La dichiarazione di Berlusconi tesa a seminare ottimismo, secondo cui “stiamo iniziando la risalita” dalla crisi, ha avuto l’effetto di scatenare le reazioni dell’opposizione che i segnali di questa ripresa sembra non avvertirli. "Come si permette il premier di seminare ottimismo sull'uscita dell'Italia dalla crisi, quando proprio ieri l'Istat ha certificato il crollo più alto del Pil dalla fine della seconda guerra mondiale?", sbotta il presidente dei senatori dell'Italia dei Valori Felice Belisario. "Del resto - aggiunge - da questo presidente del Consiglio, incapace di rispettare le più elementari regole della democrazia e storicamente abituato a raccontare menzogne agli italiani, non possiamo che aspettarci atteggiamenti irresponsabili come quello di oggi. La paura - prosegue Belisario - è passata solamente al premier grazie al legittimo impedimento, votato addirittura con due fiducie. Viceversa, gli italiani continuano ad avere il sedere a terra e la loro condizione peggiora di giorno in giorno".
Epifani: "Manca una vera strategia anti-crisi" - Di “mancanza di una strategia per affrontare la crisi” parla invece il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. "Si parla poco dei problemi del lavoro e non è un caso. C'é una sottovalutazione voluta della questione dell'occupazione e della crisi. Quasi come non parlare della crisi serva a risolverla", ha sostenuto il sindacalista, conversando con i giornalisti durante il congresso provinciale del sindacato a Bolzano. "In Europa - ha aggiunto - ci sono tanti scioperi come risposta alla crisi. In Italia i sindacati riescono invece fare qualcosa unitariamente solo a livello territoriale, mentre a Roma questo non funziona. Per gli altri la crisi si ferma evidentemente in periferia e non arriva al centro. Nessuno mette in discussione il problema del deficit, altri paesi hanno però investito nella ricerca e nella formazione e hanno ridotto le tasse sui consumi e sulle famiglie", ha detto il segretario della Cgil. Secondo Epifani, l'Italia paga "con una ripresa che stenta ad arrivare e con un livello di consumi sempre più basso. In questo modo si allontaneranno sempre di più le varie parti dell'Italia, penso soprattutto al Mezzogiorno".
De Magistris: "Non si capisce di cosa rallegrarsi" - "Per l’europarlamentare dell’Idv Luigi De Magistris, "è paradossale sentir parlare il presidente del Consiglio di ottimismo e fiducia, quando i lavoratori stanno per scendere in piazza per partecipare allo sciopero indetto dalla Cgil. La crisi in atto darà i suoi frutti amarissimi anche quest'anno e, mancando una politica industriale seria da parte del Governo, non si capisce perché il Paese dovrebbe rallegrarsi e avere speranza".
Serracchiani: "Barzellette" - Ironizza invece Debora Serracchiani del Pd quando afferma che "se una nave è in pericolo il capitano non deve dire all'equipaggio di adottare contromisure e mettersi il giubbotto salvagente, ma deve prima di tutto raccontare barzellette per tener su il morale”. Sul suo blog l'europarlamentare aggiunge che "le frasi di Berlusconi dovrebbero preoccuparci ancor più di tante altre, perché ci danno la misura esatta di come quest'uomo, che sta guidando l'Italia è capace di stravolgere la realtà".
Ventura: "Racconta la realtà che vorrebbe, non quella che c'è" - Una asserzione che si accorda con quella di Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del Pd, pronto a sottolineare come "Berlusconi ama raccontare la realtà non per quella che è, ma per quella che vorrebbe che fosse. E così parla di risalita, di uscita da un momento di forte crisi economica, citando soltanto uno dei dati diffusi ieri dall'Istat: la ripresa della produzione industriale a gennaio a fronte di un crollo del Pil del 5,1% durante l'anno passato. Il peggior dato dal 1971, ma il presidente del Consiglio che ha negato la crisi non se n'é accorto".
11 marzo 2010