Roma, 9 set. (Apcom) - "Stiamo in una situazione di confusione mentale". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, giudica le ultime posizioni del premier e del leader della Lega in merito alla crisi nella maggioranza e all'ipotesi di voto anticipato. "Non sanno bene se far battere la palla o buttarla fuori dagli spalti - osserva Bersani -, alla fine disperatamente cercheranno di prendere tempo, con un piccolo particolare: i dati Ocse dicono che siamo il Paese che ha perso di più e che siamo in coda al treno della ripresa, gli unici con il segno meno davanti nell'ultimo trimestre. Se non torniamo a parlare di Italia le condizioni economiche e sociali rischiano una totale delegittimazione della politica". Da parte del governo perciò, secondo il leader del Pd, si assiste "a un teatro indecoroso, ma noi ce ne tireremo fuori. A Torino io voglio parlare di Italia".
D'Alema: "Berlusconi non sa più cosa fare" - Parola dell'ex premier e attuale presidente del Copasir Massimo D'Alema, che oggi è intervenuto al forum russo di Yaroslav e che domani dalla platea seguirà il discorso di Berlusconi dagli stessi microfoni. "Lui farà il suo intervento, e io sarò seduto in platea", dice alla stampa italiana, sottolineando che "la crisi del berlusconismo" è "irreversibile". "Il problema è che non si sa come se ne uscirà", aggiunge D'Alema, che prevede "conflitti, colpi di coda e rischi per il Paese". Ma in caso di elezioni come si presenterà l'opposizione? "Bisogna chiederlo ai dirigenti del Pd", ma poi rassicura: "L'opposizione è pronta".
Il Pdl alla caccia di 20 deputati - "C'è chi spinge per rompere, come la Lega. Noi proviamo ad andare avanti, sto trovando chi può permetterci di andare avanti". Silvio Berlusconi, incontrando oggi diversi ministri, non ha nascosto l'obiettivo che, se realizzato, potrebbe allungare almeno di alcuni mesi la vita della legislatura: sostituire i finiani con i voti di un gruppo di parlamentari che si ispirino a quella che giornalisticamente è stata già ribattezzata la pattuglia di 'responsabilità nazionale'. La novità, accennata da alcuni dei principali dirigenti del partito e sostenuta dal Cavaliere, è che questa pattuglia di responsabilità nazionale, se funzionasse, potrebbe anche costituirsi dal punto di vista parlamentare in un vero e proprio gruppo. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, raggiungere quota venti parlamentari è impresa ardua, per alcuni dirigenti si tratta solo di un modo per prendere tempo in attesa che i finiani strappino. Ma sui numeri intanto si ragiona, e i numeri sono questi: l'Mpa (5 deputati), i Repubblicani (3), le minoranze linguistiche (3, eletti però con il centrosinistra), Noi Sud (5), qualche finiano e qualche Udc insoddisfatto potrebbero convergere in un gruppo parlamentare autonomo ispirato proprio al motto della 'responsabilità nazionale'. Magari con l'aggiunta di qualche deputato del Pdl per raggiungere la quota necessaria a costituire un gruppo parlamentare.
09 settembre 2010
Redazione Tiscali