[Esclusiva] Le vacanze in barca e in hotel pagate a Crocetta e l'aiuto del ministro. La scalata al potere dell'armatore Morace

Ecco le carte dell'inchiesta che fanno tremare la Regione Siciliana e i poteri romani. La sentenza del Tar e il pranzo con il presidente dell'Antitrust

Le vacanze in barca e in hotel pagate al governatore Crocetta e l'aiuto del ministro. La scalata al potere dell'armatore Morace

Un armatore, Ettore Morace, un deputato regionale candidato a sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, una sottosegretaria di governo, Simona Vicari, dirigenti della Regione Sicilia. Tutti finiti in carcere, ai domiciliari o indagati. Per corruzione e turbata d'asta.

È la storia di un armatore, Ettore Morace, che tenta (riuscendovi) la scalata per conquistare il monopolio delle linee di aliscafi che collegano la Sicilia alle isole minori. E può contare su deputati regionali, politici, esponenti di governo. Al sottosegretario ai Trasporti Simona Vicari, che ha un fratello dipendente della flotta di aliscafi di Morace, per esempio, viene contestato dagli inquirenti un «regalo», un Rolex, per i servigi resi all'armatore. «Simona Vicari - scrive il gip di Trapani - fa ottenere l'approvazione di un emendamento alla legge di Stabilità, che riduce da 10 al 5% l'imposta d'Iva per i mezzi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato pari a 7 milioni di euro».

L'armatore, si legge nelle carte della inchiesta trapanese, ottiene grazie alla corruzione, la concessione dei collegamenti marittimi con le Egadi e le Isole Eolie. In questa inchiesta è indagato anche il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta. Pagina 203 della misura di custodia cautelare del gip di Trapani: «Il 12 settembre 2016 Morace veniva chiamato da Di Caterina (Marcello, ex parlamentare Pdl, Del partito di Angelino Alfano, ndr). Dopo avergli raccontato di aver invitato il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta sulla sua barca e di avergli pagato l'albergo sull'isola di Filicudi, Morace riferiva che gli avrebbe girato una mail “per quella cosa sull'Iva”».

Nelle carte si parla anche dell'attuale ministro con delega per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti. Ne parla il figlio di Vittorio, Ettore Morace: «Ieri sera a Filicudi - racconta il figlio al padre - sono stato a cena con il ministro De Vincenti, quello che ci ha aiutati per l'acquisto della Siremar». All'indomani del deposito da parte del TAR Sicilia, il 21 febbraio scorso, di una sentenza «particolarmente sfavorevole agli interessi dell'armatore, in quanto sostanzialmente  confermativa del ben noto provvedimento di annullamento d'ufficio di bandi di gara precedentemente disposti secondo parametri di assoluto favore per la società amministrata dal Morace», l'armatore e Fazio «si attivavano subito per predisporre contromisure di varia natura».

Le informative degli investigatori sono chiare: «Il deputato regionale Fazio organizzava a Roma incontri sia con Raffaele De Lipsis, magistrato amministrativo in pensione e già presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, sia con Giovanni Pitruzzella, attuale Presidente dell'Antitrust. Peraltro per tutti gli spostamenti nella capitale, Morace forniva al Fazio il noleggio di un'autovettura con conducente, interamente pagato dalla Liberty Lines, ad ulteriore dimostrazione del fatto che tutta la spedizione era stata pianificata per interessare i suddetti interlocutori delle recenti vicende giurisdizionali che avevano riguardato la società del Morace».

Perché Morace e Fazio si rivolgono alle due personalità: «Lo scopo delle interlocuzioni con  i due professionisti - spiega il gip - era quello di sottoporre al vaglio dei due interlocutori qualificati sia la sentenza del TAR, a loro dire “scandalosa”, che i nominativi dei legali individuati per la formazione del collegio difensivo per il ricorso al Consiglio Giustizia Amministrativa».

Gli incontri nella capitale avvengono il 7 marzo scorso. Morace è bloccato a Casa per una fastidiosa influenza. Al posto suo, va agli incontri con Fazio il cugino, l'avvocato Carlo Morace. Prima a pranzo con Pitruzzella nella sede dell'Antitrust, poi a casa del giudice amministrativo in pensione, Raffaele de Lipsis. L'ordinanza di custodia cautelare del gip è piena di omissis. Un segnale che questa inchiesta è tutt'altro che esaurita?