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Crisi, Monti: "L'Italia ha iniziato un percorso di guerra. Abbiamo ridimensionato il ruolo delle parti sociali"

"L'Italia ha iniziato un percorso di guerra durissimo", lo ha constatato il premier Mario Monti nell'intervento all'assemblea annuale dell'Abi (Associazione bancaria italiana). "Un percorso di guerra - ha sottolineato Monti - contro i pregiudizi diffusi e contro le più ciniche valutazioni". Ma, ha aggiunto il premier, "sono fiducioso. Ci vorrà tempo per vedere gli effetti dei nostri provvedimenti su crescita e occupazione ma sono sicuro che questi effetti ci saranno perché le cose fatte vanno nella direzione di rimuovere i vincoli strutturali alla crescita". "Credo si possa ragionevolmente sperare, non so in quale mese, che i cittadini e il governo possano vedere i primi risultati della presa di coscienza collettiva da parte della società italiana".
Il G20 di Cannes fu umiliante per l’Italia - Per marcare le differenze con l’attualità, il premier ricorda il passato e in particolare il G20 di Cannes, l'ultimo di Silvio Berlusconi premier. Tutta un’altra cosa al G20 di Los Cabos, dove il governo italiano aveva di nuovo un ruolo nella soluzione della crisi dell'Eurozona. E' in questo cambio di clima che il Monti vede il primo risultato del suo governo, ottenuto "più rapidamente di quanto io prevedessi". Il paragone, spiega ancora Monti, è col " G20 di Cannes nel quale tutte le testimonianze mi dicono che Berlusconi è stato sottoposto a una pressione sgradevolissima e per lui e il suo Paese prossima all'umiliazione, e nell'intenzione dei 'prementi' non privi di motivi oggettivi". Una pressione che "avrebbe portato l'Italia a cedere buona parte della sua discrezionalità" con il "tentativo di messa sotto protezione".
No cessione di sovranità secca, sì alla condivisione - Forse pensando al rischio corso, Monti rileva che "L'Italia è un paese che è tra i più pronti alla condivisione di pezzi di sovranità con altri, ma credo che avendo avuto una storia di dominazione coloniale diversa, il paese sia riluttante a una cessione di sovranità su base secca".
Rivedere la concertazione - Per Monti il ruolo delle parti sociali è importante: "Vanno consultate, devono far valere i loro interessi ma devono restare parti. Devono essere viste come parti vitali, importanti, ma non soggetti verso i quali il potere politico pratichi l'outsourcing del governo dell'economia. Non so se è stato colto - ha detto Monti - ma se c'è un'innovazione che il governo sta portando avanti è il governo dell'economia rispetto alle parti sociali e a pubblici poteri". Insomma sono importanti ma non può essere delegato loro il governo dell'economia, come avvenuto in passato, "componendo i conflitti, saldando la differenza con il bilancio pubblico".
Ridimensionamento il ruolo delle parti sociali - E dopo le critiche arriva la comprensione: il premier invita così i suoi ministri a capire le reazioni delle parti sociali, non solo contro il merito dei provvedimenti ma anche per il "ridimensionamento oggettivo" di sindacati e associazioni determinato dall'atteggiamento del governo. Parlando del "ridimensionamento del ruolo delle parti sociali", Monti ha spiegato che "non c'è da sorprendersi, visto che noi abbiamo avuto il dovere e il dispiacere di essere duri con loro, che ci possano essere reazioni di non soddisfazione non solo e non tanto su singoli provvedimenti ma anche perché c'è una diminuzione oggettiva di ruolo e compartecipazione delle parti sociali alle decisioni di politica economica". Dunque "dobbiamo capirlo e mi rivolgo anche ai miei ministri".
11 luglio 2012
Redazione Tiscali
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