Cicchitto: "Napolitano si misuri con il bipolarismo". Di Pietro: "Sì alle critiche ma ci vuole rispetto"

La dura polemica tra il Pdl e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano continua a determinare le prese di posizione di molti esponenti politici ed organi di informazione.
Cicchitto: "Napolitano faccia i conti con la nuova realtà" - "Massimo rispetto per il Presidente della Repubblica, ma le prerogative attribuite al capo dello Stato non possono non misurarsi con il dato nuovo" che ha portato gli italiani a indicare sulla scheda elettorale il nome del presidente del Consiglio. A dirlo è il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che, in un'intervista al Corriere della Sera. si dissocia da chi dà del "traditore della Costituzione" a Giorgio Napolitano, ma ribadisce il no a un governo tecnico. "Siamo in un sistema bipolare, facciamo le elezioni indicando il nome del premier e nessun capo dello Stato pensa poi di proporre un nome diverso da quello uscito dalle urne", afferma Cicchitto. "Ci sono da rispettare le prerogative del presidente della Repubblica, ma noi rimaniamo fermi su un punto: non è ipotizzabile che la maggioranza indicata dal popolo venga ridotta a minoranza in seguito allo spostamento di uno spezzone della coalizione. Niente governi tecnici o di transizione".
Di Pietro: libertà di critica ma con un limite - In una democrazia è possibile criticare "chiunque", ma "ogni critica deve avere il limite del rispetto e della dignità delle persone e delle funzioni istituzionali che ricoprono". Il leader dell'Italia dei Valori (Idv), Antonio Di Pietro, commenta così le polemiche tra il Capo dello Stato e alcuni parlamentari del Pdl. E in una intervista al quotidiano online Affaritaliani.it respinge le critiche sollevate verso il Quirinale: "Sono insulti ricattatori". Altra cosa, secondo Di Pietro, è invece "riflettere sulla legittimità e sull'opportunità che a seguito della crisi politica di una maggioranza e del suo governo - osserva - si debba andare a elezioni o si debba trovare un'altra strada all'interno del Parlamento".
Matteoli: "No a maggioranze diverse da quelle volute dal popolo" - "Se viene meno la maggioranza perché un gruppo esce, nessuno può prendere il posto di questa maggioranza. Proprio perché il Presidente della Repubblica si é sempre richiamato alla Costituzione, non può favorire governi o maggioranze diverse da quelli voluti dal corpo elettorale". Lo afferma in un' intervista al Giornale il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, secondo cui "se questa maggioranza dovesse venire meno non ci sarebbe alternativa al voto".
Prodi: "Napolitano ha difeso il vangelo della Costituzione" - L'ex premier Romano Prodi ha definito "accorati" i toni usati ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in difesa di quel "vangelo" che é la Costituzione. A Santa Maria di Novellara, il paese reggiano della famiglia della moglie Flavia, l'ex premier è stato intervistato da Telereggio. "Accorati - ha spiegato Prodi - non come retorica ma perché vengono dal cuore. C'é preoccupazione forte per il rispetto delle regole fondamentali della Costituzione. Quando vede questa frammentazione, questa individualizzazione della politica indipendentemente dal testo, dal nostro Vangelo che dobbiamo seguire e che è la nostra Costituzione il presidente, che è il garante, il sacerdote di questa Costituzione non può che esprimersi in modo accorato".
Cota: "Non bisogna tirare il Presidente per la giacchetta" - "Rispettiamo il Presidente della Repubblica e apprezziamo l'equilibrio che ha sempre dimostrato. Per noi manca di rispetto chi oggi gli attribuisce una decisione che non ha mai preso e che non crediamo prenderà mai. Questo vuol dire scavalcare i ruoli, tirarlo per la giacchetta, e guarda caso è la sinistra che lo fa". Così il governatore del Piemonte Roberto Cota, che in un'intervista a Repubblica ribadisce il no del Carroccio a un governo tecnico.
