Pdl, Fini: "Berlusconi accetti dissenso, non tolgo disturbo", e i finiani firmano un documento di appoggio

"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui". Comincia con il celebre aforisma di Ezra Pound Gianfranco Fini, per spiegare alla comunità degli ex aennini, riuniti nella Sala Tatarella, che "Il Pdl lo avevamo immaginato diverso e ci sono fasi nella vita in cui bisogna sapersi guardare allo specchio". "Io voglio poter dire le cose che penso - dice Fini - senza essere accusato di tradimento. Il Pdl deve essere libero e non può essere il partito del predellino".
Berlusconi accetti il dissenso, non tolgo il disturbo - "La fase del 70 a 30 è finita. Mi auguro che Berlusconi accetti che esista un dissenso interno nel Pdl", ha detto Fini aggiungendopoi che  "chi ha interpretato il mio pensiero in questi giorni parlando di scissioni o di elezioni anticipate ha solo incendiato il dibattito. Quello che dovevo dire l'ho detto venerdì scorso. Chi ha aggiunto altro vuol dire che auspica che qualcuno se ne vada e io non ho nessuna intenzione di togliere il disturbo né di stare zitto".
Lega alleato importante ma no dominus - "Non ho posto questioni di organigramma ma è innegabile che la Lega, allegato importantissime e leale, sia anche in questo momento il dominus", ha detto il presidente della Camera. "Il mio spirito è costruttivo, ma anche un minimo di dignità è doveroso", ha aggiunto Fini che ha poi precisato come sia un "bene che sia stato convocato il congresso e la direzione, anche se il fatto che la direzione sia stata convocata per la prima volta in un anno ci deve far riflettere".
Nessun attrito con Tremonti - Dopo aver tuonato contro il peso eccessivo del Carroccio, Fini ha lodato il ministro dell’Economia ribadendo che il dibattito interno al Pdl "non è una riproposizione di attriti con Tremonti che anzi ha fatto un ottimo lavoro e senza di lui saremmo come la Grecia". Insomma per Fini "ora si apre una nuova fase e chi avrà più filo da tessere, tesserà”.
La difesa di Saviano - "Come e' possibile dire che Saviano con il suo libro ha incrementato la Camorra? Come si fa a essere d'accordo?". Questo è uno degli interrogativi che Fini pone al suo uditorio. "Nessuno nega che Berlusconi sia vittima di accanimento giudiziario, ma a volte dice delle cose sulle quali è difficile convenire...", osserva la terza carica dello Stato.
I traditori sono quelli che criticano alle spalle - "Noi abbiamo le spalle larghe", ha detto Fini facendo riferimento ad alcuna stampa che "ci additerà come traditori". Fini ha però osservato che nella maggior parte dei casi i traditori "vanno cercati tra chi davanti dice sempre di sì e poi critica alle spalle".
Ho posto questioni politiche, non personalistiche - "Non credo di avere attentato al partito o al governo dicendo che su alcuni temi c'è una distanza politica. Ho posto solo questioni politiche, mai personalistiche, e sempre con spirito costruttivo", ha ribadito la terza carica dello Stato precisando pure che "in questi 12 mesi non si può certo dire che io abbia contestato la gestione del partito: ho sollevato questioni solo politiche, mai questioni di organigramma. E visto che si è parlato di 'gelosia', 'invidia' o questioni di tipo personalistico, spero giovedì di chiarire che non è vero".
I finiani firmano un documento di appoggio - Alla riunione erano presenti in 54 ma, riferiscono fonti finiane, c'erano pure alcune ulteriori deleghe per esprimere fiducia a Fini. Dopo il discorso di Fini agli ex An, si è aperta la firma del documento di sostegno alle posizioni del co-fondatore del Pdl, che è stato molto applaudito, perché le esponga nella direzione di giovedì. Hanno firmato il documento trentasei deputati e 14 senatori ma altri parlamentari assenti hanno annunciato per delega la loro firma.
Aggiornare il progetto di rilancio del Pdl - "In merito alle polemiche che l'incontro tra Fini e Berlusconi ha suscitato nei media e nell'opinione pubblica, riteniamo necessario esprimere solidarietà a Gianfranco Fini, contro il quale sono stati espressi giudizi ingenerosi con toni a volte astiosi", recita il documento sottoscritto. "Per parte nostra riteniamo che le questioni poste da Fini meritino un approfondimento e una discussione attenta nelle competenti sedi di partito. Nel corso della Direzione di giovedì prossimo sarà lo stesso presidente della Camera a chiarire le sue proposte, aprendo un dibattito che ci consentirà di articolare e aggiornare un progetto di rilancio del Pdl, aperto alla partecipazione di tutte le componenti del partito".
No a scissioni ed elezioni anticipate - "La prospettiva di un'escalation - si legge ancora - e anche il solo parlare di scissioni e di elezioni anticipate, risultano incomprensibili per noi e per l'opinione pubblica che invece si aspetta una fase più incisiva dell'azione del nostro governo". "Bisogna quindi - si legge infine - riportare il confronto su un piano costruttivo, isolando quanti, più o meno consapevolmente, stanno in queste ore lavorando per destabilizzare il rapporto tra i cofondatori del Pdl. Per questi motivi confermiamo la fiducia a Fini a rappresentare tali istanze".
20 aprile 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  

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