Sulla vicenda dell'esclusione delle liste Pdl nel Lazio sono state fornite "versioni non veritiere". "Ai delegati del Pdl è stato impedito di presentare le liste con atteggiamenti e comportamenti ben precisi", afferma il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa insieme alla candidata Renata Polverini, convocata per "reagire all'assoluta disinformazione" sulla vicenda. CRONACA
20.00 - Pdl presenta ricorso a Corte d'appello - Il pdl presenta ricorso in Corte d'appello per l'esclusione dalle regionali. Nella delegazione del centrodestra anche il ministro della difesa Ignazio La Russa. L'istanza è stata materialmente consegnata allo stesso ufficio che ieri aveva stabilito l'esclusione del Pdl e che provvederà ora a trasmetterlo all'ufficio elettorale centrale della corte d'appello, che dovrà pronunciarsi entro 48 ore
19.47 - Pdl, da Bersani solo propaganda, impossibile confronto - Argomentazioni "civili" ma "non condivisibili", che rispondono unicamente "ad una mera esigenza propagandistica". I Coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, rimandano al mittente la proposta di Pierluigi Bersani di rinunciare, Pd e Pdl, ad ogni ricorso sull'accettazione delle liste. E accusano il Pd di essere sulle stesse posizioni di Antonio Di Pietro e del Popolo Viola, cosa che "rende impossibile l'apertura di qualunque confronto positivo".
19.37- Di Pietro:Sabato parlerò da palco- "Certo che parlo dal palco. Il Pd lo sa e ne è felicissimo". Antonio Di Pietro respinge le ipotesi di un dissidio sull'organizzazione. Dunque nessuna polemica col Pd: "Sarà una manifestazione bellissima per il rilancio della coalizione".
19.30 - Fioroni, caos liste causato da faida interna Pdl - Il caos sulle liste in Lazio e Lombardia sarebbe stato causato, per il responsabile Welfare del Pd, Giuseppe Fioroni, da "una faida interna al Pdl che ha aperto la lotta per il dopo Berlusconi". Per l'ex ministro inoltre il decreto legge varato dal governo per sanare la situazione sarebbe "peggio di un golpe". "Credo che l'operazione caos liste - ha sostenuto Fioroni a margine di un incontro a Milano - è come la favola del re nudo. E in questo caso il re nudo sono Berlusconi e tutto il Pdl". Il dl salva liste poi, è stato giudicato da Fioroni peggio di un golpe" perché si tratterebbe di "un'interpretazione per gli amici degli amici e non per tutti", cosa che trasformerebbe la Repubblica italiana in una "Repubblica delle banane"
19.00 Polverini: "Si va avanti a prescindere" - "Oggi è una giornata particolare, la più positiva rispetto a quelle vissute gli altri giorni. C'era la necessità di dare un segnale forte di discontinuità: si va avanti a prescindere". Lo ha detto la candidata del centrodestra a presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, nel corso di un incontro con i pazienti del 'Nomentana Hospital', a Fonte Nuova, in provincia di Roma. "Si va avanti a prescindere - ha aggiunto Polverini che in mattinata aveva partecipato alla conferenza stampa con il premier Berlusconi - perchè di spettacolo giudiziario ai cittadini ne abbiamo dato fin troppo".
18.40 - Formigoni: "Bersani non faccia dietrologia" - "Bersani alzi il tono del confronto politico senza ridurre tutto a dietrologie e banalizzazioni" dice il governatore lombardo Roberto Formigoni
18.20 - Lazio, giudice, macchè toga rossa dovevo intervenire - "Nessuno ha fatto una questione sul centimetro. Quando sono intervenuta neanche sapevo che si trattasse del Pdl. Sono intervenuta solo per portare ordine, non l'avrei fatto se le forze dell'ordine non mi avessero chiamata". La presidente dell'Ufficio centrale circoscrizionale del Tribunale di Roma Anna Argento non ci sta a passare per la 'colpevole' della mancata presentazione della lista Pdl Roma.
