Matteo Renzi (Ansa) Matteo Renzi (Ansa) 
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Renzi il rottamatore contro tutti. Bindi: "E' lui che non può candidarsi"

Duello a distanza sabato fra Matteo Renzi e Pierluigi Bersani. Il sindaco di Firenze ha riunito nella sua città un migliaio di amministratori locali per lanciare la sua sfida per le primarie del Pd: "Cari D'Alema, Veltroni, Rosy, Franco Marini, in questi anni avete fatto molto per il paese, per l'Italia, ma adesso basta", ha detto il capo dei 'rottamatori'. Bersani gli ha risposto dall'assemblea dei circoli del Pd a Roma: "Abbiamo una generazione esperta e dobbiamo avere gruppi parlamentari con alcune competenze... Noi siamo senza padroni, né ad Arcore né in via Bellerio né via Internet".
Bindi, è il rottamatore che non puo' candidarsi - Certo che se è Matteo Renzi, e in quel modo, a darmi lo sfratto, allora mi viene la voglia di restare". Lo dice in un'intervista a Repubblica il presidente del Pd Rosy Bindi che auspica che il Partito democratico si ponga "con urgenza il problema delle primarie", sottolineando che pur di aprire alla partecipazione del sindaco di Firenze si sta "forzando lo statuto". Sulla propria rielezione Bindi spiega: "Deciderà la direzione del mio partito se accordare o meno la deroga ai tre mandati. Non certo Renzi". Perché, si chiede, "dovrei polemizzare col nulla? Con uno che non sa nemmeno fare il sindaco della sua città?". "A questo punto - precisa -, è il caso per il Pd di porsi con urgenza il problema delle primarie" evitando forzature di statuto. "Le nostre regole sono chiare - afferma -: alle primarie di coalizione per la premiership il partito va con il proprio segretario, contro non possono scendere in campo altri esponenti del Pd ma solo quelli degli altri partiti. Nonostante questo abbiamo proposto primarie aperte". Renzi, prosegue, "ha anche un altro obiettivo: usare le primarie per conquistare il Pd"; "può anche affascinare, come Grillo o Berlusconi, con la politica delle domande senza risposte ma così si alimenta lo sfascio".
Giorgio Gori, Renzi prende voti anche a destra  - "Matteo è bravo a parlare al cuore delle persone con un linguaggio semplice e diretto" e piace anche al centrodestra perché "non è legato alle vecchie ideologie ed è un liberale". Lo dice al Messaggero Giorgio Gori, ex patron di Magnolia. "Parliamoci chiaro - prosegue -: il Pd deve allargare il proprio consenso, stessa cosa vale per il centrosinistra. Sennò non si vince". Il consenso, spiega, si allarga "riportando gli astenuti alle urne e convincendo gli elettori di centrodestra, delusi da anni di promesse mai mantenute, a cambiare schieramento".
Merlo, disegno Renzi è far saltare partito- "Il sindaco rottamatore di Firenze punta dritto a far saltare il Pd. Attraverso l'attacco violento e sproporzionato al gruppo dirigente del Pd per coltivare le sue smisurate ambizioni personali non riesce neanche più a nascondere l'obiettivo che coltiva. Ora tutto il Pd deve decidere. O mira a salvaguardare l'unità e a rafforzare la sua ricetta riformista per candidarsi al governo alle prossime elezioni o, al contrario, entra in un vicolo cieco che ha come unico fine la distruzione del partito. Con l'applauso di Renzi e compagnia". Lo dice il deputato Pd Giorgio Merlo, vice presidente della Commissione Vigilanza Rai.
 
24 giugno 2012
Redazione Tiscali
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