"Speriamo in una svolta" nel processo di pace in Medioriente e "oggi mi rivolgerò, con un appello che viene dal cuore, al presidente Abbas (Abu Mazen, ndr) affinché torni al tavolo del negoziato e consegni alla storia un accordo per la pace e lo sviluppo economico del suo popolo". Silvio Berlusconi, ospite della Knesset, il parlamento israeliano, pronuncia davanti ai deputati il suo atteso discorso nella terza ed ultima giornata di visita in Israele. "Speriamo in una svolta - ha spiegato il premier - che metta per sempre da parte la cultura della violenza" e "induca il popolo palestinese a guardare con fiducia al suo futuro ed al rapporto con lo stato ebraico come un'opportunità per il proprio sviluppo e non come ad un impedimento da superare".
"Siete i nostri fratelli maggiori" - "Per noi, come hanno detto sia il papa Giovanni Paolo II che il Rabbino Elio Toaff, il popolo ebraico è un 'fratello maggiore'", ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi aprendo il suo intervento alla Knesset.
Berlusconi: Netanyahu confermi con coraggio i propositi di pace - "Mi rivolgo al caro amico primo ministro Netanyahu (incontrato ieri ndr) per chiedergli di confermare con coraggio , le sue proposte e le sue offerte - ha aggiunto Berlusconi, il cui discorso è stato trasmesso da Sky Tg24 - per far ripartire il dialogo, tenendo conto degli auspici e degli incoraggiamenti dei paesi amici di Israele, come l'Italia, gli Usa e di tutti i partner europei".
"Giusto l'intervento militare a Gaza" - L'Italia si oppose al rapporto Goldstone dell'Onu perché Israele dispiegò "una giusta reazione" ai missili di Hamas da Gaza, ha detto il premier Berlusconi facendo riferimento alla sanguinosa guerra che tra il dicembre del 2008 e il gennaio del 2009 causò la morte di 1.400 palestinesi - buona parte civili e tra cui centianaia di bambini - e un centinaio circa di soldati israeliani. Durante il conflitto, Israele usò anche le bombe al fosforo bianco, proibite dalle convenzioni internazionali. Per il premier italiano Israele è, infatti, sempre sotto attacco anche con "l'ondata terroristica della seconda intifada". Accolto dal presidente Reuven Rivlin, il premier italiano ha scritto una dedica sul libro delle presenze. "Sono onorato, il mio Paese - recita il testo - è onorato di essere qui e di parlare in questo parlamento che è il simbolo stesso della democrazia. Commosso ringrazio, Silvio Berlusconi".
L'Anp: a Gaza aggressione israeliana - Ma le parole del premier sull'operazione "Piombo fuso" degli israeliani su Gaza non piacciono ai palestinesi. In attesa che nel pomeriggio il premier incontri il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Nemer Hammad, uno dei più stretti consiglieri politici del presidente palestinese Abu Mazen stigmatizza l'intervento dell'italiano. "Quella degli israeliani a Gaza fu un'aggressione: c'é un rapporto che si chiama Goldstone sui crimini israeliani e qualunque cosa dica il premier Berlusconi non cambia la realtà". Parlando della seconda Intifada, Nemer Ammar - raggiunto telefonicamente dall'Ansa a Betlemme - ha riconosciuto che "ci sono stati degli errori da parte Palestinese". Ma che bisogna inquadrare la seconda Intifada "in un quadro equilibrato", non dimenticando cioé - ha aggiunto - che tutto è nato a causa "di una visita provocatoria di Sharon alla spianata delle moschee".
"Israele unica democrazia in Mo" - "Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente, se non l'unico esempio - ha detto il premier davanti alla Knesset -. Un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista". Il premier ha poi detto che lo Stato di Israele è "esempio della possibilità di essere liberi" e per questo i liberali di tutto il mondo vedono Israele come "simbolo positivo, doloroso e orgoglioso di una grande storia che oparla di amore, libertà, giustizia e ribellione al male".
E sull'Iran: inaccettabile armamento atomico - "In una situazione che può aprirsi alla prospettiva di nuove catastrofi, l'intera comunità internazionale deve decidersi a stabilire, con parole chiare, univoche e unanimi, che non è accettabile l'armamento atomico a disposizione di uno stato i cui leaders hanno proclamato 'apertamente' la volontà di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah e la legittimità dello stato ebraico". E' quanto ha detto il premier Silvio Berlusconi, tornando sul dossier del nucleare iraniano, nel suo discorso di fronte al parlamento israeliano, nel quale è tornato di parlare di "sanzioni efficaci".
L'Iran protesta poi minimizza: voleva far contento Israele - D'altra parte però da Teheran arriva un duro commento alle frasi del capo del governo italiano sull'Iran. "Sono dichiarazioni che non potranno aiutare a risolvere i problemi, ma al contrario li renderanno più complicati" ha detto il portavoce della Commissione affari esteri e sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, Kazem Jalali. "È un dovere sostenere ed aiutare la forte opposizione" in Iran, aveva detto Berlusconi. "Parole pronunciate solo per fare contento il regime sionista", cioé Israele, mnimizza invece il portavoce della commissione Esteri del Parlamento iraniano, Kazem Jalali. "Queste dichiarazioni - ha detto all'Ansa Jalali - rientrano in una propaganda dei Paesi occidentali per creare un clima di 'Iranofobia' nella regione al fine di soddisfare il regime sionista". "La Repubblica islamica non è un pericolo - ha detto ancora Jalali - né rappresenterà un pericolo per la comunità internazionale o la regione".
Caloroso il messaggio di benvenuto rivolto al premier italiano da Benyamin Netanyahu: con Berlusconi, ha sottolineato il capo del governo israeliano, l'Italia è diventata Paese di punta contro "l'antisemistismo e il negazionismo". "Silvio, tu sei un grande leader coraggioso" ha ripetuto Netanyahu, ribadendo che "Israele ha un grande amico in Europa". Ieri il premier aveva paventato l'ipotesi che Israele entrasse a far parte dell'Unione europea e, durante una conferenza stampa congiunta, era tornato ad attaccare la stampa, dicendo che "
avvelena i pozzi".
03 febbraio 2010