18.00 - Lista Pdl, ricorso Consiglio di Stato: dl va applicato - L'ordinanza del Tar che ha confermato l'esclusione del Pdl dalle elezioni regionali nel Lazio "é assolutamente irragionevole, erronea e illegittima laddove sostiene l'inapplicabilità del Dl" cosiddetto 'salva-liste. E' uno dei passaggi dell'appello che il Pdl ha proposto al Consiglio di Stato.
17.50 Senatori Pd, ora dl per annullare maratona Roma? - "Dopo i pasticci sulle liste, la destra fa pasticci pure sulle manifestazioni. E' indecisa tra il voler partecipare a manifestazioni indette da altri per il 20 marzo o correre alla maratona di Roma prevista per il 21. E' chiaro che la destra ha poca dimestichezza con le manifestazioni di massa. Arriverà un decreto per annullare la maratona di Roma o per variare il suo percorso?" Lo dichiarano non senza sarcasmo i senatori del Pd Paolo Nerozzi e Achille Passoni.
17.30 - Franceschini, su data piazza Pdl rischia caos liste - "Silvio! Se fate casino anche sulla data della manifestazione, finisce come per le liste e un po' di gente va in piazza il 20, un po' il 21". Così il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ironizza sulla data che il Pdl sta scegliendo per scendere in piazza a Roma.
17. 30 Casini: "Di Pietro pifferaio magico" - "Mi auguro che questo ostruzionismo finisca. E' davvero sbagliato - dice Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc - Il pifferaio magico Di Pietro suona il suo flauto e il Pd gli va dietro. Ma questo è un grave errore politico"
17.25 - Emilia Romagna, candidata sbaglia geografia regione - I confini dell'Emilia Romagna? Marche, Toscana, Lombardia, Veneto, San marino e Umbria." Anna Maria Bernini candidato governatore per il Pdl in Emilia-Romagna ospite del programma di radio 2 Un giorno da pecor' inciampa sul test di territorialità. "Errore da matita rossa" le fanno notare i due conduttori Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro: "L'Emilia Romagna non confina con l'Umbria e comunque manca ancora una regione", "State scherzando" la risposta a fronte della quale i due conduttori suggeriscono la risposta: il Piemonte. Al quale andrebbe peraltro aggiunta la Liguria, sfuggita forse ai conduttori. Questi, per nulla impietositi dalla difficoltà della candidata del Pdl alla presidenza della Regione insistono e chiedono "Qual è il monte più alto?" "Ma siete tremendi. Non lo so", è la risposta di Anna Maria Bernini che poi cade anche sulle domande di sport.
17.12 - Di Pietro, "Berlusconi è un falsario e un baro - "Berlusconi è un falsario. Uno che bara e cambia le carte in gioco". Questa la risposta del leder dell'Idv Antonio Di Pietro alla conferenza stampa tenuta da Silvio Berlusconi sulla vicenda delle liste Pdl nel Lazio. Di Pietro, ha detto che "ci sono fior fiore di sentenze di tribunali che dimostrano che all'ora designata i rappresentanti del Pdl non hanno consegnato le firme, che le firme non erano sufficienti e che le regole - ha aggiunto - non sono state rispettate. Addirittura si è fatta una legge, sbagliandola, perché si sono presi provvedimenti che spettavano alle Regioni. Preso con le mani nel sacco se la prende con il sacco, Berlusconi. 'Ma guardati le mani, cosa hai combinato: baro!"
17.10 - Manifestazione unitaria antidecreto a Milano - Sabato prossimo a Milano ci sarà una manifestazione "unitaria" contro il decreto salvaliste in piazza Cairoli dove sarà montato un maxischermo per collegarsi con la manifestazione di Roma. Non saranno quindi due gli appuntamenti, uno del Pd e uno del popolo viola, come previsto nei giorni scorsi ma sabato ci sarà un'unica manifestazione a cui hanno deciso di aderire Pd, Popolo Viola di Milano, Qui Milano Libera, Adesso Basta!, Movimento 5 Stelle Lombardia, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra, Verdi e Partito Socialista.
