Il governo "darà parere negativo all'emendamento" che allunga la durata della cassa integrazione ordinaria da 52 a 78 settimane. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, rispondendo ad una domanda sull'emendamento approvato dalla commissione Lavoro della Camera. Sacconi ha affermato che è una "norma inutile", perché i nuovi strumenti già "proteggono bene" i lavoratori delle aziende in crisi. In particolare, Sacconi ha sottolineato che è stata semplificata la procedura per la cassa straordinaria e che con la cassa in deroga si coprono "duttilmente e flessibilmente per un tempo anche indefinito tutti i lavoratori che hanno i requisiti".
Orario flessibile - Il governo chiederà a imprese e sindacati di lavorare ad un "avviso comune" sull'orario di lavoro, in modo da renderlo più flessibile e conciliare lavoro e famiglia, ha proseguito il ministro. "Chiederemo un avviso comune tra le parti per modulare gli orari di lavoro e conciliare lavoro e famiglia". Tra gli strumenti, secondo il ministro, potrebbe esserci la banca del tempo, perché spesso per le esigenze familiari può bastare anche una mezz'ora e la flessibilità nell'utilizzo del tempo di lavoro. "Domani è un primo incontro - ha detto - chiediamo un tavolo tra azienda e sindacati, magari con l'assistenza del ministero".
Di Pietro: si vergogni - "Il ministro del non lavoro, Maurizio Sacconi, conferma la sua missione di odio contro i lavoratori italiani: dovrebbe vergognarsi. Infatti, di fronte ad un parere della commissione Lavoro della Camera, che allunga la Cassa integrazione ordinaria, egli frappone il no del governo con motivazioni risibili e provocatorie". "Infatti - prosegue- il ministro del non lavoro sa bene che la cig straordinaria presuppone processi di ristrutturazione con gravi conseguenze occupazionali, mentre quella ordinaria permette al lavoratore di mantenere il normale rapporto di lavoro e alle aziende di non perdere importanti professionalità e competenze frutto di anni di collaborazione e investimenti formativi. L'Italia dei Valori si augura che il Parlamento sappia farsi rispettare di fronte a chi per mestiere dovrebbe rappresentare gli interessi dei lavoratori ed invece continua a minarne i diritti fondamentali. Noi continueremo a batterci duramente in Parlamento e in piazza per difendere precari, disoccupati, pensionati e tutte le altre fasce deboli".
Il Pd: il governo occulta la sua inadeguatezza - "La decisione del governo di respingere la proposta avanzata dal Pd di allungamento della durata della Cig, peraltro condivisa dalla stessa maggioranza in commissione, negandone l'utilità, si può spiegare solo con il tentativo di voler occultare fino alla fine l'inadeguatezza delle misure adottate contro la crisi". Lo ha detto Emilio Gabaglio, presidente del Forum Lavoro del Pd. "Il governo - ha detto Gabaglio - si è assunto l'onere di privare i lavoratori di una protezione più che mai necessaria in questo momento di crisi. Il ministro Sacconi è prigioniero della sua stessa propaganda al punto da non vedere la realtà di una proposta, accolta con favore da tutti i sindacati, che rafforza le misure di tutela del reddito in una fase occupazionale estremamente difficile e che, purtroppo, è destinata a durare". "Per i lavoratori - ha concluso Gabaglio - si tratta dell'ennesimo schiaffo dato da un governo che nei fatti non ne ha minimamente a cuore le sorti".
Moffa: rispettare le Camere - "Rispetto" per l'operato del governo e del ministro del Welfare Maurizio Sacconi ma "anche il Parlamento non può essere limitato nel suo ruolo di proposizione legislativa su argomenti delicati". Lo afferma il presidente della commissione Lavoro della Camera Silvano Moffa, in merito alla misura introdotta durante i lavori a Montecitorio che punta a ampliare la cassaintegrazione ordinaria da 12 a 18 mesi. Sacconi, prosegue il deputato del Pdl, "ha tutto il diritto di spiegare il suo punto di vista in materia ma anche il Parlamento ha una sua centralità. Ci vuole rispetto per il governo che sta operando bene - dice quindi Moffa - ma anche rispetto per il Parlamento, il cui lavoro è costruttivo e che fa le sue scelte in un'ottica non protesa a mettere in ombra il lavoro dell'Esecutivo, quantomeno da parte della maggioranza.
10 marzo 2010