Arrestato il vicepresidente Lombardia: doveva partecipare alla "Giornata della trasparenza". Maroni: "Sono stupito"

Berlusconi: "Lo conosciamo come persona corretta". M5S e Pd verso la mozione di sfiducia al presidente della Regione. Ambrosoli: "Non c'è stata discontinuità"

 
Redazione Tiscali

Tintinnano le manette in Lombardia. Il vice presidente della Regione Mario Mantovani è stato arrestato con le accuse di concussione, corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti in un'inchiesta della Gdf e della Procura di Milano che ha portato in carcere altre due persone, tra cui un dipendente della Regione. Un epilogo sorprendente per Roberto Maroni. "Sono rimasto stupito dell'arresto del vicepresidente e assessore Mantovani e mi auguro che sarà in grado di dimostrare la sua correttezza. Da quanto si apprende, la gran parte delle contestazioni che gli vengono rivolte sono estranee al suo incarico in Regione - dichiara il presidente - Per quanto riguarda gli episodi che coinvolgono singole aziende sanitarie - aggiunge -, ho già richiesto al segretario generale e al direttore generale della Salute di effettuare i necessari approfondimenti".

L'ordinanza di custodia cautelare - Nell'ambito delle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Giulia Perrotti e dal pm Giovanni Polizzi è stata eseguita dai militari del Nucleo di polizia tributaria della Gdf un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Stefania Pepe, a carico di tre persone, tra cui Mario Mantovani. In carcere è finito anche Giacomo Di Capua, 34 anni, "in qualità di stretto collaboratore di Mantovani e dipendente della Regione Lombardia". Arrestato anche Angelo Bianchi, "ingegnere del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia e la Liguria", per concorso in concussione.

Indagato Garavaglia - Tra i 12 indagati nell'inchiesta della Procura di Milano c'è anche l'assessore lombardo all'Economia, Massimo Garavaglia (Lega).

Al centro dell'inchiesta più filoni - Al centro dell'inchiesta ci sono più filoni relativi ad appalti truccati, episodi di corruzione e concussione. Da quanto si è saputo, Mantovani, infatti, avrebbe truccato anche gare per lavori di ristrutturazione di scuole in alcuni comuni, tra cui Arconate, di cui è stato sindaco. Inoltre, si sarebbe mosso per turbare gli appalti della sanità regionale per il trasporto di malati dializzati. Un secondo 'capitolo', invece, riguarda le presunte pressioni esercitate da Mantovani nei confronti di Pietro Baratono, Provveditore alle Opere Pubbliche di Lombardia e Liguria, affinché Angelo Bianchi (arrestato), ingegnere presso il Provveditorato, potesse rientrare in servizio e tornare in possesso delle sue deleghe sugli appalti (in particolare di edilizia scolastica), malgrado fosse stato coinvolto ed arrestato in un'inchiesta per corruzione della Procura di Sondrio.

Alfio Leonardi, infatti, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e anche dirigente del Provveditorato alle Opere Pubbliche aveva firmato un ordine di servizio per rimuovere Bianchi e poi fece denuncia a seguito delle presunte pressioni di Mantovani. Giacomo Di Capua, stretto collaboratore di Mantovani, avrebbe avuto un ruolo nella concussione e anche lui oggi è finito in carcere. Un altro fronte dell'inchiesta riguarda i lavori 'gratis' che l'ex assessore alla Sanità avrebbe ottenuto per immobili a lui riconducibili in cambio di lavori affidati ad un architetto in alcuni appalti. I lavori, prezzo della presunta corruzione, riguarderebbero case e appartamenti di proprietà di Mantovani o dei suoi familiari, case di riposo, tra cui l''Opera Pia Castiglioni', cascine. Un episodio di presunta corruzione, da quanto si è saputo, riguarda anche l'azienda ospedaliera di Pavia, mentre tra le gare truccate ci sarebbe anche un appalto indetto dalla 'aggregazione Asl Milano Centro, Milano 1 e Pavia'.

Doveva partecipare alla "Giornata della trasparenza" - E' singolare che in mattinata il vicepresidente della Regione Lombardia fosse atteso all'apertura della 'Giornata della trasparenza' organizzata dalla Regione. Mantovani, come annunciato ieri da una nota, avrebbe dovuto aprire i lavori per una serie di incontri sul rapporto tra trasparenza e pubblica amministrazione. Inizialmente avrebbe dovuto partecipare anche il governatore Roberto Maroni, che però ha cambiato programmi.

Berlusconi: "Lo conosco come persona corretta" - "Ci ha stupito molto questa inchiesta, di cui non sapevamo nulla. Francamente, conosciamo Mario Mantovani come una persona corretta e siamo in attesa di notizie", dice Silvio Berlusconi.

Toti: "Sono garantista" - "L'ho letto, non saprei cosa dire, resto garantista; spero che possa provare la propria innocenza", afferma il governatore della Liguria, Giovanni Toti. "Le misure prese sono molto gravi - aggiunge - spero giustificabili fino in fondo. La detenzione in carcere è una misura che i magistrati non dovrebbero usare a cuor leggero".

Per Formigoni è "una brutta notizia" - "Certamente è una brutta notizia", si limita a sottolineare il senatore Roberto Formigoni, ex governatore della Lombardia.

Ambrosoli: "Nessuna discontinuità" - "Chissà perché la notizia degli arresti per tangenti nella sanità in Regione Lombardia non mi ha colto di sorpresa...", scrive Umberto Ambrosoli, coordinatore del centrosinistra al Consiglio regionale della Lombardia, dopo l'arresto di Mantovani. "Fermo restando l'esigenza di conoscere quanto prima la sua difesa - prosegue - quel che più impressiona nell'arresto del vicepresidente che fino a qualche settimana fa ha ricoperto anche il ruolo di assessore alla Sanità, è che l'indagine con accusa di concussione e corruzione aggravata si riferisce ad episodi tra il 6 giugno 2012 e il 30 giugno 2014: la prova provata che nessuna discontinuità c'è stata nel passaggio dalla vecchia amministrazione, crollata proprio per indagini giudiziarie, alla Giunta attuale".

M5S e Pd verso la mozione di sfiducia a Maroni - "Meglio di così la Lombardia non poteva festeggiare la giornata della trasparenza: il vicepresidente Mantovani è stato arrestato, Maroni andrà a processo e, al momento risulterebbe indagato l'assessore al Bilancio Massimo Garavaglia, braccio destro del governatore. Stiamo predisponendo una mozione di sfiducia nei confronti di Maroni che si deve dimettere immediatamente"., fa notare Dario Violo, capogruppo M5S al Consiglio regionale lombardo. Una scelta che pare siano pronti ad adottare anche i consiglieri del  Pd. 

I consiglieri pentastellati portano una cassetta di arance - Un gruppo di consiglieri regionali del M5S ha poi portato una cassetta di arance nella sala dove si sta svolgendo il convegno sulla trasparenza che avrebbe dovuto aprire il vicepresidente della Regione, Mario Mantovani, arrestato stamane. "Le arance sono per Maroni, se va a trovare il suo vice in carcere" hanno detto ai giornalisti fuori dalla sala i 5 Stelle.