Le
accuse di Massimo Ciancimino scuotono il Pdl ma il presidente del Consiglio mostra indifferenza rispetto alla ricostruzione fatta dal figlio dell’ex sindaco di Palermo, Vito, della nascita di Forza Italia come frutto della mediazione tra la mafia e il senatore Marcello Dell'Utri. Silvio Berlusconi ufficialmente non commenta la testimonianza resa al processo di Palermo nei confronti dell'ex generale dei carabinieri Mario Mori. Impegnato a villa Gernetto in un bilaterale con il premier croato Jadranka Kosor, il Cavaliere si è attenuto fedelmente alla consegna del suo portavoce e durante la conferenza stampa ai cronisti si è l imitato a dire: "Bonaiuti con il suo solito sistema dittatoriale ha imposto che non ci fossero domande. Ma oggi avrei voluto dare molte risposte".
La solita giustizia ad orologeria - Eppure chi ha parlato con lui non l'ha visto piuttosto seccato. Il premier si sarebbe definito "indignato" e si è sfogato chiamando in causa la solita giustizia ad orologeria: "Ogni volta che si arriva alla campagna elettorale è la stessa storia, ci provano sempre, è il solito copione. L'altra volta con Spatuzza...". Ciò che più infastidisce Berlusconi, a sentire i suoi, è che "ora per tre giorni si riempiranno le pagine dei giornali" di questa vicenda, salvo poi "scoprire che non c'è nulla di vero". Per questo i fedelissimi di Berlusconi insistono soprattutto su un punto: si tratta di accuse poco credibili, anzi incredibili. Tanto irreali che alla fine, secondo alcuni dirigenti del Pdl, "favoriranno il Cavaliere".
Elettori vaccinati - Sono cose fuori dalla realtà, avrebbe ribadito Berlusconi che però ai suoi interlocutori non avrebbe mostrato nessuna preoccupazione per eventuali ricadute nei sondaggi. I nostri elettori, avrebbe sottolineato, sono ormai vaccinati visto che è da 15 anni che raccontano falsità sul mio conto.
Ghedini: accuse illogiche e inverosimili - Se il Cavaliere affida ai suoi uomini più stretti lo sfogo, a prendere ufficialmente le distanze dalle accuse del figlio dell'ex sindaco di Palermo ci pensa Niccolò Ghedini, avvocato del presidente del Consiglio: "Le dichiarazioni di Massimo Ciancimino - attacca - non sono soltanto destituite di ogni fondamento, ma sono anche totalmente inverosimili e prive di ogni dignità logica".
Gasparri: la vergogna degli pseudo pentiti - A difendere l'operato del premier e dell'esecutivo è poi tutto lo stato maggiore del Pdl:"Sono cose che non stanno né in cielo né in terra", è la convinzione del coordinatore del partito Ignazio La Russa mentre per il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri "il comportamento di Ciancimino è sconcertante. E' ora - aggiunge- di dire basta con la vergogna di questi pseudo pentiti alla ribalta".
Casini: un’offesa agli elettori di Forza Italia - Le dichiarazioni del figlio dell'ex sindaco di Palermo, tengono banco anche nell'opposizione. Chi si schiera a difendere Berlusconi e Forza Italia è il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: "Ritenere che Fi sia prodotto della mafia - osserva l'ex presidente della Camera - significa non solo offendere milioni di elettori, ma soprattutto falsificare profondamente la realtà".
Pd attendista - Resta in attesa invece il Partito Democratico: "Lasciamo lavorare la magistratura - si limita a dire Andrea Orlando responsabile giustizia - che saprà discernere nelle dichiarazioni di Ciancimino e restituirci un quadro certo su uno dei momenti più difficili e opachi della nostra storia recente".
Idv: governo paramafioso - Sul piede di guerra è invece l'Italia dei Valori che con Antonio Di Pietro accusa il governo di essere "piduista e fascita. E poi - attacca ancora l'ex pm - se fossero vere le dichiarazioni di Ciancimino sarebbe anche paramafioso".
09 febbraio 2010