Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni 
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Riforma del Lavoro, Bonanni: "Stimo il governo Monti ma non istighi alla ribellione"

"Un Governo che io stimo, come questo, ha il dovere di comportarsi secondo i criteri per i quali è stato nominato in un momento di difficoltà. La coesione sociale è un fatto importante. Non si può istigare la gente alla ribellione, mi pare che stanno facendo questo", ha detto a Napoli il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, in merito alle discussioni sull'articolo 18. "Il governo Monti ha deciso di dar man forte" a una posizione che "conviene alla Marcegaglia". "La questione dell'articolo 18 è un falso problema", ha aggiunto Bonanni, sottolineando che "qualsiasi sperimentazione abbiamo offerto, non ha prodotto risultati". "E' solo un pretesto - ha affermato - per far passare l'idea che le aziende possano fare ciò che vogliono. Il Governo sfida politica e sindacati e non capisco che gioco sia questo".
"Non lasceremo che il governo decida da solo" - "La riforma delle pensioni è stata un disastro: una riforma non gestita né dalle parti sociali né dal Parlamento che ha lasciato piu di centomila persone senza alcuna prospettiva, che ha colpito i padri senza fare nulla per i loro figli". "Il Governo - secondo Bonanni - deve essere responsabile; non basta dire che andranno avanti comunque, perché ci sono le proposte in campo che hanno unificato la stragrande maggioranza delle opinioni che contano". Le "vere" riforme, per Bonanni, vanno fatte "con il consenso piu ampio possibile, discutendo con coloro che hanno proprietà di linguaggio e conoscenza puntuale delle vicende". Un discorso che, continua il segretario generale, "vale ancora di più per il mercato del lavoro perché ci sono norme contrattuali che devono essere allineate con le norme di legge e leggi che non si possono fare senza confronto serrato con reparti sociali o addirittura scavalcando il Parlamento". "La situazione comincia a diventare imbarazzante - ha concluso - ma credo che Monti abbia buona responsabilità e riesca a vedere i passi in avanti che ci sono e proposte fortemente responsabili che vengono dalle parti sociali".
"Chiederò a governo flessibilità per le malate" - Sull'argomento, dice Bonanni, il Governo "la prima volta ci ha risposto bene, la seconda volta benino". "Non vorrei che ci fossero pressioni gravi, vogliamo che si tagli la testa alle false partite Iva - ha aggiunto - lo sanno tutti che è il rifugio di ogni porcheria ai danni dei giovani". "Abbiamo chiesto di tagliare la testa agli associati in partecipazione - ha sottolineato - a Napoli come a Milano come a Roma migliaia di ragazze sono strumentalizzate nei negozi facendo finta che sono soci nelle aziende, ma poi si trova comunque il modo per pagarle 300-400 euro al mese senza contributi". "Vogliamo - conclude Bonanni - che si tagli la testa alle ditte individuali che sono lavoratori sotto mentite spoglie. La legge Biagi non ha creato precarietà anzi ha spazzato via le false co.co.co. e altre questioni".
Le proposte - In precedenza il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, aveva rilasciato un'intervista a Il Giornale, "tutte le forme di flessibilità possono essere utili alle aziende e ai lavoratori e al tempo stesso si prestano ad un uso distorto e malato. Se ci guardiamo indietro, è servita a superare un mercato del lavoro anchilosato e anni di disoccupazione altissima. Il bilancio è positivo. In Italia, poi, c`è flessibilità, ma ce n`è di più in altri Paesi europei. È servita a dare occasioni di lavoro in più, ma non ha stravolto il nostro modo di lavorare".

I rapporti di lavoro nascosti - "Il male - dice però Bonanni - è riassumibile in una fattispecie generale, quella dei rapporti di lavoro autonomo che ne nascondono uno subordinato. Le partite Iva, le associazioni in compartecipazione, le ditte individuali, i cococo. Quelli che usano la partita Iva in modo corretto sono una minoranza di veri professionisti. Per il resto le partite Iva servono alle aziende per pagare meno contributi e tasse. A evitare di pagare uno stipendio vero. Ma c`è anche la compartecipazione, soprattutto nel commercio. Si fa lavorare un ragazzo e si fa risultare che partecipa agli utili. E così si ottiene lavoro a un costo enormemente inferiore rispetto a un dipendente. Ci sono poi le ditte individuali. Ex lavoratori che tornano in azienda come esterni".

"Limitare l`uso di questi contratti al lavoro veramente autonomo". Farli costare comunque di più, in modo che le aziende non abbiano interesse a sfruttarli in modo distorto". In pratica, applicare ai precari le stesse percentuali di imposte e di contributi. Si favorirebbero così i contratti regolari: "e su questo mi pare buona la ricetta del ministro Elsa Fornero: fare pagare contributi più alti per i contratti a termine e restituirli nel caso in cui si trasformino in tempo indeterminato".  Sull'ipotesi di riduzione del numero dei contratti, per Bonanni "il problema non è tanto ridurli quanto farli costare allo stesso modo. L`azienda deve scegliere quello che gli serve di più sulla base delle sue esigenze organizzative, non perché uno costa meno dell`altro. La flessibilità non porta precarietà se è ben pagata e ben contribuita".
23 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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