La casa con vista sul Colosseo continua a essere oggetto di scontro tra il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e l’opposizione, soprattutto l’Italia dei Valori che oggi ha presentato una mozione di sfiducia. “Quanto sta emergendo sul coinvolgimento del ministro Scajola, sull'acquisto di immobili, é di una gravità inaudita. Per questo l'Idv ha deciso di depositare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Scajola e ci auguriamo che le altre forze politiche non si tirino indietro”, hanno affermato Antonio Di Pietro e Massimo Donadi, primi firmatari del documento. Ecco il testo della mozione presentata alla Camera dei Deputati
premesso che:
da notizie di stampa il nome del Ministro Scajola compare nell’inchiesta di Perugia inerente gli appalti per i “Grandi eventi” nell’ambito del filone relativo all’architetto Angelo Zampolini, collaboratore di Diego Anemone, costruttore già indagato per riciclaggio;
Zampolini, secondo i Pubblici Ministeri che seguono l’indagine, risulta aver versato 900.000 euro in contanti agli sportelli di una banca di Roma, ottenendo l’emissione di 80 assegni circolari “all’ordine” delle proprietarie di un appartamento a Roma acquistato nel luglio del 2004 dal Ministro Scajola;
Zampolini risulta indagato con l’accusa di riciclaggio per avere ostacolato l’identificazione della provenienza di denaro da delitti contro la Pubblica Amministrazione in relazione alle somme versate per assegni circolari poi usati nell’acquisto della casa di Scajola;
ben quattro testimonianze, un atto notarile e numerose tracce bancarie documentano che il ministro per lo Sviluppo economico conosceva la provenienza degli 80 assegni "neri" che, nel luglio del 2004, per un valore di 900 mila euro, servirono per pagare più della metà della sua casa al civico 2 di via del Fagutale a Roma;
nel luglio del 2004. stando alle notizie di stampa, risulta che il Ministro Scajola avrebbe coinvolto Diego Anemone, il "costruttore che governa i Grandi Appalti”, nell’acquisto per suo conto di un appartamento a Roma e il costruttore Anemone a tal fine si sarebbe rivolto all’architetto Angelo Zampolini, per fare da mediatore;
le sorelle Papa, venditrici dell’appartamento acquistato da Scajola a 1.710.000 euro, pare abbiano testimoniato di aver ricevuta subito 200 mila euro in contanti dalle mani del ministro e 80 assegni circolari alla firma del rogito nell’ufficio del Ministro;
Anemone,– a quanto risulta dai verbali degli inquirenti,- risulta abbia consegnato 900 mila euro in contanti all'agenzia 582 della "Deutsche bank" perché venissero cambiati in 80 assegni circolari intestati alle due sorelle Papa. Ottanta, perché gli assegni circolari devono avere importi inferiori ai 12 mila e 500 euro, soglia oltre la quale la banca è tenuta a segnalare l'operazione al circuito interbancario e alla Guardia di Finanza;
sul fatto sarebbe stata già acquisita agli atti la testimonianza di Laid Ben Fathi Hidri, autista tunisino di Angelo Balducci, che ebbe il compito di prelevare i soldi in contanti e di consegnarli al professionista;
la banca, ha comunque segnalato l’operazione al circuito interbancario quale "operazione sospetta di frazionamento";
il notaio Gianluca Napoleone, che redige e convalida la compravendita, dà infatti atto oltre che della sua presenza, del ministro Scajola e delle Papa anche degli ottanta assegni della "Deutsche" per un valore di 900 mila euro e di alcuni assegni del banca San Paolo Imi per 600 mila euro. Quest'ultima cifra- 600 mila euro- corrisponde al "prezzo in chiaro" della casa, quello per cui a nome di Scajola risulta acceso un regolare mutuo con la banca San Paolo IMI;
di fronte ad un’indagine ancora in corso, gli elementi a disposizione della magistratura richiedono un chiarimento su quanto sia davvero accaduto, e il solo sospetto di aver ricevuto soldi da un imprenditore che ha ottenuto appalti milionari, spesso a trattativa privata, è un’ombra che un uomo delle istituzioni deve chiarire al più presto;
visti gli articoli 94 della Costituzione e 115 del Regolamento della Camera dei deputati; esprime sfiducia al Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e lo impegna a rassegnare le dimissioni.
Di Pietro, Donadi, Borghesi, Evangelisti, Barbato, Cambursano, Cimadoro, Di Giuseppe, Di Stanislao, Favia, Aniello Formisano, Messina, Monai, Mura, Leoluca Orlando, Paladini, Palagiano, Palomba, Piffari, Porcino, Razzi, Rota Scilipoti, Zazzera
03 maggio 2010
Redazione Tiscali