"Ci saranno le dimissioni di tutti i componenti di Futuro e libertà per l'Italia che ricoprono incarichi direttivi nel Pdl a livello nazionale e locale. La settimana prossima si iscriverà al gruppo il trentaseiesimo deputato''. Lo ha detto il capogruppo di Futuro e Liberta' Italo Bocchino parlando a Repubblica tv e dicendo che è in arrivo ''dal Pdl''. ''Noi non vogliamo logorare il governo, chiediamo al premier di venire in Parlamento con un programma e noi siamo pronti a sostenerlo. Berlusconi rischia il logoramento, ma lo rischia dalla Lega'', ha ribadito Bocchino. "In caso di elezioni un eventuale partito di Futuro e Libertà otterrebbe alle elezioni il 7,2%", ha spiegato il capogruppo dei finiani.
Sì a scudo che sospenda processi - Secondo Bocchino, Berlusconi è "vittima di un'aggressione giudiziaria e siccome deve essere sereno nell'azione di governo credo sia giusto sospendere i processi, farlo governare e alla fine del governo riprendere i processi". Quanto alla legge sul processo breve, il finiano sostiene: "La legge va bene, non va bene la norma transitoria che per risolvere il problema di Berlusconi, cioè per portare a prescrizione i suoi processi, fa decadere altri 100mila processi. A me che l'imputato dopo 'x' anni di omicidio colposo non venga condattato mi dispiace ma mi preoccupa poco. Mi preccupa la reazione delle vittime". Quindi "noi non siamo disponibili alla norma transitoria".
Nuovo centrodestra con Casini - Non un terzo polo, "impensabile" in un sistema bipolare, ma "un nuovo centrodestra" con Pier Ferdinando Casini, sì. Un centrodestra che sia alternativo a quello "populista" di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Sarebbe questa la modalità con cui Futuro e Libertà si presenterebbe agli elettori se si andasse a votare subito. "Due cose sono certe se ci fosse il voto adesso - ha detto - non faremo nessuna alleanza spuria. Non è pensabile che un partito di centrodestra faccia un'alleanza con la sinistra. Non sarebbe compreso dagli elettori. Dovremmo invece spiegare al paese che questo non è il centrodestra che noi vogliamo e che quindi vogliamo costruire un'alternativa che sia un altro centrodestra" rappresentato da "Fini e Casini che in questo sono credibili. Sono le due anime più moderate che sono state espulse" da quella che era la Casa della Libertà, "e quelle populiste hanno preso il sopravvento". Se ci fossero le elezioni "l'elettore di centrodestra potrà scegliere tra due centrodestra, uno più simile a quello europeo, uno simile a quello sudamericano".
Mafia: ciò che è emerso su Schifani va approfondito - Ciò che è emerso sul presidente del Senato da un'inchiesta su fatti di mafia condotta dall''Espresso' "va approfondito". La vicenda della casa di Montecarlo che ha investito il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo Bocchino, "è molto poco significativa, è stata usata come una clava d'estate per una campagna denigratoria nei confronti di Fini. Ci sono dei politici, e Fini è uno di questi, che hanno rispetto per la magistratura. C'è un'inchiesta e lui non parla fino a quando non sarà conclusa. Emergerà la verità, cioè che non c'è nulla di oscuro, nessuna responsabilità di Fini ma un disegno e un progetto per screditarlo. Nessuno si occupa del presidente dell'altro ramo del Parlamento - ha sottolineato Bocchino - di cui è emerso qualcosa di molto più significativo della vicenda di Montecarlo. E' grave che si scatenino su una cosa dove abbiamo la certezza che emergerà l'assoluta condotta lineare di Fini mentre si tace assolutamente su cose alle quali io non credo ma che appaiono più gravi. Si trascura insomma una cosa che andrebbe approfondita".
Ddl anticorruzione: la gente deve vedere i poltici in carcere - "Un politico che è stato condannato per concussione deve subire - afferma Bocchino - l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Quale è il motivo per cui uno che ha concusso deve candidarsi ed essere eletto?". Secondo il capogruppo dei finiani alla Camera, inoltre, vanno ridotte le pene alternative: "Devono andare in carcere, la gente deve vedere il politico che ha concusso dietro le sbarre".
09 settembre 2010
Redazione Tiscali