
Emma Marcegaglia con Silvio Berlusconi
Manovra, il lavori slittano a mercoledì. Marcegaglia: "Accolte le richieste delle imprese"
"Abbiamo espresso alcune perplessità sui temi fiscali e sul problema dell'articolo 45 che riguarda le rinnovabili. Qualche minuto fa ero al telefono con il ministro Tremonti e il presidente Berlusconi e penso di poter dire che le nostre richieste sono state accolte". Così Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, entrando all' assemblea degli industriali di Reggio Emilia, ai giornalisti che gli hanno chiesto delle perplessità ribadite anche ieri da Confindustria sulla manovra. La presidente ha inoltre spiegato che "dovremmo andare verso la soluzione dei problemi che avevamo sollevato". Inoltre Confindustria era contraria al tema dell'articolo 45 sulle rinnovabili “perché riteniamo invece che sia un settore su cui investire. Così come era, il provvedimento rischiava di dare un colpo molto duro a questo settore". "Mi pare di poter dire - ha concluso Marcegaglia -, poi attendiamo definitivamente le decisioni, che però questi temi dovrebbero essere risolti e sono state accolte le nostre richieste".
L’emendamento pensioni - Si profila uno slittamento dei lavori della commissione Bilancio sulla manovra. Intanto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontra ad Arcore il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Al centro del colloquio la manovra economica. Via libera dalla Commissione Bilancio del Senato all'emendamento sulle pensioni che attua l'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita dal 2015. L'emendamento, che era stato presentato dal relatore Antonio Azzollini (Pdl), passa con una correzione: è stato infatti approvato dalla Commissione un sub-emendamento di Maria Ida Germontani (Pdl) che prevede il secondo adeguamento nel 2019, e non più nel 2016. L'emendamento sulle pensioni prevede anche l'innalzamento dell'età pensionabile delle statali a 65 anni a partire dal 2012.
Le insistenze delle Regioni - Non si affievolisce il duro faccia a faccia tra Regioni e Governo sui tagli previsti dalla Manovra. La temperatura dei rapporti continua a mantenersi incandescente, e ciò accade significativamente nella settimana in cui, si presume, potrebbe tenersi l'incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio. Secondo molti addetti ai lavori, infatti, il tanto invocato confronto tra premier e Regioni - ma anche comuni, province e comunità montane - potrebbe svolgersi già tra domani e mercoledì, cosa che faciliterebbe il compito alla Conferenza delle Regioni, che avrebbe tutto il tempo di approfondire eventuali controproposte nella riunione già indetta per giovedì 8 luglio. Nel frattempo le Regioni non mollano e anzi replicano alle polemiche di queste ultime ore sui dati emersi circa le ridotte capacità delle realtà del Sud di attingere ai fondi europei.
Le proteste di Vasco Errani - E sembra legato a quest'ultimo aspetto il tono acceso del presidente Errani, il quale quest'oggi ha parlato apertamente di "cortina fumogena", che a suo dire servirebbe soltanto "a coprire una manovra che le Regioni e gli enti locali giudicano insostenibile e che finirebbe per penalizzare i cittadini". Naturalmente non senza rilevare che "non si affronta il gap che ancora oggi separa il Mezzogiorno dal resto del Paese con accuse ingenerose e superficiali alle amministrazioni del Sud". Ancora più diretto con il ministro Tremonti Errani è stato in un'intervista al Tg3, in cui ha tra l'altro confermato l'intenzione delle Regioni di restituire le deleghe loro assegnate dalla legge Bassanini se il governo confermerà il taglio di 4 miliardi, perché senza quei fondi "non sarebbero più in grado di esercitarle": "il ministro deve cambiare modo di rivolgersi alle Regioni: le istituzioni si devono rispettare; polemiche e offese non fanno bene al Paese". Quindi l'auspicio di un "tavolo" in cui "guardare a tutti gli sprechi".
Regioni-Governo dialogo impossibile - Ma un concetto cui Vasco Errani sembra tenere oltremodo è la forte sintonia venutasi a creare in queste ultime settimane tra lui e il resto dei governatori italiani e anche con Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente dell'Associazione nazionale dei Comuni, con Giuseppe Castiglione, presidente della provincia di Catania e presidente dell'Unione delle Province d'Italia, e con Enrico Borghi, leader dell'Unione delle Comunità montane. Un fronte compatto, almeno in questa prima fase in cui non è ancora stata decisa nei dettagli una diversa ripartizione dei tagli, che consente a Errani di usare bastone e carota. "Dobbiamo reagire per senso delle istituzioni alla campagna di delegittimazione in corso - avverte - anche se "continuiamo a ricercare il dialogo, pronti ad assumerci in modo equo e proporzionale le nostre responsabilità nell'azione per il controllo della spesa pubblica".
05 luglio 2010
Redazione Tiscali
