Fini da Mentana: "Non mi dimetto", Berlusconi ritorna in piazza

Tre i concetti base: "io non mi dimetto da presidente della Camera", "andare alle elezioni anticipate è da irresponsabili", "se Berlusconi e Bossi salgono al Colle, lo fanno per parlare della situazione politica" e non per chiedere al presidente della Repubblica la testa del presidente della Camera, che, pur volendogliela concedere, non avrebbe nemmeno lui il potere di tagliarla. Gianfranco Fini approda nel nuovo studio di La7 e, complice Enrico Mentana, finisce quello che a Mirabello ha iniziato, ovvero la rottura apparentemente insanabile con Silvio Berlusconi. E lo fa con pacatezza, come a enunciare l'invitabile, la fine di un'era. Tanto è vero che, da cofondatore "espulso in due ore per accuse ridicole", sancisce la fine del Pdl. "Anche se volessi tornare - dice Fini - non ci sarebbe un posto dove tornare. Allora, bisogna andare avanti, fare altro". Un partito? Fini non risponde, ma il sorriso è largo.
Berlusconi contrattacca in piazza - Nel mentre il presidente del Consiglio annuncia una grande manifestazione in piazza a Milano, il prossimo 3 ottobre, in cui incontrerà personalmente gli elettori, terrà un comizio e spiegherà le cose fatte finora dal governo e i cinque punti fondamentali su cui l'esecutivo si confronterà da qui a breve. Nella giornata di mercoledì è in programma una riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl, per fissare una strategia anti-Fini in pochi punti, ma pesanti: in sintesi si pensa di fondare gruppi parlamentari che facciano la guerra a quelli di Fli e di mettere i fedelissimi del presidente della Camera di fronte ad un aut-aut: o si sta con il governo, o se si è dissidenti ci si deve dimettere da qualsisi incarico ricevuto da questa maggioranza. Nel mentre Berlusconi ha scaricato su Bossi la responsabilità della decisione di coinvolgere il Quirinale nella richiesta di dimissioni di Fini. Su questo passo il commento di Pierluigi Bersani, leader del Pd, è duro: "Il Cavaliere e il leader leghista sappiano, Costutuzione alla mano, che non dispongono delle istituzioni secondo il loro volere".
Voto da irresponsabili - Per Gianfranco Fini non è ancora ora di pensare a simboli e comizi, anche perchè "l'Italia non ha certto bisogno di una campagna elettorale". Quel che serve, dice, è "un governo che governi", non "un presidente del consiglio che cerca consensi che ha o che aveva". E guai a quell'inquilino di palazzo Chigi che, oggi come oggi, "a un certo punto dicesse, pur avendo la maggioranza in Parlamento, 'adesso basta si vota'". E questo per due ordini di ragioni: la prima è che, in quel caso, "la Costituzione dice che la parola andrebbe al Capo dello Stato", con il compito di sentire le Forze politiche. E Fli, dice Fini, "vuole che la legislatura vada avanti". La seconda ragione, insiste il presidente della Repubblica è che "votare in autunoo sarebbe da irresponsabili". "Berlusconi ha la maggioranza per andare avanti e io - insiste Fini - resto nel centrodestra".
Saldamente al timone di Montecitorio - Del resto, al presidente della Camera. "Non è vietato fare politica", perchè, spiega ancora Fini, "io non rappresento la maggioranza. Se uno poi mi dice 'sei stato eletto con i miei voti' gli replico: 'non sei padrone delle istituzioni'". Chiaro il messaggio ai colonnelli e agli esponenti del Pdl che lo hanno criticato in questi giorni. "Chi ragiona in questo modo - ha spiega ancora Fini - ha una concezione proprietaria delle istituzioni".
La casa di Montecarlo - "Io - risponde secco il presidente della Camera - in quella casa non ci sono mai stato e chi dice il contrario lo provi". Detto questo, "quando ci sarà l'esito delle inchieste della magistratura, questa storia farà ridere ancora più di oggi". Ma saranno risate amare, perchè "chi in questi mesi ha malignato e insinuato ne risponderà in tribunale". Fini infatti dice di essere "indignato con chi da un mese ha sottoposto la mia famiglia a un'autentica lapidazione". Questo però non ha leso i rapporti a casa Fini, anzi, assicura il presidente della Camera, "ci ha uniti ancora di più".
08 settembre 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  
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