Le città europee sono malate di smog: in Italia è allarme "rumorosità"

Negli ultimi decenni l'uso dell'automobile nelle città europee è esponenzialmente cresciuto, tanto da creare conseguenti problemi legati a rumore, inquinamento atmosferico, incidentalità e sedentarietà. A lanciare l’allarme, nel corso della 60ma giornata mondiale dedicata alle città, è stata l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Secondo gli esperti tutti dovrebbero preoccuparsi per la qualità della vita fruibile nei centri urbani, anche perché il 70% della popolazione mondiale vive proprio nelle grandi metropoli. Oltre il 92% della popolazione urbana, inoltre, si trova in città con livelli di inquinamento atmosferico che spesso superano i valori ottimali indicati dalle linee guida dell’Oms.
"Anche da noi la popolazione delle aree urbane è significativa - spiega Roberto Bertollini, coordinatore del dipartimento sanità pubblica e ambiente dell'Oms - e se non ci sono problemi legati all'igiene, una tipica fonte di danni alla salute è l'inquinamento atmosferico, con una correlazione provata tra smog e aumento delle morti. In Italia, anche se c'è consapevolezza della pericolosità delle polveri sottili, ad esempio, non c'è ancora la conseguente modifica dei comportamenti, come il limitare l'uso dell'auto. Dall'altra parte anche le amministrazioni potrebbero fare di più per introdurre iniziative e campagne attive in questo senso": il 50% degli spostamenti in auto copre meno di 5 chilometri, distanza percorribile in 15-20 minuti in sella a una bicicletta o in 30-50 minuti a passo veloce.
Allarme sedentarietà - Secondo i dati 2008 del sistema di sorveglianza Passi, in Italia il 33% degli intervistati ha dichiarato di svolgere un livello di attività fisica conforme alle raccomandazioni, mentre il 29% è sedentario. Le categorie più refrattarie al movimento fisico sono i 50-69enni, le donne, le persone con livello di istruzione inferiore, quanti si trovano in condizioni economiche svantaggiate e, in linea di massima, gli abitanti delle Regioni meridionali. Fare attività fisica in una città inquinata non è tuttavia il massimo e, nel nostro Paese, la qualità dell’aria non è certo delle migliori: uno studio effettuato a Milano ha stimato vi siano almeno 20 ricoveri ospedalieri al giorno dovuti allo smog.
Milano non è tuttavia la pecora nera. La città della Mole, Torino, quest’anno è la più assediata dalle polveri sottili (Pm10), con un record di giornate di sforamento dei limiti di legge (59) seguito da Frosinone (57) e Padova (56). Ma è sul 35% degli 88 capoluoghi di provincia - monitorati da Legambiente e Lamiaaria.it - che il limite medio giornaliero di polveri sottili consentito per legge (50 microgrammi su metro cubo da non superare per oltre 35 giorni all'anno) è già stato raggiunto.
Maglia nera anche a Messina, Crotone, Potenza, Latina, Ancona, Ravenna, Vicenza, Milano e Genova. Secondo un monitoraggio sull'inquinamento atmosferico e acustico, effettuato da Legambiente "si conferma alto l'allarme per smog, con elevate concentrazioni di polveri sottili a Vicenza, Ancona e Messina, dove un rilevamento su tre supera di oltre il doppio il limite di legge. I livelli critici delle polveri sottili di Milano emergono anche dai rilevamenti effettuati dall'equipaggio del Treno Verde, con valori per due volte oltre il doppio del limite, cui si affiancano gli sforamenti di Potenza, oltre il limite due volte su due".
E risulta "grave" il quadro del monitoraggio sull'inquinamento acustico: i livelli di decibel riscontrati in tutte le città superano i limiti di tolleranza, in particolare a Messina e Genova. Nel 98% delle aree urbane nazionali la rumorosità notturna è superiore alla soglia di sicurezza. "Questi dati - afferma il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - sono la triste conferma che c'è ancora molto da fare. Non è possibile aspettare ancora misure efficaci e risolutive. A cominciare dal Piano nazionale anti-smog, che il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo aveva promesso entro la fine di marzo, ma che ancora non è stato presentato".
08 aprile 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  

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