17.00 - Gelmini, Berlusconi difende la democrazia - Escludere la lista del Pdl, "il principale partito italiano, nella provincia di Roma rappresenta senza dubbio un danno per la democrazia". Lo afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Ai delegati è stato impedito di depositare le liste e dunque - commenta - bene ha fatto il Presidente Berlusconi a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica e il ricorso al Consiglio di Stato. Quella del 20 marzo sarà una grande manifestazione in difesa della libertà di voto e a sostegno dei candidati del centrodestra. Nonostante le ingiustizie subite il Popolo della Libertà - conclude il ministro - vincerà ugualmente"
16.58- Lazio, Pdl presenta ricorso per l'esclusione lista- Alle 19 il legale del Pdl Ignazio Abrignani, insieme con i due presentatori di lista Alfredo Milioni e Giorgio Polesi, depositerà presso l'Ufficio centrale regionale presso la Corte d'appello di Roma un ricorso contro il provvedimento di ieri dell'Ufficio circoscrizionale presso il Tribunale di Roma che ha respinto l'accettazione della lista provinciale del Pdl di Roma. Lo ha fatto sapere lo stesso Abrignani.
16.45 - Cappezzone, da Bersani doppiezza e imbarazzo - "La conferenza stampa di Pier Luigi Bersani è un esempio di doppiezza, ipocrisia, e di imbarazzo malamente nascosto. Lo stile è quello di chi prima procura un danno e se ne avvantaggia, e poi chiede alla vittima di non dolersene", afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, in una nota.
16.30 - Di Pietro: "Napolitano avrebbe dovuto cacciare Berlusconi a pedate" - "Sabato dal palco ribadirò che Napolitano è stato ingenuo. Quando Berlusconi è andato al Quirinale ad alzare la voce, Napolitano avrebbe dovuto cacciarlo a pedate e non subirne la prepotenza" dice Antonio Di Pietro ospite del talk show di Klaus Davi.
16.40 - Bersani, Di Pietro non criticherà il Colle in piazza - Dopo nuove critiche al presidente della Repubblica fatte martedì pomeriggio da Antonio Di Pietro: "ognuno porta la responsabilità di quello che dice - ha replicato Bersani - ma quando si fa una cosa insieme la si fa sulla base di una piattaforma, e in questa piattaforma non c'é menzione di queste critiche al Quirinale", ha detto Bersani che ha poi preso le distanze dalla richiesta del leader di Idv a Napolitano di non controfirmare la legge sul legittimo impedimento: "Di Pietro - ha sottolineato - ha questi modi che noi non condividiamo, e punti di questo genere non saranno compresi nella nostra piattaforma".
16.15 - Bersani al premier: "Mai voluto escludere nessuno" - "Non si può chiedere di essere conniventi a misure che servono a sanare solo i loro problemi e che strappano le regole di uno stato di diritto", prosegue il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, risponde alle accuse rivolte dal premier Silvio Berlusconi al centrosinistra. "Hanno anche fato un decreto su misura - attacca Bersani - sbagliando le misure, ma in Italia c'é uno Stato di diritto". Bersani poi contesta la ricostruzione fatta dal premier sulla consegna delle liste nel Lazio. "Sono stati loro a parlare di errori - ricorda il leader Pd - Bossi ha parlato di una Banda di incapaci, Rotondi ha detto che il Pdl ha sbagliato, Fini ha detto che sono stati commessi errori. L'arroganza è non aver riconosciuto che si è sbagliato".
16.00 - Bersani: "Pd e Pdl rinuncino ai ricorsi" - "A questo punto il centrodestra rinunci a proseguire nei suoi ricorsi, prosegue Bersani. Noi d'accordo con il candidato Penati siamo pronti a fermare il ricorso in Lombardia. E' ora di creare un clima in cui finalmente si possa parlare delle cose che interessano ai cittadini".
15.50 - Bersani: "Dal premier ricostruzione di fantasia" - Quella presentata stamattina dal presidente del Consiglio Berlusconi "é una ricostruzione fantasiosa". Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito. "Quello che doveva essere il governo del fare - ha aggiunto - è finito per essere il governo del fare confusione".
