Il cambiamento climatico globale sta mettendo in serio pericolo la vita sul pianeta. Dopo lo scioglimento dei ghiacciai, l’estinzione ormai iniziata di molte specie animali e i cataclismi sempre più frequenti, il presidente della Repubblica delle Maldive Mohamed Nasheed, ha pensato al futuro del suo popolo.
Pericolo di innalzamento delle acque - Ha deciso di comprare una patria alternativa nel caso in cui il famosissimo arcipelago dell’Oceano indiano, costituito da oltre mille isole coralline, dovesse essere sommerso dall’acqua. Con i ricchi guadagni provenienti dal turismo sempre in espansione negli atolli a Sud-Ovest dell’India, Nasheed intende creare un fondo sovrano per comprare una terra dove rifugiarsi in caso di necessità.
Costretti a una patria alternativa - "Non possiamo fare niente per fermare il cambiamento climatico, così siamo costretti a comprare terre altrove", ha detto al quotidiano inglese The Guardian il presidente eletto solo un mese fa nelle prime consultazioni democratiche del Paese. Attualmente gli atolli si trovano ad appena un metro e mezzo sopra il livello del mare e per questo, nel caso di un innalzamento del livello dell'acqua per via dell’effetto serra, sarebbero le prime a essere sommerse.
Non vogliono essere profughi - "Il Kuwait investe in compagnie, noi investiremo in terre", ha detto Nasheed. "Non vogliamo lasciare le Maldive, ma non vogliamo nemmeno vivere come rifugiati nelle tende per decenni", ha aggiunto. Prima di lui il suo predecessore Maumoon Abdul Gayoom, che è stato alla guida dell’arcipelago per 30 anni, ad aprile aveva scritto un libro in cui parlava proprio di una catastrofica ipotesi simile, per niente improbabile o lontana a venire. L'unica soluzione, si legge, è spostare i cittadini in terre più sicure, a meno che non si vogliano costruire alti muri sulle 193 isole disabitate, ma sarebbe troppo costoso”.