Il decreto salva-liste è "illegittimo" innanzitutto perché il legislatore statale ha "invaso la sfera di competenza" riservata alle Regioni (art. 122, comma 1 della Costituzione), e in secondo luogo perché il provvedimento non ha una "natura interpretativa" ma "innovativa". E' essenzialmente sulla base di queste due ragioni, supportate da recenti pronunce della Corte Costituzionale, che il professor Federico Sorrentino chiede alla Consulta, in un ricorso di 23 pagine depositato stamane a nome della Regione Lazio, la bocciatura del decreto varato la scorsa settimana in Consiglio dei ministri. Non prima, però, di aver sollecitato la Corte a sospendere in via cautelativa il provvedimento.
Competenze regionali e nazionali - "In seguito alla riforma costituzionale del '99, in materia di elezioni del Consiglio e del Presidente regionale, al legislatore statale spetta il “solo” potere di fissare i principi fondamentali della materia, mentre - si precisa nel ricorso - è di competenza delle regioni la disciplina di dettaglio del procedimento elettorale". E su questa materia la Regione Lazio è intervenuta con la legge regionale n.2 del 2005.
L’interpretazione è delle regioni - Dunque, non solo il dl elude il "limite" posto al legislatore statale dall'articolo 122, comma 1, della Costituzione, ma è andato anche oltre in quanto "nelle materie di spettanza del legislatore regionale, come quella in esame, solo quest'ultimo può interpretare le norme esistenti".
Innovazione e non interpretazione - E ancora: "l'invasione nella sfera riservata al legislatore statale - è scritto nel ricorso - è ancora più grave ed evidente se si tratta di una disciplina solo fittiziamente interpretativa ma in realtà innovativa", in particolare su due punti: dove prevede che la presentazione delle liste debba avvenire entro i termini stabiliti non più presso la cancelleria ma con il solo ingresso nei locali del Tribunale; nel punto in cui "trasforma" la "carenza delle forme richieste 'ab substantiam' per la validità dell'autenticazione in una 'irregolarità' meramente formale".
Incostituzionale - Infine, nel ricorso della Regione Lazio alla Consulta si chiede di dichiarare illegittimo il dl perché "vulnera la funzione giurisdizionale ed altera le garanzie del giusto processo in contrasto con gli articoli 24,102, 104 e 11 della Costituzione", oltre che per violazione degli articoli 72, comma 4, e 77, comma 2, sulla riserva di legge e per assenza di presupposti di necessità e urgenza del decreto.
11 marzo 2010