Il Presidente Napolitano (Ansa)
Il Presidente Napolitano (Ansa) 

Politica

Legge anti articolo 18, Mario Dogliani: "E' incostituzionale, Napolitano farebbe bene a rinviarla"

di Ignazio Dessì
Le norme introdotte dalla maggioranza di governo col disegno di legge 1167-B approvato dal Parlamento, che contengono secondo la Cgil e l’opposizione, il potere di scardinare i diritti dei lavoratori , sono attualmente all’attenzione del Presidente Napolitano che è chiamato a firmarne la promulgazione o rinviarle al Parlamento. Il provvedimento aggirerebbe le previsioni dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, specie nella parte in cui consente, nelle controversie con il datore di lavoro, di rivolgersi anche ad un arbitro e non solo al giudice, pur in momenti di particolare fragilità del dipendente, come quelli dell’assunzione o della trasformazione del contratto da tempo determinato a indeterminato. Molti esponenti di maggioranza mettono tuttavia in risalto che la Costituzione non contiene specifici riferimenti ai principi sul lavoro di cui si parla. Chi ha ragione? Abbiamo chiesto un parere al professor Mario Dogliani, docente di diritto costituzionale presso l’Università di Torino.
Professore, c’è chi sostiene che nella Costituzione non ci sono articoli che impediscono di superare l’articolo 18 della Legge 300. Cosa ne pensa?
“Bisogna considerare che per molti decenni si è inteso che l’attuazione della Costituzione fosse un procedimento cumulativo, per cui, man mano che si acquisivano delle garanzie in nome di essa, si diceva che queste non potevano essere più rovesciate. E’evidente che la tutela prevista dall’articolo 18 non è contenuta direttamente nella Carta fondamentale, però c’è stata una interpretazione legislativa che ha portato a questa conclusione. Quindi la tutela reale del lavoratore va considerata come costituzionalmente garantita”.
C’è in atto - dunque - una volontà di cambiamento dei criteri che hanno sempre governato il processo di realizzazione delle norme fondamentali dello Stato.
“Sì, oggi si registra un cambiamento di posizione. Anziché concepire l’attuazione del dettato costituzionale come un disegno lineare, si tende a dire che esso è un insieme di vincoli, dentro i quali la politica può agire. Nel passato la Costituzione era un disegno da attuare, oggi si tende a sostenere che fissa dei limiti, ma dentro questi la politica è libera di muoversi”.
E riguardo alla fattispecie di cui parliamo lei cosa pensa: il diritto del lavoratore viene intaccato o no?
“Non c’è dubbio che con questo provvedimento, per il lavoratore, ci sia un grave danno. E ciò rappresenta una profonda trasformazione nel sistema del diritto del lavoro. Perché il punto è che tale diritto, dopo lo smantellamento del sistema corporativo, ha sempre poggiato su due pilastri: il contratto collettivo nazionale e la legge. La tutela del lavoratore è sempre stata concepita come tutela giurisdizionale, e questo ora viene meno”.
Quindi il fatto di poter stabilire, all’atto dell’assunzione del lavoratore, che si ricorrerà sempre all’arbitro anziché al giudice è una diminuzione delle sue garanzie. Come fa un giovane che sta per essere assunto a dire di no e affermare che in caso di controversia vuole rivolgersi al giudice?
“Certo, è evidente. E’ giustissimo, non è nemmeno discutibile. Il lavoratore va protetto proprio quando si trova in posizione di maggior debolezza. Basti pensare che si è sempre sostenuto perfino il principio per cui, pendente il rapporto, non decorreva la prescrizione dei crediti di lavoro. Proprio perché, essendo il lavoratore in situazione di oggettiva inferiorità rispetto al datore di lavoro, doveva essere tutelato”.
La Costituzione, e le leggi di attuazione, in definitiva, hanno sempre teso a tutelare il lavoratore in quanto parte debole.
“Sì, in sostanza è così”
Se invece di un giudice, in caso di controversia, agisce un arbitro secondo equità questo principio viene meno?
“Questa è un’altra questione, che reintroduce le discussioni sulla preferenza per il giudizio di diritto o di equità. In teoria è anche controverso cosa voglia dire equità. Ma quello che conta, in questo caso, è la possibilità di mettere il lavoratore in una condizione nella quale è praticamente costretto a rinunciare alla tutela giurisdizionale. Ed è stupefacente come si sia arrivati a una simile decisione parlamentare in maniera così semplicistica”.
