La plastica si evolve, dopo quella derivata dal petrolio arriva la variante ottenuta dall'argilla

E' stata messa a punto negli Stati Uniti una nuova tecnica per produrre plastica dall'argilla. Il risultato, ottenuto dai ricercatori coordinati da Miriam Rafailovich della State University di New York a Stony Brook, è pubblicato sulla rivista Macromolecules.
Rafailovich e colleghi hanno valutato le potenzialità nella produzione polimerica di un’argilla organofila sviluppata e brevettata dal gruppo di ricerca del professor David Abecassis. Come hanno spiegato i ricercatori le organofile trattate con amine quaternarie possiedono una grande capacità: rendere le materie plastiche particolarmente robuste resistenti al fuoco e ai danni da raggi ultravioletti o prodotti chimici.
Fino ad oggi esistevano però grandi limiti all'uso esteso di queste sostanze a causa dei rischi ambientali e per la salute che comportano e agli alti costi di fabbricazione. I ricercatori sono riusciti adesso ad aggirare questi ostacoli usando un nuovo tipo di argille basate su una sostanza chiamata resorcinolo difenilfosfato (un ritardante di fiamma): in questo modo è possibile produrre i nanomateriali plastici su larga scala e in modo più economico.
La plastica che si ottiene è più stabile alle alte temperature (oltre 370 gradi centigradi). Il materiale in polvere costituirebbe un sostituto più sicuro per la salute umana, reperibile in grande quantità e maggiormente ecocompatibile rispetto ai composti tradizionalmente utilizzato nella produzione di materiali nanocompositi.
 
28 luglio 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  

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