Il Comitato di presidenza del Csm ha dato il via libera all'apertura della pratica, chiesta ieri dalla maggioranza dei consiglieri, sull'ispezione disposta dal ministro Alfano alla Procura di Trani. Il fascicolo sull'ispezione dovrà verificare se il mandato degli 007 di Alfano comporta interferenze con le indagini della procura che sono ancora in corso e che hanno coinvolto tra gli altri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
I consiglieri che hanno sottoscritto la richiesta di un'indagine del Csm (tutti tranne i tre laici del Pdl e dell'Udc) nutrono forti dubbi sulla bontà dell'iniziativa del ministro visto che ha incaricato i suoi ispettori di accertare "fatti e circostanze che riguardano esclusivamente l'attività giurisdizionale" e che dunque sono fuori dai loro poteri di indagine, come la competenza territoriale, l'ammissibilità delle intercettazioni telefoniche disposte, e i motivi della fuga di notizie. A compiere gli accertamenti sarà la sesta Commissione del Csm.
Mancino: l'ispezione non comprima l'indagine - Al termine della seduta, il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha poi voluto sottolineare che "l'indagine giudiziaria non può essere compressa dall'ispezione". Mancino ha spiegato che la pratica, richiesta dalla maggioranza dei consiglieri, "é stata affidata alla VI Commissione perché ribadisca i confini tra l'ispezione e l'indagine giudiziaria, che non può essere compressa dall'ispezione stessa". Il vicepresidente del Csm ha sottolineato che "bisogna rispettare l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati requirenti". E ha sottolineato come il mandato degli ispettori sia delimitato dalla Costituzione "con precisa attenzione nei riguardi dell'attività di indagine".
"Rispettare l'autonomia degli inquirenti" - Mancino ha escluso che nell'ambito di questa pratica il Csm possa convocare gli ispettori inviati dal ministro Alfano o il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo: "noi sappiamo quali sono i limiti della nostra attività". E alla domanda se sarà acquisito il mandato degli ispettori, Mancino ha risposto: "si tratta di una questione che adesso è nelle mani della VI Commissione".
16 marzo 2010