Dopo la
bocciatura dal parte Tar del Lazio del regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella parte che blocca i talk show in periodo elettorale, si registrano le prime reazioni di politici e conduttori.
Bersani: ora il Cda rai riapra i programmi - "Il Tar ha ripristinato criteri saggi e assennati mostrando l'assoluta irragionevolezza delle norme che bloccano i programmi di dibattito politico. Ci aspettiamo che tali criteri siano fatti propri anche dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai e che tutto il sistema sia messo nelle stesse condizioni": lo afferma Pier Luigi Bersani, segretario del Pd. "Il rischio è che il solo servizio pubblico rimanga ostaggio di norme che limitano libertà e discussione”, conclude.
Gentiloni: si riunisca subito il Cda Rai - "Quella norma era in contrasto con la legge sulla par condicio che distingue chiaramente tra programmi di informazione e tribune elettorali e violava apertamente la sentenza 155 della Corte Costituzionale. Ora la Rai deve intervenire". Lo dichiara Paolo Gentiloni, presidente Forum ICT del Pd.
Santoro: provvedimento illegale - Dello stesso avviso Michele Santoro, conduttore di Annozero, uno dei programmi vittima del regolamento interno Rai che ha ispirato quello dell’Agcom. "Si comincia a smantellare il castello di illegalità", commenta Santoro che ora attende dalla Rai un comportamento consequenziale e ricorda di aver sempre sostenuto l'illegittimità delle disposizioni sulla par condicio. "Aspettiamo ora di capire le motivazioni per vedere quanto il Tar intervenga anche se indirettamente sul regolamento della Commissione di Vigilanza".
Floris: "La sentenza del Tar è un'ottima notizia" - "Soprattutto per i colleghi delle TV private che possono immediatamente tornare a fare il loro lavoro. Spero che, al di là dei tecnicismi, anche la Rai sappia cogliere il senso profondo di una sentenza che, evidentemente - continua il giornalista -, riapre anche la nostra vicenda. Spero che già dalla prossima settimana tornino in onda Ballarò, Anno Zero, Porta a Porta e L'ultima parola". Floris per lunedì ha anche convocato una conferenza stampa nella sede della Fnsi in cui presenterà il suo Giro d'Italia, il talk show itinerante organizzato durante la sospensione degli approfondimenti Rai.
Giulietti: la Rai riapra subito i talk show - "Finalmente una buona notizia, non avevamo dubbi. Il Tar del Lazio ha deciso di levare il bavaglio alle trasmissioni soppresse accogliendo il ricorso presentato da Sky e Telecom Italia Media": è questo il commento del portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. "L'Agcom si era vista costretta, almeno questa era la loro tesi, ad estendere l'assurdo regolamento al privato per non creare disparità con il settore pubblico - aggiunge -. La decisione del Tar non può che comportare una immediata decadenza del regolamento anche per il servizio pubblico. Siamo sicuri che le Autorità di garanzia e il Cda Rai vorranno immediatamente recepire questa decisione e in particolare la Rai vorrà comunicare l'immediata riapertura di tutte le trasmissioni arbitrariamente soppresse. Soppressione - conclude Giulietti - che ha creato forte indignazione e che ha fatto sì che l'esposto presentato da Articolo21 abbia raccolto oltre 20 mila firme in poche ore".
Capezzone: il Pd vuole i comizi di Santoro e Travaglio - "Il Pd vorrebbe comizi televisivi finali, nelle due ultime settimane di campagna elettorale, di Santoro e Travaglio, senza regole e senza parità, con la consueta aggressione contro Berlusconi e il linciaggio verbale di qualche ospite malcapitato. Tutto questo, peraltro, a spese del contribuente che paga il canone", lo afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "L'onorevole Gentiloni e il Pd sono molto confusi - aggiunge -. Non c'é, oggi, nessun bavaglio. Se il Pd ha dubbi, può chiederne notizia al relatore del provvedimento approvato in Commissione di vigilanza (ovviamente, non toccato dalla pronuncia di oggi del Tar, che riguarda le reti private), che si chiama Beltrandi, ed è un radicale eletto nel Pd e iscritto al gruppo del Pd, lo stesso di Gentiloni e Bersani".
Beltrandi: la decisione del Tar non muta le regole dei talk show - Chiamato in causa da Capezzone il radicale Beltrandi afferma che la decisione del Tar non muta le regole per i talk show. "A quanto si apprende, il Tar Lazio avrebbe sospeso un solo comma, il 2, dell'articolo 6, della delibera dell'Agcom che applica la par condicio alle televisioni private in occasione delle regionali del 27 - 28 marzo 2010 - spiega -. Qualora tale notizia si riveli fondata occorre chiarire che: si tratta di sospensiva, il Tar non è entrato nel merito, lo farà solo il 6 maggio. La sospensione del comma 2 dell'articolo 6 non riguarda le nuove norme approvate per i talk show, che sono soltanto al comma 5 dell'articolo 6 della delibera dell'Agcom. La delibera della Vigilanza sulla Rai tv è stata invece pienamente confermata dal Tar Lazio che ha rigettato la richiesta di sospensiva avanzata".
Gasparri, dal Tar la prova che la legge è superata - "La sentenza del Tar sulla par condicio dimostra ancora una volta di più quanto sia superata questa legge": lo dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. " Ma al di là dei cavilli, anche in questo caso bisogna privilegiare la sostanza. Subito dopo le elezioni vanno varate norme nuove che garantiscano il pluralismo, ma che superino una normativa, quella voluta dalla sinistra che prima l'ha invocata e adesso si lamenta, che crea rigidità eccessive e che apre la strada a un contenzioso interminabile".
Ordine dei giornalisti: col Tar prevale il buon senso - "Il buon senso alla fine prevale. La decisione del Tar del Lazio restituisce ai cittadini il diritto di sapere per una scelta consapevole in occasione delle elezioni regionali e mette i giornalisti in condizione di onorare il loro dovere di informare": è il commento del presidente e del segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca e Enzo Iacopino.
12 marzo 2010