La ricerca, alla quale hanno partecipato anche Paolo Racioppa de La Sapienza e Paolo Tortora dell'
università di Bologna, ha dimostrato come Titano si sia evoluto in maniera differente dai pianeti rocciosi come la Terra, e dai satelliti ghiacciati come
Ganimede (il satellite di
Giove), i cui nuclei sono costituiti da strati distinti.
Misurando le deboli spinte della gravità sulla sonda Cassini durante quattro passaggi ravvicinati di Titano è stato scoperto che la temperatura all'interno del satellite era troppo bassa per rendere possibile la separazione di ghiaccio e roccia. Titano, che appare in gran parte come una miscela di acqua e rocce, probabilmente, sottolinea lo studio, non si è mai riscaldato oltre una temperatura di 1.000 gradi. Soltanto i 500 chilometri più esterni sono privi di roccia, mentre nei rimanenti 2.100 chilometri ghiaccio e roccia sono mescolati in diverse percentuali a seconda della profondità.
Ora si aspettano i prossimi passaggi ravvicinati della Cassini per svelare lo spessore della crosta ghiacciata che potrà aiutare anche a capire se e come metano liquido possa giungere dall'interno nell'atmosfera. Il metano, spiegano i ricercatori, è responsabile dell'orografia di questa luna e la comprensione del suo ciclo è importante quanto lo è quello dell'acqua per la Terra.
12 marzo 2010
Redazione Tiscali