio colposo a seconda delle posizione posizioni gli indagati , prima delle iscrizioni di martedì, erano 24 in quattro filoni d’inchiesta, aperti per fare luce sulle responsabilità di chi si occupò di attivare la macchina dei soccorsi, quelle su chi gestì l’emergenza neve che precedette la slavina. Le indagini hanno poi ricostruito la catena delle autorizzazioni per la realizzazione del resort . Mentre ora prendono corpo anche quelle su chi avrebbe dovuto produrre la mai nata carta “pericolo valanghe”.