Umberto Bossi insiste: "Stare nel pantano non serve a nessuno: bisogna andare a votare a novembre, che è l'unica finestra possibile perchè l'economia in questo momento, grazie a Tremonti che ha sistemato tutto, è tranquilla". Ma la decisione ancora non è stata presa: "Dipende se Berlusconi vuole andare a votare". E alla domanda su come creare le condizioni per il voto anticipato, Bossi risponde: "La strada va studiata con Napolitano". Sono possibili dimissioni di massa dei paarlamentari di Lega e Pdl? Nessuna risposta, ma un gesto con la mano a dire, 'più o meno...'. Bisognerà aspettare qualche giorno, quando si troveranno gli "incastri" che lo renderanno possibile, ma Umberto Bossi - entrando al ristorante della Camera - ribadisce: "Chiederemo un incontro al presidente della Repubblica" sul presidente della Camera Gianfranco Fini.
Quirinale: nessuna richiesta col premier - Al Quirinale, per il momento, non e' ancora intervenuta alcuna richiesta di incontro da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del leader della Lega Umberto Bossi. Lo si e' appreso a margine dell'incontro pubblico del presidente Giorgio Napolitano e la presidente finlandese Tarja Halomen con la stampa.
Vertice Pdl a Palazzo Grazioli - Il presidente del Consiglio ha convocato un vertice del Pdl a Palazzo Grazioli per analizzate la situazione politica alla luce del discorso di Mirabello di domenica scorsa del presidente della Camera, Gianfranco Fini, e del vertice di ieri sera fra il premier e il leader della Lega Umberto Bossi. Con il presidente del Consiglio sono riuniti i ministri Franco Frattini, Elio Vito, Sandro Bondi, Altero Matteoli, Ignazio La Russa, Angelino Alfano, oltre a Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello, Gianni Letta, Paolo Bonaiuti, Maurizio Gasparri e Denis Verdini. Più tardi è fissato una riunione del Consiglio dei ministri.
Il Carroccio indica a Silvio Berlusconi anche una possibile data, il week end del 27-28 novembre 2010, per tornare al voto. Il premier, dal canto suo, non nasconde ai leghisti le difficoltà di riuscire a ottenere da Giorgio Napolitano elezioni in autunno - il presidente della Repubblica sarebbe orientato verso un governo tecnico che metta mano alla legge elettorale -, mettendo anche in guardia dal rischio che forzando così la mano si possano creare le condizioni per un governo diverso. Altro scenario è quello di rendere chiaro con un incidente parlamentare che è di Gianfranco Fini la 'colpa' del ritorno agli elettori, magari in marzo. Bossi, al termine del vertice spiega: "La possibilità tecnica di un voto prima di Natale c'è, in pratica è un po' più complesso".
Ma il pressing della Lega ha prodotto come primissimo effetto quello di una nota durissima contro il Presidente della Camera: "Nel corso dell'incontro tenutosi questa sera ad Arcore - affermano i due leader - le dichiarazioni di Gianfranco Fini sono state unanimemente giudicate inaccettabili. Le sue parole sono la chiara dimostrazione che svolge un ruolo di parte ostile alle forze di maggioranza e al governo, del tutto incompatibile con il ruolo super partes di presidente della Camera. Il presidente Berlusconi e il ministro Bossi nei prossimi giorni chiederanno di incontrare il presidente della Repubblica per rappresentargli la grave situazione che pone seri problemi al regolare funzionamento delle istituzioni".
Una nota con la quale, oltre a chiedere le dimissioni di Fini, Bossi e Berlusconi intendono segnalare che "la maggioranza deve essere politica, non numerica". Di certo la situazione sta subendo una qualche accelerazione, se uno dei partecipanti al vertice a notte inoltrata assicura: "Pochi giorni e si decide, vediamo cosa accade e prenderemo una decisione definitiva".
Una soluzione per uscire dalla crisi, prova a prospettarla il presidente dell'Antimafia Beppe Pisanu. A chi lo accompagnava in visita all'Asinara dai cassintegrati sardi della Vinyls, il senatore - riferisce il Corriere della sera - ha detto che il premier dovrebbe mettersi alla guida di un governo di unità nazionale. Un appello a tutte le forze politiche dunque, per uscire dalla crisi della maggioranza. "Un governo - ha detto Pisanu - che sappia affrontare una delle più gravi crisi che l'Italia abbia mai affrontato". Le elezioni anticipate, continua il senatore, sarebbero "deleterie, una vera sciagura per il Paese, alla luce della crisi economica".
Davanti a una richiesta del genere, sarebbe il ragionamento dell'ex ministro, come farebbe il Pd a tirarsi indietro, se è davvero l'erede del partito di Togliatti e Berlinguer? Ricordando che quest'ultimo, anche se con un sostegno esterno, concesse al suo Pci di amministrare l'Italia, insieme alla Dc, con oltre il 73% dei voti in Parlamento. Non a caso, scrive il quotidiano di via Solferino, si chiamava anche quello "governo di solidarietà nazionale".
07 settembre 2010
Redazione Tiscali