
Il presidente del Pd Bindi e il segretario Bersani (Ansa)
Nuovo Ulivo, Bindi: apriamoci anche a Fini e Casini. Di Pietro: mai con personaggi in cerca d'autore
Mentre la maggioranza cerca di capire come uscire dall'empasse creata dal diktat di Berlusconi sul processo breve, nel centrosinistra è aperto il dibattito sul futuro della coalizione. La proposta di Bersani di approdare ad un nuovo Ulivo, piace alla presidente del Pd, Rosy Bindi che a sorpresa apre al gruppo di Futuro e libertà. "Se Berlusconi e la Lega - ha detto ai microfoni di Iceberg su Telelombardia - dovessero portare il Paese alle terze elezioni in sei anni, allora noi proporremo a Fli un'alleanza per la democrazia. Noi staremo con tutti coloro che sono disponibili a salvare questa Costituzione". In caso di voto immediato dunque, per Bindi i finiani sarebbero i benvenuti. Ma tutto, in realtà dipende dalle prossime mosse dei finiani. "Dopo le parole di Farefuturo sul killeraggio del berlusconismo che cosa aspettiamo - si chiede l'esponente del Pd - da domenica se non la rottura definitiva?".
"Anche l'Udc entri nell'Ulivo" - Per Rosy Bindi il "Nuovo Ulivo" proposto da Bersani deve quindi aprirsi alle forze moderate del Paese: "Noi diciamo che anche l'Udc debba entrare in questa nuova forza, si è aperta una possibilità di prospettiva e incontro per costruire una alternativa di governo". Ma sulle elezioni, ha detto sicura "Berlusconi bluffa, ha paura delle elezioni, le minaccia perché vuole gli 'accordicchi' nella sua maggioranza. Il presidente del consiglio - spiega - sa che non vincerebbe. Bene che gli vada non avrà mai una maggioranza al Senato e, comunque vada, vinceremo noi perché abbiamo tutte le carte in regola per vincere".
Di Pietro a Casini e Fini: mai con personaggi in cerca d'autore - Ma sulla apertura alle forze moderate auspicata dalla Bindi, in un'intervista a Repubblica Tv, il leader dell'Udc Casini chiarisce che l'ipotesi di dialogo con il Pd sarebbe possibile solo a condizione che si sganci dall'Idv e dalla sinistra estrema. Cortesia ricambiata da Antonio Di Pietro che torna a dire no a un'alleanza elettorale con Udc e finiani. "Il Partito democratico - dice in 'un'intervista al settimanale Left - deve fare una scelta: stare dalla parte di una sinistra riformista oppure mettersi assieme a questo terzo polo.
Costruito fra l'altro con i rimasugli della Prima repubblica. Per noi non esiste nessuna possibilità di fare agglomerati con personaggi in cerca d'autore". Del resto, aggiunge Di Pietro, "Fini e Casini non staranno mai con il centrosinistra".
"Bene il nuovo Ulivo, ma dentro ci vanno i contenuti" - Invece il leader dell'Idv si dice soddisfatto del nome "Nuovo Ulivo", indicato da Bersani, perché indica "la proposta di un'alleanza democratica lanciata da Bersani. Ma dentro ci devono stare i contenuti. Noi dell'Idv - conclude - vogliamo essere i promotori di un'alleanza riformista, solidale, democratica che si fondi su tre fattori, uniformità di programma, unità d'intenti sugli obiettivi e una leadership scelta in maniera democratica".
Vendola: non si può tornare alla Prima Repubblica - Il progetto del "Nuovo Ulivo" non va giù invece a Nichi Vendola. Il leader di Sel - che ha già reso nota la volontà di candidarsi alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato presidente del Consiglio - è scettico infatti sia sulla formula "Nuovo Ulivo" che sull'"alleanza democratica". "Quando sento queste formule - dice in una intervista a Panorama - mi viene in mente Giovanni Pascoli: C'è qualcosa di nuovo nell'aria, anzi d'antico. Non si può uscire dalla Seconda Repubblica per tornare alle Prima".
03 settembre 2010
Redazione Tiscali
