Bersani: le nostre feste restano aperte. Brunetta: il Pd ha un animo squadrista

"Intendiamo tenere aperte le nostre feste, sono feste popolari e luoghi aperti ai dibattiti, non vogliamo organizzare Katanga, l'ordine pubblico lo tutela chi deve tutelarlo". Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, torna sugli incidenti avvenuti ieri alla Festa nazionale del Pd a Torino dove è stato aggredito il segretario della Cisl Raffaele Bonanni e respinge le accuse contro il partito per l'episodio di violenza citando i membri del servizio d'ordine dei movimenti studenteschi di Milano degli anni '70. "Ho espresso ieri a Bonanni il rincrescimento e la condanna per l'aggressione subita da lui e dalla nostra festa - spiega Bersani -, ma ho visto che qualche commentatore ha messo di mezzo il Pd. Non ho letto uguali riflessioni nel caso dell'incidente di Alzano quando Tremonti, Calderoli e Maroni subirono l'aggressione dei tifosi, della Lega non si disse che non era in condizione di organizzare dibattiti. In questo momento - ricorda il segretario - sono in corso centinaia di feste del Pd, si svolgono regolarmente con gli interlocutori più vari e anche avversari politici".
Le parole di Bersani non solo piaciute agli esponenti del” partito del predellino”. Fra i primi a reagire il ministro per l’innovazione Renato Brunetta che, non sapendo che altro dire per interessare il pubblico nel corso di un suo intervento ad Atreju10, ha subito fatto sapere che l’aggressione al leader della Cisl Raffaele Bonanni alla festa del Pd è stata "squadrista e reazionaria e ha fatto emergere una delle anime eversive vicine a quel partito". Parole alte e gravi: "Ieri - ha detto - il leader di un sindacato moderato cattolico riformista è stato invitato alla festa del Pd ed è stato non solo ferocemente contestato ma anche aggredito come era accaduto a Marini, co-fondatore del Pd, e al presidente del Senato Renato Schifani. Il tutto - ha aggiunto Brunetta - da parte di gruppi organizzati che forse hanno avuto la connivenza del parterre altrimenti non sarebbero neanche riusciti ad entrare". Questo, ha aggiunto Brunetta, "perché nell'anima del Pd si mantiene una componente squadristica e reazionaria che abbiamo già conosciuto. Bonanni esprime la parte più avanzata del riformismo sindacale e ha come avversaria la Cgil che è il sindacato tra i più conservatori e reazionari d'Europa che, ha al suo interno la Fiom e alcune sue frange eversive. A Torino - ha concluso - si è manifestata l'anima vera di un certo modo di vedere del Pd: reazionaria, estremista e conservatrice".
Se Brunetta teme gli estremismi del Partito Democratico Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, è pronto a combatterli: "Quello che è avvenuto intorno al convegno del Pd e altro ancora è molto inquietante. Ci auguriamo che sia sempre alta la guardia contro il terrorismo interno; e ci ripromettiamo, in sede Copasir, di chiedere lumi in materia di chi dirige l'Aisi". Attacca ancora l’ex piduista: "Oramai, come dimostrano anche i fatti di Como che hanno riguardato il senatore Dell'Utri - aggiunge Cicchitto - riemerge una pratica di violenza che è in grado di bloccare l'esercizio della libertà di opinione e di parola. In secondo luogo è evidente che, vicina al Pd e quindi in grado di inserirsi nelle sue manifestazioni c'è una area di estremismo rispetto alla quale non è stata alzata una rigorosa barriera politica, ma anche di vigilanza, come invece era in grado di fare, su tutti i piani, il Pci. In terzo luogo l'inaudita assoluzione di chi tentò di assassinare Berlusconi e anche il mancato arresto della giovane che ha lanciato un candelotto contro Bonanni mettono in evidenza un atteggiamento di lassismo di settori della magistratura e anche delle forze dell'ordine".
 
09 settembre 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  
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