Secondo lei c’è stata anche poca mobilitazione dopo l’approvazione del ddl?
“In effetti non mi pare ci sia stata una grande mobilitazione sociale contro questa decisione della maggioranza”.
L’altra volta che si prospettò da parte del governo Berlusconi la possibilità di intaccare l’articolo 18 le piazze si riempirono di gente.
“Sì, in quel caso era un attacco diretto. E questo preoccupa, perché significa che gli attacchi diretti che hanno una forte portata simbolica scatenano forti reazioni, mentre quelli indiretti, dove bisogna fare un minimo di ragionamento, sono più difficili da tramutare in bandiere politiche”.
A questo punto, secondo lei, farebbe bene Napolitano a rinviare il provvedimento alle Camere?
“Sui poteri presidenziali di rinvio se ne sono dette di tutti i colori. Certo una attenta meditazione andrebbe fatta. Per altro è  una di quelle situazioni in cui, data la non urgenza, rifiutare la firma non significa creare una situazione irreversibile. Gli spazi per una riflessione ci sono ampiamente”.
In ogni caso, se anche il Presidente dovesse promulgare la legge, o la maggioranza dovesse, dopo il rinvio, riapprovarla, potrebbero essere sempre i giudici a sollevarne l’incostituzionalità.
“E’ chiaro che la promulgazione presidenziale non è una garanzia di costituzionalità”.
Come non ha molta rilevanza, a questo proposito, che il governo abbia firmato una sorta di “intesa” con Uil, Cisl e Confindustria per “riconoscere l’utilità dell’arbitrato”.
“Anche qui, si tratta di mosse dal sapore politico. Quello che conta è il libero apprezzamento del giudice. E’ molto probabile, secondo me, che ci sarà una raffica di ordinanze di incostituzionalità”.
Nonostante non ci sia un articolo preciso nella Costituzione da ritenere violato.
“Ripeto il parametro della costituzionalità non è costituito solo dalle norme della Carta ma dalle sue disposizioni interpretate in questo caso dallo Statuto dei lavoratori. Il problema culturalmente è molto interessante: siamo di fronte al primo caso clamoroso di revisione rispetto all’idea dell’attuazione cumulativa della Costituzione. Un salto grosso. E’ vero che nei momenti in cui lo scontro attorno alla Costituzione si fa duro, si finisce con l’avere della stessa una concezione meno poetica e più essenziale, ma dire che in questo contesto le norme non sono costituzionalmente dovute, è davvero pesante. Vorrei essere chiaro su questo argomento: io e molti altri abbiamo sempre sostenuto che una volta acquisiti i principi sulle tutele dei diritti non si può più tornare indietro”.
Cambiare strada significa quindi andare contro lo spirito costituzionale? 
“Io ritengo che l’attuazione costituzionale debba essere un processo cumulativo, poi dopo è ovvio che la Costituzione è revisionabile con le dovute garanzie e che le leggi di attuazione sono modificabili. Ma il tutto va fatto con grande circospezione, cautela, al termine di discussioni politiche molto approfondite e non con questa disinvoltura. Nessuno sostiene che la Costituzione è un tabù, o tantomeno le leggi attuative, però in uno Stato costituzionale i poteri di revisione ed emendamento vanno trattati con grande cautela. Tanto da pretendere un tendenziale principio di unanimità per modificare previsioni di valore costituzionale”.
 

 
15 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

Segui Tiscali Su:

Bottle sharing: condividendo si risparmia?

La tua opinione

Bottle sharing: condividendo si risparmia?
Dal Vinitaly l'ultima proposta nel campo del risparmio.  

Vai al sondaggio

 
Le rubriche

Né di qua né di là

Le rubriche
Importanti firme commentano i principali fatti di cronaca, economia, società e ambiente

Gioca e divertiti!

Amazon

Gioca e divertiti!
Realizza combinazioni spettacolari e salva le specie in via di estinzione. Effetti d'acqua renderanno il gioco divertentissimo!

Incontra online milioni di single!

Sono:
Cerco:
Età:   
Dove:
Con foto:

Cerca casa
nel portale immobiliare n°1

da a
Auto usate | Cerca auto nuove
AutoScout24
Marca
Anno
© Tiscali Italia S.p.A. 2012  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali