Napolitano col presidente della Repubblica di Finlandia, Tarja Halonen Napolitano col presidente della Repubblica di Finlandia, Tarja Halonen 
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Napolitano: "Possiamo farcela, indietro non si torna. L'Italia si sta assumendo le proprie responsabilità"

"Ciascun paese deve assumersi le sue responsabilità. L’Italia lo sta facendo con decisioni difficili e duri sacrifici, in particolare per ridurre l´enorme debito pubblico, per non lasciare che gravi sulle giovani generazioni. E sappiamo anche che ci sono nuovi fenomeni di povertà". E' un passaggio del discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al meeting informale dei presidenti europei dell'Arraiolos Group, in corso a Helsinki.

Unione indissolubile, non è fatta solo di euro - "L´Europa non è solo l´Euro. E´ molto di più. La interconnessione è così profonda da rendere inimmaginabile una sua dissoluzione. Essenziale è misurarci con tutti i cambiamenti necessari".
Bene integrazione fiscale,ma serve una sola voce - "E´stato un bene che si sia proceduto a una maggiore integrazione fiscale" in Europa, ha detto il presidente della Repubblica. Ma "per tradurre in fatti reali la formula adottata dal Consiglio Europeo, 'Consolidamento dei conti favorendo la crescita', dobbiamo andare oltre il mero coordinamento delle politiche economiche nazionali, che ha causato il fallimento della Strategia di Lisbona", ha sottolineato. "Abbiamo bisogno di decisioni e iniziative comuni per la produttività e la competitività - ha continuato parlando agli altri otto presidenti europei riunini nella capitale finlandese - Siamo stati concentrati sulla difesa dell'Euro mentre abbiamo bisogno di Europa in tutti i campi, e anche in quello della politica estera e di sicurezza comune. Fuori d'Europa c´è domanda di piu´Europa, ma di una Europa che abbia una voce sola".
Accanto al rigore serve solidarietà - L'Europa può avere un futuro soltanto se unita e se al rigore si accompagna anche una certa "solidarietà" tra gli Stati, per affrontare la difficile crisi economica. Napolitano è tornato a spingere sui tasti della massima integrazione e collaborazione tra i paesi dell'Unione. "Si sono frapposti ostacoli, durante la crisi dell'Eurozona, al principio di solidarietà - ha notato il presidente parlando agli altri otto capi di stato - Si è diffusa la falsa convinzione che alcuni Paesi hanno avuto solo vantaggi dall'Euro mentre altri hanno solo pagato il conto. Ma insieme col rigore, occorre che operi proprio il principio di solidarietà, come è stato in altre fasi per vari Paesi". "Nessun Paese da solo, per quanto grande e competitivo, può agire con capacità sufficiente per contare davvero nel nuovo contesto globale. Solo l´Europa unita può essere una risposta al rischio di declino", ha precisato Napolitano.

L’Unione può farcela, indietro non si torna - Malgrado le difficoltà del momento, l'Europa può farcela. Napolitano ha voluto infondere anche un messaggio di ottimismo. "Possiamo farcela. Se c´è chi pensa che si può essere al sicuro tornando al passato, si colloca fuori della realtà. Dobbiamo esprimere più orgoglio e più fiducia. Abbiamo realizzato qualcosa di originale, di unico, non un'alleanza tradizionale. E ai nostri cittadini dobbiamo saper comunicare meglio ciò che siamo e vogliamo sempre più essere".
Il baricentro non è più l’Europa - "Il mondo è radicalmente cambiato. Il baricentro dello sviluppo si è allontanato dall'Europa. Che ci piaccia o no dobbiamo riconoscerlo. E lo riconosciamo. Ma esitiamo a trarne le conseguenze, ad agire coerentemente verso una maggiore integrazione". E' la critica che Giorgio Napolitano ha espresso al meeting informale di otto presidenti europei a Helsinki riguardo alle strategie messe in atto nell'ultimo periodo a livello comunitario. "Abbiamo dovuto affrontare una fase caratterizzata da preoccupazioni e incertezze, e infine, positivamente, da cambiamenti - ha detto il presidente della Repubblica - Ma occorrono altri cambiamenti".
 
10 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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