Buttiglione: "Grave voler forzare la mano al Capo dello Stato" - "E' grave che si continui a parlare di una Costituzione che non esiste, e su questa base si cerchi di forzare la mano al Capo dello Stato". Il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, interviene così nella querelle tra il Quirinale e i parlamentari della maggioranza. "Bisogna rispettare la Costituzione esistente e il suo sistema di equilibri - aggiunge - se si vuole cambiarla lo si faccia in Parlamento e non sui giornali". Buttiglione ricorda infatti che "la Costituzione italiana è parlamentare", e che "non esiste alcuna Costituzione bipolare e nemmeno presidenzialista". "Il continuo far riferimento a una tale presunta Costituzione come elemento discriminante - aggiunge - è un voler prevaricare le prerogative del Capo dello Stato e contiene elementi potenzialmente eversivi e totalmente inaccettabili".
Giro: "Polemica chiusa" - "La polemica con il Quirinale se mai vi è stata per noi si é chiusa subito con l'atteso chiarimento dell' onorevole Bianconi" afferma il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro. Infatti " il presidente Berlusconi si sta dedicando ai punti del suo programma da sottoporre alla fiducia della sua maggioranza. Con le parole del Leopardi potremmo dire che il premier svolge il suo tempo primo e la sua miglior parte sulle sue sudate carte". Il resto - dice ancora Giro - "appartiene al chiasso e agli equivoci di ferragosto e la cosa importante é averli chiariti per tempo con onestà intellettuale e trasparenza".
Zagrebelsky: "Napolitano è in linea con la Costituzione" - La richiesta di voto anticipato "é contro la Costituzione se la si presenta non come opzione possibile e auspicata, ma come soluzione obbligatoria della crisi di governo. Il capo dello Stato dovrà valutare le diverse possibilità alla luce della Costituzione che è in vigore, non alla luce di una costituzione che qualcuno si è costruito nella sua testa a proprio uso e vantaggio". Così l'ex presidente della Consulta Gustavo Zagrebelsky, secondo cui Giorgio Napolitano "é pienamente nel solco della Costituzione".
Avvenire: "reazione misurata e ferma" - "Inevitabile e appropriata nella sua misurata fermezza" è stata, secondo Avvenire, la reazione di ieri del Quirinale nei confronti del vice capogruppo Pdl alla Camera, Maurizio Bianconi, che "era addirittura arrivato ad accusare il presidente Napolitano di 'tradimento' costituzionale per aver dato voce a preoccupazioni ampiamente sentite, richiamato i suoi propri doveri e ricordato in modo severo e appassionato quelli dell'intera classe dirigente verso la comunità nazionale".
Rotondi: "Il governo rispetta il Capo dello Stato" - "Il governo tutto è rispettoso del presidente Napolitano, verso il quale nutre sentimenti di profonda stima e vicinanza", afferma in una nota il ministro per l'Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi.
Bocchino: "I governi si formano in parlamento" - "Berlusconi ha il dovere istituzionale e politico di governare per tutta la legislatura", ma "se apre la crisi di fatto getta la spugna, aprendo nuovi scenari parlamentari e politici che noi non auspichiamo perché siamo vincolati al mandato elettorale e ancorati al centrodestra". Lo scrive sul sito di Generazione Italia il capogruppo alla Camera, di Futuro e libertà per l'Italia, Italo Bocchino. Secondo il deputato finiano "l'attacco mosso dal Pdl al presidente della Repubblica è un grave strappo istituzionale che viene dal maggior partito di governo". Il parlamentare ricorda infatti che "a Costituzione vigente i governi si formano in Parlamento e Napolitano non può assolutamente derogare a questa regola".
Capezzone: "Fiducia al Presidente" - "Occorre rispettare davvero, non solo formalmente, il Presidente della Repubblica, e quindi è giusto che nessuno tiri la giacca al Capo dello Stato. Il Pdl non lo ha fatto". Lo afferma in una nota il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, che conferma da parte del suo partito "stima e fiducia al presidente Napolitano, che ha agito in modo corretto durante tutta la sua presidenza". E invita l'opposizione "a non fare strumentalizzazioni, evitando di coinvolgere il Colle nell'agone politico".
Gasparri e Cicchitto: "Nessuno vuole forzargli la mano" - "Nessuno sta forzando o nemmeno pensa di forzare la mano al Capo dello Stato, ma è indubbio che nel nostro sistema bipolare i cittadini trovino sulla scheda anche il nome del premier". Lo affermano in una nota i capigruppo del Pdl Alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri
 
 
17 agosto 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  
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