Il terzo polo è possibile: nel sondaggio di Repubblica ha il 22 per cento di preferenze

Sono solo sondaggi. Numeri, cifre che comunque potrebbero aiutare a capire come potrebbe evolversi lo scenario della politica italiana se Gianfranco Fini dovesse decidere di tagliare i ponti con il partito del premier. Il sondaggio, effettuato da Ipr marketing per Repubblica.it, ha confermato che in Italia sta nascendo, dalle ceneri del bipolarismo, il terzo polo. Evidentemente il movimentismo di Fini sta dando i frutti che l’ex leader si Alleanza Nazionale aveva inteso cogliere con i continui e reiterati strappi dalla linea del Capo. 
Secondo i dati, la nuova eventuale alleanza di centro - che metterebbe insieme l’Udc di Pierferdinando Casini, i finiani, l'Api di Francesco Rutelli, gli eventuali transfughi del Pdl, Montezemolo e l'Mpa - piace al 22% degli italiani. Un dato interessante, soprattutto se confrontato con i risultati ottenuti dal centrosinistra e dal polo di centrodestra. La somma aritmetica di Pd, Idv, Sinistra e Libertà, i Verdi, Socialisti, Lista Bonino Pannella avrebbe un consenso del 36%. Mentre Pdl, Lega, Destra, Udeur e Noi Sud peserebbero il del 41%.
L’eventuale ingresso di un cartello centrista nell’agone politico causerebbe, sempre secondo il sondaggio, emorragie di voti sia nel partito del premier sia nel partito democratico. “Prendendo come riferimento le ultime elezioni europee - rileva Tonelli per Repubblica - il centrosinistra (36% nel sondaggio) perde circa il 4% ed il centrodestra (41% nel sondaggio) diminuisce del 5%”. Il perché di queste perdite secche è chiaro: Francesco Rutelli (cofondatore del partito di Bersani), con la sua fuga verso il centro avrebbe portato con sé almeno il 4% dei consensi.
Il Rutelli del centro destra potrebbe essere Fini. Una mina vagante che il presidente del Consiglio sta tentando di disinnescare. Perché il presidente della Camera porterebbe con sé quel 5% di fedelissimi (ma la campagna acquisti è in corso) che “guardano con interesse alle politiche sulla legalità portate avanti dal presidente della Camera”, spiega ancora Tonelli. Inoltre, anche qui, è necessario mettere sul piatto della bilancia l’eterna questione meridionale: in tanti, in questa parte dello Stivale, guardano con un certo timore alla deriva leghista di Silvio Berlusconi, ogni giorno di più ostaggio di Umberto Bossi. Infine, il cartello Rifondazione Comunista + PDCI di attesta all’1%. Davvero poca cosa per incidere nella politica italiana.
Ecco i dati di Repubblica
- Rifondazione Comunista + PDCI 1%,
- PD, IDV, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi, Socialisti, Bonino/Pannella 36%,
- Partito della Nazione, Generazione Italia, Api, Mpa, Montezemolo 22%, PDL, Lega, La Destra, Udeur, Noi Sud 41%.

 
07 luglio 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  

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