Bersani vuole trasferire serenità al suo elettorato. “Io vado alla manifestazione di sabato con grandissima tranquillità", dice il segretario del Pd in una intervista su Repubblica Tv a proposito dei timori di un possibile 'attacco' di Antonio Di Pietro dal palco. Parlando di possibile critiche al Quirinale durante la manifestazione, Bersani ha detto: "Questa cosa la escludo. Abbiamo una piattaforma, secondo la quale il governo porta piena responsabilità del decreto. E' un punto indiscutibile della piattaforma e tutti la rispetteranno”. Poi il segretario pi diessino ha annunciato che si “faranno diverse manifestazioni in tante città e porteremo il tema propositivo della democrazia e del lavoro. E poi lo collegheremo al tema della democrazia. Questa è l'impostazione che verrà interpretato in modo univoco".
"L'Italia ce la farà" - A Bersani è stato chiesto se non teme che "dieci teste calde" possa rovinare la manifestazione con uno striscione, con una successiva strumentalizzazione da parte del Tg1. "Per l'amor di Dio - ha replicato - Abbiamo il capo del governo che va in piazza come capo partito, che insulta prefetti, magistrati, spero ci sia qualche striscione lì e il Tg1 lo riporti. Capisco che ci fanno sempre le pulci, ma il problema è di là”. Bersani si è inoltre detto convinto che “l’Italia ce la farà. Gli italiani ce la faranno, ma non con un governo che sta con le mani in mano. Lo scorso anno - ha ricordato Bersani - il Pil è sceso di 5,1 punti, un record di caduta. Per recuperare dobbiamo correre".
"Il comportamento di Berlusconi è inaccettabile" - "Ieri - ha continuato il leader di centrosinistra - ho visto un capo popolo, un capolista, non il capo del governo. Esiste una giurisdizione, una legalità, venga rispettata". Il segretario del Pd ha ricordato la propria proposta, e cioé che entrambi gli schieramenti rinuncino ai ricorsi: "si apra la campagna elettorale per discutere di qualcosa di pertinente alle condizioni di vita e di reddito dei cittadini. Da parte nostra siamo orientati su questo, a parlare di democrazia e lavoro. Avrei potuto capire - ha proseguito il segretario del Pd - che uno, riconoscendo i propri errori, avesse posto un problema di pienezza di partecipazione degli elettori, ma per tutte le liste, non solo per una. Invece è stata presa la strada dell'arroganza. Il governo del fare fa le regole da sé, e questo è insuperabile per noi". E se il Consiglio di Stato darà ragione al Pdl del Lazio? "Rispettiamo i passaggi - ha replicato l’esponente della sinistra - vedremo. E poi non ce la siamo mica cercata noi. Non ci si chieda che per errori loro noi si addivenga a stracciare le regole". Bersani ha quindi criticato la conferenza stampa di ieri del premier: "Lui si inventa i fatti, i verbali, le procedure. Ha insultato magistrati, prefetti, forze dell'ordine. Quando il Tar ha dato ragione a Formigoni qualcuno ha sentito noi insultare i giudici? Il comportamento di ieri di Berlusconi è inaccettabile".
"Puntiamo ad avere la maggioranza" - Il Pd, secondo Bersani, punta a vincere la maggioranza delle tredici Regioni in cui si vota il 28 marzo. "Noi siamo competitivi in molte Regioni - ha detto - e puntiamo ad averne la maggioranza, poi vedremo. Due mesi fa eravamo descritti nella riserva indiana, con una prateria davanti alle cavalcate della destra di Berlusconi, ora è cambiato". Quindi, è stato chiesto, puntate almeno al 7 a 6? "sarebbe già un bel risultato", ha replicato il segretario.
11 marzo 2010