Il Cdm ignora il parere della Bicamerale e approva il federalismo per decreto. Il Pd: governo a casa

In Commissione Bicamerale era finita 15 a 15, che di fatto è un no, e allora il consiglio dei Ministri vara un dl. Il Cdm ha infatti approvato il decreto legislativo sul fisco comunale nella versione su cui la commissione Bilancio del Senato ha espresso parere favorevole. E, dunque, con tutte le modifiche frutto del confronto in Bicamerale e dell'intesa con l'Anci. Il decreto legislativo sul federalismo municipale è stato quindi “approvato definitivamente". Lo ha annunciato Umberto Bossi, ministro per le Riforme per il Federalismo, in una nota. "Finalmente - ha proseguito Bossi - i Comuni avranno le risorse senza andarle a chiedere col cappello in mano. I soldi resteranno sul territorio dove sono stati prodotti. La Lega - ha concluso Bossi - mantiene le promesse e porta a casa un risultato concreto nell'interesse dei cittadini". Inutili le critiche dell’opposizione col Terzo Polo che parla di una"Porcellum tributario”.
La bocciatura in Bicamerale - Questa mattina era stato respinto dalla commissione parlamentare bicamerale per l'attuazione del federalismo il parere di maggioranza al decreto sul fisco municipale. Il parere positivo del presidente Enrico La Loggia aveva avuto 15 voti favorevoli e 15 voti contrari, e dunque era stato bocciato. Anche il senatore finiano Mario Baldassarri aveva dunque votato contro il parere, insieme ai 10 membri Pd, al membro dell'Idv e agli altri tre esponenti del terzo polo. A favore, invece, i commissari Pdl, Lega e la senatrice Svp Helga Taller. Si era così aperto un problema per la tenuta del governo. "Non resta che andare a elezioni", aveva dichiarato Borghezio della Lega. Ma Umberto Bossi, tuttavia, si era affrettato a dichiarare di non "credere di dover andare a elezioni". Nonostante la bocciatura del parere sul fisco comunale "non penso si andrà al voto" anticipato, aveva detto il leader della Lega, al termine del vertice con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli."Berlusconi vuole vedere come andranno le votazioni in Aula, è di lì che dobbiamo passare", spiega il leader leghista.
Nuova convocazione in Cdm - La maggioranza ha però mostrato subito di non arrendersi e il Consiglio dei ministri è stato convocato per le 19.30 a Palazzo Chigi per un nuovo esame del decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale. Il governo ha quindi lavorato ad una soluzione per sbloccare l'impasse determinata dalla bocciatura in Bicamerale emanando il decreto legislativo e tenendo conto delle modifiche concordate anche con l'Anci durante il confronto in Bicamerale.
Bindi: Gravissima approvazione decreto in Cdm - "E' gravissimo ciò che accaduto oggi". Così il vicepresidente della Camera Rosy Bindi a Otto e Mezzo commenta l'operato del Cdm sul federalismo dei comuni. "Il governo fa così uscire un provvedimento viziato nella procedura dato che non ha tenuto conto dei pareri del Parlamento e la Corte costituzionale può ritenere il provvedimento incostituzionale. Rispettare le procedure non è un dettaglio", conclude.
Bersani, dal Cdm colpo di mano inaudito - Stesso parere è stato espresso da Bersani: "Un inaudito schiaffo al Parlamento, una lesione senza precedenti delle prerogative delle commissioni parlamentari fissate per legge. Un vero atto di arroganza. Il governo Berlusconi-Bossi, dopo tanta propaganda, finisce per approvare con un colpo di mano il federalismo delle tasse".
Fini: voto di merito non politico -  "Il risultato di oggi - aveva spiegato il presidente della Camera commentando il no della Bicamerale - non è la conseguenza delle singole appartenenze politiche ma di una valutazione del merito del provvedimento perché forze politiche di opposizione che sempre hanno sostenuto una trasformazione in senso federale dello Stato poi si sono trovate nella condizione obbligata di esprimere un diniego". "Con il federalismo la sanità e i servizi sociali rischiano di diventare lo scontro tra due esigenze: da un lato la garanzia che è precetto costituzionale che i servizi sociali debbano essere uguali per tutti, a Bolzano come a Mazara del Vallo - ha spiegato Fini - e, dall'altro, la garanzia di avere costi standard. Il rischio è che due esigenze sacrosante finiscano per essere in rotta di collisione tra di loro".
Idv e Pd: governo a casa - "La maggioranza è stata bocciata e ritengo che il governo adesso debba togliere il disturbo". Il capogruppo dei senatori dell'Italia dei valori, Felice Belisario, commentava così la votazione della Commissione bicamerale sul federalismo che è giunta a un pareggio. "Il governo è scivolato sull'unica riforma che doveva fare - ha aggiunto Belisario - e che non è stato capace di fare. Noi lo abbiamo messo in minoranza". Il Governo Berlusconi non può più andare avanti con la sua proposta di federalismo per il Pd e anzi, secondo Idv, il Premier Silvio Berlusconi deve dimettersi. Al termine del voto anche il senatore Pd Walter Vitali ha commentano la bocciatura al decreto sul federalismo fiscale: "Il Governo deve fermarsi, deve evitare di procedere in modo insensato". E Francesco Boccia, deputato Pd, aggiunge: "Prendano atto che non c'è più la maggioranza. La Lega sa che se vuole approvare il federalismo fiscale c'è un solo modo: discutere con le opposizioni".
Tremonti: "No comment" - Dal ministro del Tesoro e dell'Economia non si riesciva ad avere altra risposta che questa al termine della riunione che ha fatto registrare il pareggio . Il Governo andrà avanti lo stesso? "No comment", ripeteva ancora Tremonti che aveva partecipato oggi ai lavori della commissione insieme ai ministri leghisti Umberto Bossi e Roberto Calderoli. Probabilmente sapeva già come sarebe andata a finire e cioè che, uscito dalla porta, il federalsmo fiscale sarebbe rientrato dalla finestra.
 Brunetta: "Il governo andrà avanti"- "Il governo andrà avanti assolutamente". Così il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, aveva commentato la battuta d'arresto in bicamerale. "Era ampiamente previsto è ovviamente un parere e l'Anci pare sia d'accordo". Quindi, ha concluso, "il governo andrà avanti", così è stato.
04 febbraio 2011
Redazione Tiscali
 
 
 
  

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