Vota Antonio, vota Antonio. O meglio “Votate il partito del sesso”. Si perché in Australia è nato il Sex Party che intende dar voce ai suoi possibili elettori portando i temi sessuali in Senato.
Rivalutiamo il sesso - Come dice la sua coordinatrice e direttrice di Eros, l’associazione nazionale del settore dei prodotti per adulti, Fiona Patten, “La creazione di Sex Party riconosce l'importanza delle questioni sessuali nella vita dei cittadini". Niente più temi noiosi come il lavoro, l’istruzione o il sociale, arriva il partito del puro piacere e del divertimento. Via libera per tutti alla svariata gamma dei prodotti che allietano le serate di uomini e donne.
Aria nuova in politica - Dunque il programma politico, non molto ricco almeno per ora, snocciola le iniziative che mirano ad agevolare e facilitare l’uso e la fruizione del materiale hard ( nel Continente australiano sono 4 milioni le persone che accedono regolarmente alla pornografia in Rete). Al via dunque la nuova politica del “benessere”, completamente diversa da quella tradizionale.
Il programma - Nella presentazione del programma del nuovo partito, cui hanno aderito 500 dettaglianti di prodotti per adulti, la Patten ha detto che: "Il materiale sexy dovrebbe essere disponibile senza restrizioni ai maggiorenni che desiderano acquisirlo, e ci opporremo al filtro nazionale su Internet che il governo australiano intende applicare su circa 10 mila siti, sosterremo i matrimoni gay e un curriculum nazionale di educazione sessuale", ha aggiunto la direttrice di Eros.
Il sesso rimedio alla crisi - Gli scettici e i tradizionalisti però si tranquillizzino, il Partito sexy non si occuperà solo del piacere e dei vizi dei suoi iscritti, ma pensa anche ai problemi più generali come la grave crisi che attanaglia il mondo intero. La teoria è semplice: "La recessione in arrivo stimolerà la domanda di giocattoli sessuali e di film porno quando le ristrettezze economiche colpiranno le altre spese voluttuarie", ha spiegato la Patten, sicura del successo della formazione.
La furia dei gruppi cristiani - Decisamente opposta l’opinione dei gruppi cristiani, che si sono scagliati subito contro il "Sex Party". "Il partito del sesso incoraggia lo sfruttamento e l'umiliazione delle donne, con la pornografia e la prostituzione", ha tuonato l'Australian Christian Lobby.