Articoli correlati

Torna l'incubo aviaria: può diventare super contagiosa. Gli esperti: "Prepariamoci all'eventuale pandemia"

Non servirà la mano di un bioterrorista per creare il 'supervirus' dell'aviaria capace di scatenare una pandemia: il virus A/H5N1 può fare già tutto da solo in sole cinque mosse, con cinque semplici mutazioni del suo codice genetico. Prevedere come e quando questo succederà è ancora impossibile, "un po' come prevedere un terremoto" dicono gli esperti, ma in ogni caso bisogna farsi trovare preparati. A riaccendere il dibattito sull'aviaria è la pubblicazione integrale sulla rivista Science del famoso studio olandese sul “supervirus” condotto presso l'Erasmus Medical Center dall'equipe di Ron Fouchier, da mesi al centro di polemiche e a rischio “censura” da parte delle autorità di sicurezza statunitensi che chiedevano misure precauzionali contro il rischio di bioterrorismo.
Creato un virus trasmissibile per via aerea - Nei loro tanto discussi esperimenti, i ricercatori olandesi hanno introdotto tre piccole mutazioni nel codice genetico del virus H5N1 per aumentarne la capacità di infettare i mammiferi, e poi lo hanno inserito nel naso di alcuni furetti, animali modello per lo studio dell'influenza perché dotati di un corredo di recettori per il virus identico a quello degli uomini. Facendo passare il virus letteralmente di naso in naso, i ricercatori hanno potuto osservare la sua evoluzione, registrando così la comparsa di altre due mutazioni spontanee che hanno reso il virus ancora più capace di replicarsi nel naso e nella gola dell'ospite diventando trasmissibile per via aerea. Quattro di queste mutazioni interessano l'emoagglutinina, la proteina sulla superficie del virus che funziona come una chiave per accedere alle cellule dell'ospite da infettare, mentre la quinta mutazione riguarda la polimerasi 2, una proteina che serve al virus per replicare il suo genoma.
Lo studio sul “supervirus” porta con sé altre due notizie - Quella buona è che i furetti contagiati per via aerea sono riusciti a guarire dall'influenza, e che i farmaci antivirali e i vaccini oggi disponibili rimangono comunque armi efficaci. La notizia cattiva, invece, è che in natura sono già stati identificati alcuni ceppi del virus H5N1 che presentano una o due di queste pericolose mutazioni: potrebbe quindi bastare il passaggio in un solo mammifero per arrivare alla temuta 'cinquina'.
Pensare a contromisure per affrontare un'eventuale pandemia - Anche per questo motivo, la stessa rivista Science dedica ampio spazio ai rischi di una futura pandemia da aviaria, con una sezione speciale che comprende altri otto articoli in cui viene sottolineata la necessità di ripensare alle contromisure per affrontare un'eventuale pandemia. "Con le informazioni che abbiamo oggi a disposizione, è ancora impossibile dire esattamente quale sia il rischio che il virus si trasformi diventando trasmissibile per via aerea tra gli uomini, è come stimare il rischio di un terremoto o di uno tsunami", commenta Derek Smith, infettivologo dell'università di Cambridge. Quel che è certo è che grazie a queste nuove informazioni, pubblicate per la prima volta in totale trasparenza, i laboratori di tutto il mondo avranno nuovi e preziosi strumenti per monitorare meglio la situazione e per preparare gli strumenti necessari per affrontare questo potenziale pericolo.
La virologa Capua: “Necessario tenere alta la guardia” - Bisogna continuare a mantenere alta la guardia contro il virus dell'influenza aviara H5N1, soprattutto ora che sappiamo che questo microrganismo ha la capacità di “truccare” il proprio motore per diventare più pericoloso contagiando l'uomo per via aerea. La virologa Ilaria Capua dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie commenta così, senza mai usare la temuta parola “pandemia”, la pubblicazione su Science del famoso studio olandese sul “supervirus”.
Il virus dell'aviaria è presente ancora in diversi paesi - Anche se i riflettori dei media si sono spenti da tempo, "il virus dell'aviaria è ancora presente in paesi come l'Egitto, la Cina e l'India, dove devasta gli allevamenti avicoli e sporadicamente contagia anche l'uomo, ma solo per contatto diretto con gli animali infetti", spiega l'esperta. "Questo nuovo studio ci dimostra invece che il virus ha le potenzialità per ‘truccare’ il suo motore aumentando la cilindrata e diventando capace di passare in modo efficiente da uomo a uomo". Il rischio di una pandemia, a cui Science dedica ampio spazio con uno speciale di ben otto articoli, non deve quindi lasciarci impreparati. "Dobbiamo continuare a monitorare la situazione nei paesi colpiti dal virus per verificare se compaiono le mutazioni individuate da Fouchier: identificarne tre o quattro in uno stesso virus sarebbe un serio campanello d'allarme".
Capua: "Pubblicazione dello studio era ormai inevitabile" - La scelta della via della trasparenza, dopo mesi di polemiche sulla possibilità di censurare lo studio, consente ora "di avere informazioni condivise che aiuteranno a decidere come intervenire in caso di necessità", aggiunge Capua. "La pubblicazione dello studio era ormai inevitabile e del resto la vicenda della censura è stata paradossale: se si finanziano degli studi poi non si possono bloccare i risultati. Di certo la situazione poteva essere gestita meglio", conclude l'esperta.
22 giugno 2012
Redazione Tiscali
Diventa fan di Tiscali su Facebook
 
 

Segui Tiscali su:

Comunica con i servizi Tiscali:

Informati con Tiscali:

Cerca le aziende e servizi della tua città

Sei a:
Cerca:
 
Le rubriche

Né di qua né di là

Le rubriche
Importanti firme commentano i principali fatti di cronaca, economia, società e ambiente

Incontra online milioni di single!

Sono:
Dove:
Età:       
© Tiscali Italia S.p.A. 2014  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali