Neutrini, un'immagine del sito del Cern (Ansa/Cern) Neutrini, un'immagine del sito del Cern (Ansa/Cern) 
Articoli correlati

Neutrini superveloci: errore o scoperta? Il Cern: esperimento ancora da verificare

Uno spinotto mal chiuso, un orologio non ben tarato: sono questi i difetti nell'enorme complesso sperimentale montato fra il Cern di Ginevra e i laboratori del Gran Sasso che avrebbero condotto erroneamente a individuare neutrini più veloci della luce. L'annuncio, diffuso ieri in forma dimessa da un trafiletto nella rubrica degli aggiornamenti del mensile scientifico americano "Science", citando fonti anonime, ha portato in tutto il mondo a titoli come "Einstein vendicato" o "la luce di nuovo prima". Si tratta di conclusioni frettolose (come frettoloso, forse, era stato nel settembre scorso l'annuncio dei neutrini "superluminali"), che non cambiano la sostanza delle cose: in un esperimento, condotto da due fra le maggiori istituzioni scientifiche del mondo, è emerso un dato che potrebbe sconvolgere la fisica. Prima di accettarlo o respingerlo, sono necessarie ulteriori verifiche da parte di istituzioni terze e indipendenti. Lo sottolineano gli stessi scienziati del Gran Sasso, ricordando di avere programmato a maggio una ripetizione, per la terza volta, della loro esperienza, mentre a Stanford negli Usa e in un laboratorio in Giappone si cercherà di verificare il risultato usando metodiche diverse.
In ricerche di questo genere la prudenza è d'obbligo, e prima di arrivare a conclusioni occorre l'unanimità, per quanto possibile, del mondo scientifico. Tuttavia, parlare immediatamente di "errori" che inficiano il risultato delle due esperienze condotte finora, a settembre e a novembre scorsi, e che in entrambi i casi avevano evidenziato i neutrini superluminali, non è del tutto corretto. La prima anomalia riscontrata, cioè un orologio atomico non esattamente calibrato, in realtà andrebbe a favore dell'esperimento, perché se la taratura fosse stata esatta avrebbe misurato una velocità dei neutrini ancora maggiore. La seconda anomalia riguarda una connessione non perfetta fra il cavo a fibra ottica che collega il ricevitore Gps usato per verificare la scansione temporale del percorso dei neutrini e una scheda elettronica all'interno di un computer. Questa anomalia potrebbe aver alterato il flusso dei dati, rendendo meno esatte le statistiche su cui, in ultima analisi, si basano i risultati presi come definitivi. Tuttavia, non è chiara la portata dell'anomalia, e neppure se essa fosse in atto mentre venivano effettuate le misure.
Per questo, comunque, gli scienziati del Gran Sasso, guidati dal professor Antonio Ereditato, coordinatore della collaborazione internazionale "Opera" destinata a studiare le caratteristiche dei neutrini, hanno chiesto al Cern di Ginevra di inviare un altro fascio delle elusive particelle dall'acceleratore che le genera, situato al confine tra Francia e Svizzera, e il tunnel negli Appennini dove si trova l'apparato ricevitore. L'esperienza, effettuata una prima volta il 21 settembre scorso, era stata ripetuta a novembre con impostazioni metodologiche più precise, dando sempre lo stesso risultato: alcuni neutrini del fascio si dimostravano più veloci della luce di circa 60 miliardesimi di secondo. Questo significa che, sul "traguardo", hanno lasciato indietro la luce di 180 centimetri circa, su una distanza di 732 chilometri (la luce viaggia a circa trecentomila chilometri al secondo).
Di fronte a cifre di questo tipo, così difficili da commisurare, è abbastanza ovvio che qualsiasi risultato debba essere considerato valido soltanto dopo ripetute verifiche. Ed è esattamente quello che hanno fatto gli scienziati del Gran Sasso, che hanno sempre parlato per il loro esperimento di un esito non conforme a quanto ci si aspettava, senza dare nulla per scontato ma accingendosi a ripetere loro stessi l'esperienza e invitando la comunità scientifica internazionale a procedere a ripetizioni indipendenti. Questo è indispensabile per ogni procedura scientifica, e lo è tanto di più per un risultato di questo genere, che porterebbe a rivedere la nostra immagine dell'universo e a riscrivere tutti i libri di fisica pubblicati dal 1901 ad oggi.
Nelle dichiarazioni rese dai ricercatori italiani dopo la divulgazione del trafiletto anonimo di "Science", in cui si dava per scontata la presenza di "errori" nella conduzione dell'esperimento del Gran Sasso, traspare tuttavia una certa irritazione. E' comprensibile. Nel trafiletto su Science, si dice che la rivista americana ha appreso degli "errori" da parte di "fonti vicine al team sperimentale" (non si specifica quali), e si aggiunge che, comunque, saranno necessari "ulteriori dati" (sempre senza precisare da dove dovrebbero venire).
Fra i laboratori che, già da prima del Gran Sasso, stavano verificando la velocità dei neutrini, e avevano già riscontrato "stranezze" al riguardo, c'è anche il centro di Stanford, negli Usa. Se, per pura ipotesi, da esso dovesse arrivare la conferma del comportamento superluminale di queste particelle, allora, in base ai protocolli scientifici internazionali, una volta scartato per difetti metodologici l'esperimento del Gran Sasso, il primato della scoperta spetterebbe non agli europei ma agli americani. E, con esso, i relativi premi Nobel, onori, prebende e incisione a lettere di bronzo nella Storia della Scienza. Se al Gran Sasso sono irritati e cercano di ottenere conferma del loro risultato "al più presto" e "senza anomalie", non hanno tutti i torti. Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma ci s'azzecca.
 
22 febbraio 2012
Redazione Tiscali
Diventa fan di Tiscali su Facebook
 
 
 
  

Segui Tiscali su:

Comunica con i servizi Tiscali:

Informati con Tiscali:

Cerca le aziende e servizi della tua città

Sei a:
Cerca:
 
Le rubriche

Né di qua né di là

Le rubriche
Importanti firme commentano i principali fatti di cronaca, economia, società e ambiente

Incontra online milioni di single!

Sono:
Dove:
Età:       
© Tiscali Italia S.p.A. 2012  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali