Un'altra grillina inciampa, ha usato l’auto blu per andare a prendere la figlia. Il M5s la punisce così

Deborah Montalbano si è scusata su Facebook per quello che è successo: "È sbagliato utilizzare un’auto blu per scopi personali, qualunque essi siano". Ora attende con trepidazione la punizione

Deborah Montalbano
Deborah Montalbano
di PSO

“Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”, dice il proverbio. Con l’espressione si esprime un concetto molto chiaro: chiunque compia (ripetutamente) un'azione proibita, alla fine rischia di subirne le conseguenze. E le azioni proibite, tipo l’utilizzo di un’auto blu, sono severamente punite nel M5s. Lo sa bene Deborah Montalbano, membro della Commissione Emergenze abitative di Torino, già nota alle cronache per essere stata morosa nei confronti dell’Agenzia territoriale per la casa (Act), per essersi fatta rimborsare 250 euro per le sue corse in taxi, ora la dissidente della maggioranza di Chiara Appendino ne avrebbe fatta una delle sue: avrebbe usato l’auto blu del Comune per andare a prendere la figlia a scuola e poi tornare in ufficio, in tempo per partecipare ad una riunione, si legge nel Corriere Torinese.

A denunciarla i suoi colleghi di movimento, che hanno preso la palla al balzo, quando l’autista che ha dato il passaggio alla grillina, “insospettito dal viaggio, visibilmente di natura non istituzionale, il conducente ha messo nero su bianco il servizio che ha svolto quel giorno e su autorizzazione di chi: ‘Il giorno 7/11/2017, a seguito della disposizione del coordinatore, trasportavo la consigliera Montalbano in via…’. E ancora: “All’arrivo — continua l’autista nella sua relazione - mi disse di attenderla, passati 10 minuti tornava con una bambina, facendola salire sull’auto mi chiedeva di fare ritorno a Palazzo Civico, perché aveva impegni istituzionali. Il servizio si concludeva alle ore 16.45”.

La signora, che è stata una ‘pasionaria’ della prima ora del Movimento, ha incassato il colpo, ma colta in fallo, per dare un esempio ai suoi amici-nemici, ha dato le sue dimissioni da presidente della IV commissione. “Si è parlato e detto tanto su di me nelle ultime ore. Vorrei chiedere – ha scritto su Facebook-  scusa per quello che è successo. È sbagliato utilizzare un’auto blu per scopi personali, qualunque essi siano? Si, sempre. Le motivazioni dell'utilizzo eccezionale sono già state spiegate. Per il ruolo che ricopro, per l’impegno che mi sono presa con gli elettori del Movimento 5 Stelle mi sento in dovere di prendermi la responsabilità dell'accaduto e, quindi, di rassegnare le dimissioni da presidente della IV commissione. Rimetto ogni decisione definitiva nelle mani del Movimento 5 Stelle, consapevole di voler continuare a svolgere il mio ruolo di consigliera in questa città e per questa Città al fianco delle persone in difficoltà e per dare sempre una voce agli ultimi, coloro che spesso vivono difficoltà senza avere gli strumenti adatti per poterle affrontare”.

Un gesto nobile. “Ancora una volta dimostri che c'è differenza di stile per chi non si dimette mai neanche se ruba miliardi e chi dà le proprie dimissioni nelle mani dei cittadini e del MoVimento 5 Stelle fiducioso e queste verranno rigettate. Ti auguro buona giornata”, ha scritto un amico social della consigliera Renato Miritello. Certo gli altri commenti non sono altrettanto lusinghieri. In un primo momento la donna aveva detto: Vogliono cacciarmi, mi caccino. Io non mi dimetto”. “Ho usato l’auto di servizio — aveva ammesso la consigliera —: alcune volte per questioni di rappresentanza, solo una volta per questioni personali: non avevo nessuno che mi tenesse mia figlia, ho chiesto un passaggio ai miei colleghi, nulla; non sapevo come fare”. Ora non si aspetti la solidarietà dei suoi colleghi di consiglio. Una mano tesa è giunta soltanto dal senatore del Pd Stefano Esposito, l’unico che avuto il coraggio di difendere la grillina: “Se quello che ha fatto, l’avessi fatto io o un esponente del Pd, lei avrebbe chiesto l’impiccagione immediata: detto questo - dice Esposito — trovo che non abbia fatto nulla di scandaloso nel chiedere di utilizzare l’auto per andare a recuperare sua figlia piccola”. La parola d'ordine del M5s 'onesta onestà' continua a mietere vittime. Decisione giusta, dispiace che grillini di Torino gongolino per i guai altrui.