Roberta Lombardi e Vito Crimi (ansa) Roberta Lombardi e Vito Crimi (ansa) 
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M5s, Roberta Lombardi replica alle accuse: "Filofascista a chi?"

di C. M.
Non è piaciuta l’accusa di filofascista alla neocapogruppo alla Camera del Movimento 5 stelle, Roberta Lombardi,“rea” di avere postato sul suo blog personale ciò che è già stato definito come una nuova apologia del “Ventennio”. E visto che a finire sotto accusa è stato un post del duo blog personale, da qui la neodeputata ha risposto con un nuovo contributi dal titolo “Filofascista a chi?”.
Non è la prima volta che agli esponenti del M5s vengono attribuite simpatie per il fascismo: ci è già passato Beppe Grillo spesso appellato come comico fascistoide specialmente dopo quella che venne interpretata come un’apertura a Casa Pound. E proprio su quell’evento era concentrato il post incriminato della Lombardi intitolato “Italia sotto formaldeide”, in cui si parla del fascismo come di una ideologia la quale “prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia”.
Ma ecco cosa ha risposto la Lombardi: “Rimango allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata da un post sul mio blog. Quella espressa era una analisi esclusivamente storica di questo periodo politico, che naturalmente condanno. In Italia il fascismo così come il comunismo è morto e sepolto da almeno trent’anni.” Ed ecco la precisazione del suo pensiero: “Mi riferivo, facendo una analisi, al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura. Tutte proposte che poi Mussolini smentì già dall’anno seguente, in quello che fu un continuo delirio di contraddizioni. La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l’unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico”.
Lombardi non dimentica neanche l’efferatezza che accompagnò “le idee”: “Potere che poi divenne dittatura in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare al razzismo e la guerra. Questo il mio giudizio storico e politico, negativo su quell’esperienza. Ora possiamo pensare all’Italia del 2013.” Sguardo avanti insomma e questione chiusa. Il fatto è che questi neo parlamentari a 5 stelle stanno talmente lontani dalla stampa, almeno quella italiana, che ai giornalisti impegnati ad informare il pubblico (pure quello che ha votato i cosiddetti grillini) non resta altro che andare a spulciare nel Web per trovare loro dichiarazioni, foto e video. Restano le briciole e dai frammenti non viene fuori mai niente di soddisfacente.
05 marzo 2013
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