La sindaca e il mistero dell'auto incendiata: "Sono certa che il deputato non c'entra nulla"

Le prime dichiarazioni della prima cittadina di Villacidro portavano dritto dritto dentro la locale sezione del Partito Democratico. Poi l'inatteso dietrofront

La sindaca e il mistero dell'auto incendiata: 'Sono certa che il deputato non c'entra nulla'

"È sicuramente un'intimidazione legata alla mia attività amministrativa" aveva detto la sindaca di Villacidro (Sardegna) Marta Cabriolu in una intervista concessa a Radio Popolare subito dopo l'attentato incendiario compiuto da ignoti contro la la sua auto. Dichiarazioni a caldo, che potevano essere interpretate, ed è accaduto, come un’accusa contro le precedenti giunte. "Io ho scardinato un sistema trentennale", aveva spiegato la prima cittadina ai microfoni dell'emittente. Aggiungendo: "Villacidro per 30 anni è stata governata non solo da un partito, ma da una famiglia e io ho vinto contro ogni possibile e immaginabile pronostico e quindi sto mettendo mano a cose abbastanza complicate". Le accuse della sindaca, eletta con una lista civica, portavano dritto dritto dentro la locale sezione del Partito Democratico.

L'auto incendiata; a destra il sindaco Marta Cabriolu

Il deputato locale del Pd, Siro Marrocu ha sentito la necessità di intervenire via social per prevenire le illazioni che stavano cominciando ad avvelenare il clima della città. “Ho appena letto del vile atto di intimidazione che ha colpito la nostra Sindaca Marta Cabriolu! Mi auguro che presto le forze dell'ordine possano affidare alla Giustizia i vigliacchi codardi e delinquenti responsabili dell'atto intimidatorio e nel contempo esprimo la mia totale solidarietà e vicinanza a Marta! Lo faccio adesso dalle pagine di Facebook e lo farò personalmente stamattina a lei!”, ha scritto deputato sul suo social.  Alle parole il parlamentare ha fatto seguire i fatti: “L’ho chiamata verso le 8 del mattino, ci siamo chiariti".

Il deputato Siro Marrocu

Il ramoscello d’ulivo di "Siro" ha fatto il miracolo, del resto anche qualche assessore aveva preso le distanze da quanto affermato in un primo momento dalla sindaca. Qualche ora dopo, sempre via social, la prima cittadina ha aggiustato il tiro. “Ho deciso di scrivervi – ha redatto sul social - anche stanotte, guidata da una maggiore lucidità di sentimenti. Sono passate 24 ore da quella telefonata...da quelle urla...Marta esci che la tua macchina sta bruciando! Un momento in cui la tua vita si ferma di nuovo; un attimo in cui rivivi tutto quello che hai già passato. Non è un dolore fisico, certo che c'è di peggio e che una macchina è solo un oggetto. Lo so”.  Alla sindaca avevano già bruciato un’auto. Questa volta i danni sono stati molto lievi: l’incendio è stato smorzato con una secchiata d’acqua (“ma è il gesto quello che conta”). Lei nonostante lo spavento non molla ai diktat degli “imbecilli”, ha detto a tiscali.it.

Villacidro non è una città facile. Negli anni “20 (lo riporta una copertina del “Touring Club”) era chiamata “la piccola Orgosolo”. Negli ultimi anni ci sono stati omicidi e feriti (la droga miete vittime anche qui); boschi, case e auto bruciate. Nondimeno, è una città che tenta di riprendere il cammino interrotto dalla crisi: nella zona industriale (un tempo fiorente) si rivede finalmente - dopo lo sfacelo degli anni “90 e il decadimento dei primi anni del 2000 - qualche capannone in più. In questo quadro potrebbe essere rilevante sapere che le parti, dopo una durissima battaglia elettorale, stanno attendendo con apprensione una sentenza che riguarda - appunto - la gestione del polo industriale.  “Oggi – si legge sul social - avrò ricevuto un centinaio di chiamate, centinaia di messaggi. Oggi c'è stato spazio anche per una leggerezza, per una parola di troppo. Si, la lucidità ti fa comprendere quando la rabbia e lo sgomento ti fanno esprimere in modo inopportuno; un modo che può essere inconsciamente travisato ed interpretato in modo diverso e lontano da ciò che è il tuo reale pensiero e da ciò che rappresenta il contesto nel quale certe cose vanno inserite. E quando, a fine serata, finalmente realizzi appieno ciò che è successo, arriva anche la necessità di scusarsi per qualche parola di troppo”.

La Cabriolu è diventata sindaco quasi per scommessa. Aveva accettato la proposta di un gruppo di cittadini “senza colore politico” (ma di fatto di centro destra con il rinforzo di qualche ex Pd) che avevano deciso di abbattere il “sistema” Marrocu. “Siamo arrivati 20 mesi fa, quando nessuno o quasi osava crederci. Siamo arrivati – si legge ancora su Facebook - in un momento storico in cui si chiedeva un cambiamento. Con grandi sacrifici, quel cambiamento stiamo cercando di realizzarlo, a volte anche sbagliando, imparando insieme a voi. E' questa la bellezza del mio e del nostro percorso; stiamo lavorando e crescendo anche grazie al vostro coinvolgimento, al confronto continuo, grazie anche alle vostre critiche. Perché questo deve fare una comunità, deve delegare e poi deve partecipare, deve comunicare, deve segnalare, deve diventare parte attiva dell'amministrare. Ritengo che questo aspetto rappresenti un elemento nuovo ed in controtendenza rispetto al passato. E queste sono considerazioni che derivano dall'esperienza di questi mesi. Non ho mai pensato che questi atti vigliacchi possano essere in alcun modo riconducibili a persone specifiche, tanto meno ad amministratori del passato. Mi scuso se in un'intervista un po’ concitata possa essere passato un messaggio diverso da quanto espresso già in tutte le sedi”. Marrocu l'ha rincuorata, ma lei insiste sulla “gestione familiare” della cosa pubblica.

E in effetti si registra un piccolo dietro front, rispetto a quanto aveva detto la prima cittadina della provincia del Medio Campidano a Radio Popolare. “Detto questo, sono serena. Lo sono perché so che la mia comunità comprenderà che dopo quanto accaduto anche io sono umana, sono una persona con dei sentimenti; sono una madre che pensa al futuro di suo figlio e della sua famiglia; posso sbagliare e ammetterlo, posso scusarmi e poi, grazie a tutti voi, trovare la forza di andare avanti con la stessa passione e la stessa dedizione di sempre. Ringrazio ognuno di voi, cittadini, amici, parenti, famiglia, per aver dedicato del tempo a non farmi sentire sola. Ringrazio tutti i colleghi Sindaci, amministratori, onorevoli, Rappresentanti delle istituzioni tutte per avermi fatto sentire una solidarietà e un calore inaspettati”. Resta in piedi una domanda, chi sta bruciando le auto della sindaca? L'ultima risposta spetta agli inquirenti.