Accusato dalla procura di Perugia di aver
acquistato un appartamento con vista sul Colosseo con assegni che attingerebbero ai conti dall'imprenditore Diego Anemone, il ministro Claudio Scajola ha fatto sapere attraverso la stampa di non aver alcuna intenzione di riferire in Parlamento su come si sono davvero svolti i fatti. Per questo l’IDV ha deciso di presentare -
prima firma Di Pietro-Donadi - una mozione di sfiducia nei suoi confronti. “Berlusconi anche da questo punto di vista ha fatto scuola: negare sempre tutto, anche l’evidente. Tanto poi ci pensa Alfano. Che, non a caso, si appresta a varare un lodo anche per i ministri. Perché mai si dovrebbe preoccupare Scajola? Entro un mese sarà approvata una norma ad hoc anche per lui”, commenta Massimo Donadi.
Nel suo blog il capogruppo di Italia dei Valori alla Camera (membro della Commissione Affari Costituzionali) ha spiegato perché non crede a quanto dice Scajola: “Non sono io a dirlo, sarebbe scontato, ma il vicedirettore del
Giornale Nicola Porro, che proprio ostile ostile a questo governo non è… Ora, se persino il vice di Feltri dice che le parole del ministro, (ho comprato l’appartamento a costo di mercato) sono un “insulto all’intelligenza”, non si comprende per quale motivo questo signore debba restare al suo posto”.
Il centrodestra è costretto alle corde non solo dalla maggioranza ma anche da Fabio Granata, un deputato che parla per conto della corrente finiana. Ma il ministro non molla. Secondo lei perché?
“Per il momento la vicenda la conosciamo soltanto per quelle che sono le emergenze processuali. La situazione – comunque - mi appare piuttosto grave: perché gli assegni esistono e perché sembra ci siano testimoni che confermano le circostanze. Al di là degli aspetti giudiziari – che non spetta alla politica valutare - ciò che è inquietante è che ancora una volta emergono una serie di fatti collegati allo scandalo protezione civile. Fatti che dimostrano che il sistema Anemone è arrivato sino ai piani più alti del nostro governo. Questa é la dimostrazione che il sistema corruttivo è diffuso e generalizzato, il cui fine è quello di pervertire le funzioni pubbliche per piegarle all’interesse privato di una o più ditte”.
Gli uomini di Silvio Berlusconi fanno di tutto pur di mantenere e ad accrescere il proprio potere. Davvero l’etica della politica è questa?
“Ancora una volta emerge come da parte di questa maggioranza - anche di fronte a accuse pesanti e in qualche misura riscontrate di illeciti - non c’è mai la volontà di dare spiegazioni agli italiani. C’è sempre una manfrina ormai collaudata: il soggetto interessato, sia il Cosentino di turno, sia Fitto, sia chi deve essere, presenta le dimissioni. Che puntualmente sono respinte con soddisfazione delle parti in causa. Con in più la sfrontatezza di dire - invece di spiegare come sono arrivati quei soldi – “adesso scoprirò chi mi ha incastrato”. Davvero questo maggioranza ha ormai perso ogni ritegno e il senso dell’etica pubblica”.
C’è chi ha scritto che a incastrare il Ministro siano stati i finiani e alcuni ambienti della Lega. La maggioranza è alla fine della sua corsa?
“Sono dietrologie tipiche della politica italiana: il punto non è se qualcuno l’ha incastrato oppure no. Se qualcuno l’ha incastrato ha fatto pure bene, se i fatti sono veri. Il punto è scoprire se questi fatti sono accaduti oppure no: se fosse vero che un ministro con responsabilità straordinarie sullo sviluppo del Paese si fa corrompere in questo modo – già solo il sospetto è qualcosa che lacera le coscienze - e l’indifferenza del ministro Scajola e di tutto il governo di fronte a questo è l’ennesimo schiaffo in faccia. Soprattutto agli elettori che pensando di avere un governo che si sta ponendo il problema di come risolvere la crisi economica. Invece sono lì a litigarsi la poltrona di vice capo gruppo alla Camera”.
Il Ministro non ha alcuna intenzione di presentare le sue dimissioni. Frutto dei consigli di Berlusconi?
“Berlusconi ha una personalità che, complice il predominio pressoché assoluto della comunicazione televisiva, gli consente di illudere ancora tanta brava gente che sta lì per pensare a loro. Però tanta autocritica la deve fare anche il centro – sinistra. Perché, nonostante tutto, la maggior parte di chi vota Lega oggi non vota le smargiassate o le “padanate” leghiste: dà un voto che vuole ancorato al centrodestra ma distinto da Berlusconi. Il grave è – quindi - un centrosinistra che fin qui non è stato credibile per una parte importante degli italiani come coalizione capace di governare”.
Questo governo dà la sensazione di reggere anche perché l’opposizione ha paura di farlo cadere. E' davvero così?
“Noi siamo stati chiamati a responsabilità di governo una volta per due anni e con un ruolo marginale, allora avevamo il 2%. Oggi ritengo che gli italiani ci diano il loro consenso per come facciamo opposizione. Non perché noi abbiamo la vocazione di antagonisti ma perché questo è stato il mandato costituzionale che ci hanno dato gli elettori. Se gli italiani ci avessero voluto al governo avrebbero votato il centrosinistra. Noi siamo convinti di avere la coscienza a posto sia come singoli sia come partito. Per il futuro abbiamo una responsabilità collettiva: dobbiamo trovare un leader che sia coerente ad un progetto e avere una proposta seria e credibile per il governo del Paese. E allora - ne sono convinto - se saremo capaci e se sarà tangibile la serietà e l’importanza della proposta, la maggioranza degli italiani cambierà molto più facilmente opinione”.
03 maggio 2010