Silvio Berlusconi dice no alla possibilità di un confronto pubblico con il leader dell'opposizione Pierluigi Bersani. "Non credo che sia opportuno in questo momento", ha spiegato, perché "le dichiarazioni quotidiane di Bersani nei miei confronti ci hanno fatto perdere la fiducia che si possa arrivare a un interscambio produttivo basato sulla realtà". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Bologna per una conferenza stampa in sostegno della candidata alla presidenza della Regione Anna Maria Bernini, ha risposto così a chi gli chiedeva un commento rispetto all'invito rivoltogli più volte dal Pd.
Non credo al dialogo con l’opposizione - "Per le riforme io non ho fiducia nella possibilità di un accordo dell'altra parte, che è un'opposizione del 'no' assoluto, che non ha mai votato con noi anche cose tranquille e per l'interesse pubblico. Noi abbiamo i numeri per approvare le riforme, se vorranno offrire la loro collaborazione bene, ma io non ci credo per come si sono svolte le cose negli ultimi due anni". La conferma del no al confronto arriva anche da Firenze dove il presidente del Consiglio ha partecipato a una conferenza stampa a sostegno della candidata Pdl.
Io sempre assolto in 16 anni - "Ho giurato sulle persone a me più care che le accuse rivolte a me in questi 16 anni non erano vere, ed ho avuto ragione", ha detto ancora il Cavaliere che ha pure ricordato di essere sempre stato assolto, tranne nei casi in cui è intervenuta la prescrizione, "il che significa - ha sottolineato - che i pm, pur nei tempi lunghi dei processi, non sono stati capaci di avvalorare la loro tesi accusatoria". La platea di simpatizzanti e iscritti ha accolto con un lungo applauso l'affermazione del premier.
Sono il recordman delle democrazie occidentali - "A chi parla di declino di Berlusconi, dico solo che dopo le elezioni avevo il 68% del consenso, adesso sono sceso al 61%, mentre Sarkozy è al 32%, la Merkel al 40% e Obama al 42%: io sono il recordman delle democrazie occidentali, come si può pensare che un leader al 61% sia in declino?", ha affermato il premier.
Io capopopolo? non mi dispiace - "Non mi dispiace essere definito un capopopolo". Così il presidente del consiglio ha commentato la recente definizione del segretario del Pd Pierluigi Bersani. "Il Popolo della libertà - ha detto Berlusconi - è nato dal basso, dalla gente, i partiti sono stati quasi obbligati ad aderire, abbiamo fatto nascere questa formazione in un anno e abbiamo vinto tutte le elezioni. Le differenze di vedute sono una ricchezza che ci arricchiscono, purché non diventino sterili contrapposizioni: in quel caso sarebbero una malattia".
La guerra di cifre per la manifestazione di sabato - All’indomani dalla
manifestazione romana del Pdl resta accesa la guerra di cifre fra la Questura, 150mila, e gli organizzatori del corteo: 1 milione. Tra il critico e l’ironico resta a guardare tutta l’
opposizione che per lo più si produce in commenti sarcastici. Per Bersani un milione erano quelli che Berlusconi avrebbe voluto in piazza, non quelli che effettivamente c’erano. Per il PdCI - Federazione della sinistra "dopo le leggi, ora anche i numeri ad personam". Anche per l’Idv al Pdl “serve un pallottoliere”, mentre tutta la maggioranza insiste sul successo del premier e del governo.
Berlusconi: non entro nel merito - "In queste manifestazioni tutti danno numeri che fa comodo dare, io non voglio entrare nel merito, dico solo che mi sono emozionato nel vedere tante persone e la qualità di queste persone, mi ha riscaldato il cuore". Il presidente del Consiglio ha risposto così a chi gli chiedeva un commento sui numeri della manifestazione di sabato.
Nostra manifestazione diversa da quella della sinistra - Nella manifestazione del Pdl, secondo Berlusconi, ci sono state "frasi miti e confronti civili: nulla che la possa paragonare alla manifestazione del centro sinistra del sabato prima, dove io sono stato paragonato a Saddam Hussein, Hitler, Mussolini e Nerone".
Astenersi è votare la sinistra - "Astenersi significa dare un voto alla sinistra",'ha sottolineato il premier rispondendo a una domanda sul pericolo che le prossime elezioni regionali possano vedere un calo di affluenza. "E' certamente un pericolo che esiste", ha proseguito il Cavaliere aggiungendo che "è obbligatorio e doveroso dare il voto a Lega Nord e Pdl visto quello che fa la sinistra".
21 marzo 2010