Angelino Alfano
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Politica

Inchiesta Trani, scontro istituzionale tra Alfano e Csm, Mancino: ispezione legittima ma no ad interferenze

L'ispezione disposta dal ministro della Giustizia a Trani è legittima, ma non deve interferire nelle indagini in corso in quell'ufficio giudiziario. Lo precisa il vicepresidente del Csm Nicola Mancino all'indomani della dura presa di posizione del Guardasigilli Angelino Alfano contro la decisione dell'organo di autogoverno della magistratura di aprire una pratica per verificare proprio i “confini” di quella ispezione. "Con la decisione di affidare alla sesta Commissione consiliare competente sull'ordinamento giudiziario al pratica proposta da molti consiglieri in seguito all'inchiesta della Procura di Trani, il comitato di presidenza del Csm - sottolinea Mancino - non ha messo in discussione la legittima facoltà del ministro di inviare ispettori in quell'ufficio. Il comitato ha, però, anche precisato che nessuna ispezione può interferire nelle indagini giudiziarie".
Alfano, pratica Csm su ispettori incostituzionale -"L'iniziativa del Csm di aprire una pratica contro un'ispezione disposta in base all'art. 107 della Costituzione, in relazione ai fatti che stanno accadendo a Trani, è quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo ed è un comportamento inaccettabile che viola la costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri". Lo afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. "Anziché aprire una pratica per controllare perché presso un ufficio giudiziario vi sia stata una gravissima violazione del segreto d'indagine, anziché verificare come e perché il Presidente del Consiglio, ministri e parlamentari siano stati intercettati e le telefonate anziché distrutte siano state messe a disposizione dei giornalisti, anziché investigare su come sia possibile che la competenza territoriale di questi fatti sia ancora oggi mantenuta a Trani in palese violazione di legge, anziché verificare come sia possibile che un'accusa sortisca contro il Presidente del Consiglio a pochi giorni dalle elezioni, il Csm, travalicando i propri poteri - sostiene il ministro - apre una pratica che, all'evidenza, tende a comprimere l'attività degli ispettori". "Tutto ciò - conclude il Guardasigilli - è a dir poco preoccupante e dimostra la volontà di certa magistratura di voler evitare che si faccia luce sulle patologie di inchieste che hanno una chiara ed ovvia valenza politica".
Dalle intercettazioni spunta il nome di Gianni Letta - Dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla procura di Trani spunta il nome Gianni Letta, stando a quanto risulta, dalle telefonate il sottosegretario alla presidenza del Consiglio era informato della strategia che doveva portare a "imbavagliare" le trasmissioni "sgradite" e a impedire, tra l'altro, nuovi interventi del direttore di Repubblica Ezio Mauro e del fondatore Eugenio Scalfari, che avevano criticato il premier in alcune trasmissioni. Letta sarebbe intervenuto dopo che Innocenzi e Masi non erano riusciti a farlo.
Il pm di Trani: agli ispettori nessuna notizia in più - "Tutto quello che non è stato reso noto agli indagati non sarà reso noto agli ispettori". Lo ha detto il pm di Trani, Michele Ruggiero, che ispettori inviati dal ministro della Giustizia per la vicenda Rai-Agcom inizino il loro lavoro. Poiché finora - a quanto si sa - gli indagati non hanno avuto alcuna notizia ufficiale sull'indagine in corso, è possibile ipotizzare che i magistrati tranesi opporranno il segreto istruttorio su gran parte degli atti dell'inchiesta nella quale è indagato anche il premier Silvio Berlusconi. Ruggiero ha ribadito di essere "sereno e tranquillo" ed ha confermato di essere l'unico sostituto procuratore tranese presente a Bari.
Premier, libertà mutilata  - ''Da quando sono sceso in campo, alla vigilia di ogni sfida elettorale, l'alleanza ormai scoperta tra la sinistra e una parte della magistratura interviene indebitamente nella campagna elettorale per influenzare il voto dei cittadini''. Lo scrive ai club della liberta' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.La vicenda della procura che controlla il presidente del Consiglio che parla al telefono è segno di una libertà mutilata e offesa", aggiunge Berlusconi al tg Studio Aperto su Italia 1. "Ci sono magistrati - prosegue - che spendono denaro per costose intercettazione a tappeto per ipotesi di reato su ciò che il presidente del Consiglio dice sia in privato sia in pubblico".
Bersani, basta polveroni, il premier pensi a cose concrete  - Il premier Berlusconi "smetta di alzare polveroni e si concentri sulle cose che contano per gli italiani". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha commentato le dichiarazioni del presidente del consiglio. "Berlusconi deve capire - ha detto Bersani parlando con i cronisti a Montecitorio - che noi non ci occupiamo di questioni giudiziarie, ma cerchiamo di occuparci di politica e dei problemi che riguardano i cittadini".
17 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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