Un pacemaker nel cervello, in futuro la depressione potrà esser sconfitta senza l'ausilio dei farmaci

La depressione e la sindrome maniaco-depressiva (o disturbo bipolare) possono essere curate senza farmaci, con una stimolazione profonda del cervello, attraverso l'applicazione di un apparecchio, una sorta di “pacemaker”, già in uso contro altre malattie come il Parkinson. E' quanto dimostra una sperimentazione, durata ben due anni, condotta da un’equipe di ricercatori dell'Università di Atlanta. I risultati, pubblicati sulla rivista Archives of General Psychiatry, sono incoraggianti. Il team di scienziati, guidati da Helen Mayberg, della Emory University School of Medicine di Atlanta (Georgia), è riuscito a mostrare come la stimolazione elettrica del cervello riesce, a lungo termine, là dove le terapie tradizionali contro la depressione profonda (farmacologiche e cognitive) spesso falliscono. Certo, la strada da percorrere è ancora lunga, gli stessi scienziati precisano non si sia arrivati ancora ad una vera e propria cura.
La lotta alla depressione sarà ancora lunga - Il paziente deve sottoporsi ad un delicatissimo intervento chirurgico al cervello, estremamente invasivo, e il recupero risulta essere spesso lento. “Nel nostro studio - spiega Mayberg - abbiamo riscontrato che molti pazienti non ha ottenuto affatto dei benefici nei primi mesi - ma poi hanno cominciato a rispondere dopo un anno o più di stimolazione”. Non è neanche una cura, fa notare, in quanto i pazienti rapidamente ripristinano una vera e propria depressione se la stimolazione degli elettrodi si interrompe. Quello che i ricercatori sembrano aver compreso è che la depressione patologica, e il disturbo bipolare, sono dovuti a disfunzioni nelle comunicazioni tra diverse parti del cervello.
Depressione può esser sconfitta - La sperimentazione è stata condotta su 17 pazienti, 10 con disturbi depressivi maggiori e 7 affetti da disturbi bipolari. Il pacemaker cerebrale è stato posizionato sotto il cranio ed era in grado di trasmettere impulsi magnetici nelle zone più profonde del cervello. Secondo i ricercatori questo apparecchio sta comunque dando ottimi risultati: dopo due anni di stimolazione continua, in undici dei dodici pazienti arrivati alla fine dell'intero ciclo, la terapia aveva eliminato o limitato a sintomi lievi i comportamenti depressivi.
09 gennaio 2012
Redazione Tiscali
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