L'ultima telefonata di Failla: "Sto male, amore aiutami". Le salme dei 2 tecnici a Roma

Il C-130 dell'Aeronautica militare che trasportava i corpi dei 2 dipendenti della Bonatti è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino a mezzanotte e 40 minuti

Redazione Tiscali

Sono arrivate a Roma le salme di Salvatore Failla e Fausto Piano, i due tecnici italiani uccisi in Libia. Il C-130 dell'Aeronautica militare che le trasportava è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino a mezzanotte e 40 minuti. Ad accoglierle, i familiari dei due dipendenti della Bonatti, accompagnati in aeroporto dopo la lunga attesa da lunedì in un albergo della capitale.

E' durato quasi mezz'ora il rito religioso che si è svolto sulla pista di Ciampino in un silenzio assoluto. Nessuna voce, nessun grido ma un dolore contenuto da parte dei congiunti di Failla e Piano. Alla fine il sacerdote ha di nuovo benedetto i feretri e subito dopo i parenti dei due tecnici hanno deposto per l'ultima volta le mani sul legno delle due bare. All'1,35, mentre i carri funebri si muovevano diretti a Roma, un addetto alle pompe funebri ha avuto un malore, è stato subito soccorso e si è prontamente ripreso. Oggi, al policlinico Gemelli di Roma, i medici dell'Istituto di Medicina legale eseguiranno a loro volta gli accertamenti autoptici sul corpo di Failla e Piano dopo l'autopsia eseguita a Tripoli. Cosa che non ha mancato di destare polemiche.

Il ministro degli Esteri Gentiloni ha informato il Parlamento sulla vicenda. "Non è stato pagato alcun riscatto per gli altri due tecnici italiani liberati", ha ribadito. "L'Italia non vuole avventure inutili", ha detto il ministro, assicurando che un eventuale intervento avverrà "solo con il via libera delle Camere". In serata avevano però parlato i familiari di Failla: "Non ci hanno aiutato a salvarlo".

La moglie fa sentire la voce di Failla: "Aiutami" - "Ciao sono Salvo, i miei compagni li hanno portati via, io sono rimasto da solo e ho bisogno di cure mediche, ho bisogno di aiuto. Parla con giornali e tv, vedi di muovere tutto quello che puoi muovere".  "Prima stavo bene ma ora ho bisogno di medicine. Ho bisogno di aiuto, la Bonatti non fa più niente". Questo il disperato appello di Salvatore Failla, probabilmente registrato, che il 13 ottobre scorso la moglie del tecnico ascoltò al telefono dopo essere stata chiamata dai sequestratori. La donna poi chiese ai sequestratori di passargli il marito ma questi si rifiutarono. "Uno dei sequestratori mi chiamò e parlò in italiano", ha detto la moglie di Failla.

La figlia di Failla: "Non ci hanno aiutato a salvarlo" - "Mio padre era una persona buona. Non ci hanno aiutato a riportarlo a casa". Queste le parole di Erica, 23 anni, la figlia di Salvatore Failla. "Ci hanno detto di stare zitti, di non fare scalpore. Ci hanno detto di non rispondere alle domande dei rapitori. Dov'è lo Stato?. Abbiamo fatto quello che ci hanno detto, ma non è servito a nulla".

La moglie: "Non voglio funerali Stato" - "Non voglio funerali di Stato per mio marito", ha detto Rosalba Failla, la vedova di Salvatore, durante una conferenza in cui ha espresso tutta la sua rabbia per l'andamento del caso e, da ultimo, per l'esecuzione dell'autopsia avvenuta in Libia. "Le ultime notizie su mio marito le ho avute oggi pomeriggio quando mi hanno detto dell'autopsia. Poi ho attaccato il telefono. Non so se ora lo Stato sarà capace di prendere il cadavere di mio marito e metterlo su un aereo", ha aggiunto.

Il legale della famiglia Failla: "C'e' stata autopsia vera e propria" - La "drammatica verità" è che "si è trattato di un'autopsia vera e propria, non un esame cadaverico esterno", ha detto il legale della famiglia di Salvatore Failla.