Il premier, Silvio Berlusconi (Ansa)
Il premier, Silvio Berlusconi (Ansa) 

Politica

Trani, Berlusconi attacca i pm: "Sono scesi in campo per condizionare il voto"

Dopo l'intervento di Napolitano che ha chiesto rispetto per le ispezioni, arriva un nuovo attacco del premier Silvio Berlusconi alla magistratura. "I giudici sono scesi in campo", ha detto Berlusconi, che ha definito l'inchiesta di Trani "risibile". "Con quest'ultima risibile inchiesta di Trani - ha detto il premier - che tra l'altro ha visto la distribuzione delle intercettazioni telefoniche al 'Fatto' e agli altri loro giornali, i magistrati hanno catalizzato su questi temi la campagna elettorale e ci hanno impedito, ci impediscono, di parlare delle tante cose decisive che abbiamo fatto come governo. Soprattutto ci impediscono di fare i confronti tra i nostri successi dei nostri governi, nazionale e regionali, e quelle che sono le clamorose inefficienze e gli sperperi della sinistra".
Appello contro l'astensione - "La sinistra - ha detto il premier - si affanna nel dire che ciò che è successo in Francia dove ha votato soltanto un elettore su due, succederà anche in Italia - ha detto il premier in collegamento telefonico da Palazzo Grazioli con la manifestazione elettorale di Avezzano a favore del Pdl -. Ma io non credo che sarà così perché gli italiani sono saggi e sanno bene che non andare a votare significa avvantaggiare la sinistra". Nel corso del collegamento il presidente del Consiglio ha invitato "tutti" ad andare a votare il 28 e il 29 marzo, Berlusconi ha incalzato: "In piazza San Giovanni la nostra sarà una grande festa per difendere il diritto al voto, alla democrazia e a non essere spiati. In piazza diremo no alle menzogne, all'odio e all'invidia. Ancora una volta, alle prossime elezioni regionali, vinceremo".
Contro i magistrati - "I giudici hanno tentato di escludere le nostre liste guarda caso nelle due città più importanti e cioè Milano e Roma accusando i nostri rappresentanti quando invece sono stati proprio loro a violare le norme": così il premier ha ripercorso la vicenda del caos liste puntando il dito contro "i magistrati politicizzati che hanno dettato i temi della campagna elettorale. "Prima - ha spiegato Berlusconi - hanno parlato di Tangentopoli quando in realtà era una falsità e si trattava solo di casi isolati, da punire. Poi hanno addirittura schizzato fango su quello che abbiamo fatto in Abruzzo. Alla fine con il tentativo di escludere la lista del Pdl, guarda caso nelle due principali città di Roma e Milano, dando in più la colpa ai nostri rappresentanti che non avevano e non hanno alcuna responsabilità, quando ci sono stati invece dei magistrati che hanno violato in maniera grave alcune norme".
17 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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