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Venere in transito davanti al Sole, evento raro previsto anche dai Maya: ma per la Terra non sarà la fine

Dopo otto anni, si ripete il 5 e il 6 giugno il transito di Venere sul disco del Sole. L'ultima volta che Venere ha eclissato il Sole è stato l'8 giugno 2004, e anche se l'attuale transito in Europa sarà osservabile solo nella parte finale al sorgere del Sole, l'occasione è comunque imperdibile: il prossimo transito di Venere avverrà infatti tra 105 anni, l'11 dicembre del 2117. I transiti di Venere, sottolinea la Nasa, sono molto rari, ogni volta che avvengano si verificano a distanza di circa cento anni e in coppie che si distanziano di pochi anni fra loro.
Il fenomeno sarà visibile da sette continenti, anche da un frammento di Antartide - Il transito inizierà il 5 giugno e sarà visibile dal Pacifico per concludersi il 6 giugno quando sarà visibile anche in Italia. "Le fasi finali del transito osservabili dall'Italia - spiega l'Unione Astrofili Italiani (Uai) - si verificano quando il Sole è ancora molto basso sull'orizzonte orientale. Sono quindi favorite le località a Est. Sulla costa adriatica infatti l'orizzonte è libero da ostacoli ed è possibile seguire tutte le fasi del sorgere del Sole. Inoltre nelle località più orientali al termine del transito il Sole sarà un po' più alto".
Il consiglio degli esperti è di non osservare direttamente il Sole - "Anche se i nostri occhi possono sopportare la visione diretta del Sole al suo sorgere - rileva l'Uai - in breve tempo la sua luminosità aumenta sensibilmente. Prolungare l'osservazione può essere estremamente pericoloso per gli occhi, in particolare se si utilizzano binocoli e telescopi privi di opportuni filtri".
I transiti di Venere sul disco del Sole attirano sempre l'attenzione di ricercatori e pubblico - Nel 18mo secolo per esempio, quando le dimensioni del Sistema Solare erano ancora uno dei grandi misteri della scienza, il transito fu l'occasione per calcolare la distanza di Venere dal Sole. L'idea attirò così tanto il mondo scientifico dell'epoca che si organizzarono vere e proprie spedizioni per osservare Venere da ogni angolo del pianeta. Era il 1760 e vi partecipò anche il grande esploratore James Cook, che osservo il fenomeno da Tahiti.
Il popolo Maya era a conoscenza di questo evento astronomico - Stando a quanto scoperto dall'astronomo e archeologo Jesùs Galindo l’evento venne predetto e quindi “dipinto” anche in una parete rinvenuta pressoché integra nella città di Mayapan. Inizialmente il disegno venne ritenuto una potenziale rappresentazione della fine del mondo, ma oggi gli esperti sono dell’idea che i Maya non abbiano mai parlato di “fine” ma, semmai, di “periodo di transito”.
23 maggio 2012
Redazione Tiscali
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