"La maggioranza è solida", il premier convince gli onorevoli Pdl indecisi per poter dare a Fini il benservito

di C. M.
Ci siamo, il giorno del divorzio tra Fini e Berlusconi sembra arrivato. L’appuntamento è fissato per le 19 di oggi durante un ufficio di presidenza che dovrebbe essere animato dalla lettura di un duro documento di censura politica nei confronti del cofondatore del Pdl e dei suoi fedelissimi: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata. A niente sarebbe valsa quindi la richiesta dell’ultimo momento di Fini di fare pace e “resettare tutto”. “Troppo tardi”, per il Cavaliere, che avrebbe anche ipotizzato, come riporta Repubblica, che la tardiva profferta il realtà non sarebbe altro che “una trappola. Se avesse voluto la tregua, l'avrebbe proposta un mese fa. Adesso, è solo un modo per prendere tempo”.
A rischio la tenuta della maggioranza - Insomma per il premier questa vita da separati in casa doveva finire tempo fa. Gli unici motivi per i quali avrebbe sopportato fino ad oggi sono i numeri: quei maledetti numeri che fanno una maggioranza al Senato e alla Camera. L’arma che i finiani hanno sempre sfoderato e che ancora oggi continuano a mostrare: “Se ci cacciano dal partito, la maggioranza è a rischio. Senza di noi, che siamo 33 alla Camera e 14 al Senato, il governo cade”.
La campagna acquisti del Cavaliere - Ma cosa è cambiato da ieri ad oggi? Cosa avrebbe dato a Berlusconi il via libera per la cacciata del presidente della Camera e dei suoi? Secondo La Stampa, “Berlusconi - con una accurata ‘campagna acquisti’ - si è garantito l'autosufficienza, si è ‘costruito’ una maggioranza parlamentare che potesse andare avanti anche senza i finiani”. Un calcolo approssimativo ipotizzava che il centrodestra potesse vantare alla Camera sul voto favorevole di 342 voti, dunque 26 in più della maggioranza, che è 316. Conto che faceva passare il dato dei 33 finiani come troppo ottimistico per gli ex An. “Ma per tagliare ogni incertezza - riporta ancora La Stampa - ieri mattina Berlusconi ha convocato a palazzo Grazioli due deputati eletti col Pdl e che avevano lasciato la maggioranza (Italo Tanoni e Daniela Melchiorre) e altri tentennanti sono stati contattati in modo più riservato.” Quindi a conti rifatti i berlusconiani sarebbero autonomi e autosufficienti.
Alemanno, Berlusconi-Fini? Spero ancora in miracolo - Ma all’interno del Pdl c’è ancora chi spera in una tregua, come Gianni Alemanno: "Spero sempre che ci sia un miracolo nelle prossime ore. Spero - ha affermato il sindaco di Roma - che prima dell'ufficio di presidenza che stasera affronterà il problema avvenga qualcosa che possa rimettere in discussione la situazione. Ma la situazione è molto critica".
La Russa: previsioni? Sta arrivando una perturbazione... - È meno ottimista Ignazio La Russa: "Sta arrivando una perturbazione...". Il coordinatore del Pdl all’uscita da Montecitorio inseguito dai cronisti che gli chiedono di fare previsioni su quanto potrà accadere in futuro scherzava facendo una “previsione meteorologica
Capezzone: si sciolgano i nodi - Più drastico Daniele Capezzone: "Gli elettori del Pdl, e non solo loro, sono in assoluta sintonia con Silvio Berlusconi. Il tempo per ricomporre le questioni interne è ormai scaduto. Buon senso e ragionevolezza suggeriscono di sciogliere i nodi, per riprendere senza ostacoli il cammino delle riforme, del cambiamento, della modernizzazione del Paese. Gli italiani hanno scelto Silvio Berlusconi due anni fa, un anno fa, e ancora due mesi fa: è inconcepibile che ci sia chi operi per impedire ad un Governo e a una maggioranza di lavorare serenamente”, ha sentenziato il portavoce del Pdl.
Lehner: Bocchino chiama i suoi per mandare sotto il governo - Ironico, invece, il deputato del Pdl Giancarlo Lehner: "La notizia del giorno è che Italo Bocchino, ormai del tutto fuori di testa, sta telefonando -sono le ore 11 di giovedì 29 luglio 2010 - ad alcuni deputati del Pdl, esortandoli ad uscire dall'aula per mandare sotto la maggioranza. In pochissimi danno retta al telefono nemico, perché tra gli ex An la maggioranza è fatta di persone perbene e leali". Questa la dichiarazione di Lehner diffusa in una nota.
29 luglio 2010
 
 
 
  
  
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