15.00 - Verdi: "La manifestazione è contro le istituzioni" - "La manifestazione indetta dal Pdl per il prossimo 20 marzo è contro le istituzioni democratiche, ossia la manifestazione di chi non rispetta le decisioni dei tribunali, del Tar, della Corte d'Appello. Per questo noi Verdi proponiamo a tutte le forze politiche democratiche, alle associazioni ed ai movimenti, al Popolo Viola di realizzare per il 20 marzo dei presidi democratici e non violenti a difesa di tutte le istituzioni repubblicane (tribunali ordinari e amministrativi, Corte costituzionale, ecc.)".
14.50 - "Denuncerò la Russa per l'aggressione" - "Mi chiamo Rocco Carlomagno e querelerò il ministro Ignazio La Russa per aggressione perché la libertà di stampa si difende anche così". Lo ha detto il giornalista freelance, come lui stesso si è definito, quando finita la conferenza stampa del premier Silvio Berlusconi è stato portato all'esterno della sede del pdl in via dell'Umiltà dalla security del Pdl. Rispondendo a chi gli chiedeva cosa fosse successo ha spiegato: "Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, èvenuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me".
13.50 - Il contestatore rovina la conferenza stampa al premier - Finale convulso di conferenza stampa, nella sede del Pdl a Via dell'Umiltà, quando per la terza volta consecutiva Rocco Carlomagno, sedicente giornalista, interrompe il premier Silvio Berlusconi. "Si vergogni, questa è la sinistra", è sbottato Berlusconi, mentre il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, che già in un primo momento aveva raggiunto l'uomo seduto tra i giornalisti, si è nuovamente avvicinato a Carlomagno e dopo averlo energicamente invitato a parole a smetterla, gli ha poggiato la mano sulla testa. A questo punto l'uomo ha iniziato ad accusare il premier e il governo, mentre Berlusconi lasciava la sala, visibilmente irritato. All'uscita, il “disturbatore” è stato preso di mira dai militanti del Pdl, che manifestavano fuori dal palazzo, diventando l'ultima attrazione di telecamere e giornalisti.
13.45 - Cambiare le norme di presentazioni delle liste, no all’authority - "Le norme sulla presentazione delle liste elettorali vanno cambiate, ma non si pensa ad un'Authority". "Il mio parere - afferma il capo del governo - è che alcune regioni debbano introdurre una modifica delle norme per imporre la presentazione delle firme soltanto a quei partiti che non sono già presenti nelle assemblee regionali o in quelle nazionali".
13.40 - Ottimista nonostante il danno d’immagine - "Io sono ottimista a- afferma il premier - nonostante mi renda conto che c'è stato un danno alla nostra immagine sia all'interno che all'esterno", afferma il premier che poi precisa: “Non ho mai chiamato nessuno 'un branco di imbecilli'".
13.37 - Fini non sarà in piazza? È il presidente della Camera - "Il presidente Fini, mi sbaglio o è il presidente della Camera, che è la terza carica dello Stato? Questa è la risposta", afferma piccato Berlusconi a chi insinua che gli possa mancare l’appoggio di Gianfranco Fini nel sollevare la piazza.
13.36 - In piazza il 20 marzo a Roma per la difesa del voto - "Dopo tante manifestazioni della sinistra e dintorni ho ceduto anche io alla richiesta di molti deputati, coordinatori regionali e provinciali, di indire una manifestazione in difesa del diritto di voto che presumibilmente si terrà il 20 marzo a Roma". "Quella del 20 marzo sarà una manifestazione di proposta. Chiameremo ad un patto i nostri candidati governatori, chiedendo loro un impegno per il piano casa, contro la burocrazia e per mettere a dimora milioni di piante e far tornare l'Italia un giardino".
13.35 - Letta avvisò Bersani sul Dl - "La richiesta di buonsenso alla sinistra è continuativa ma senza risultato. In quest'occasione il sottosegretario Gianni Letta, durante la preparazione del decreto, ha telefonato al segretario del Pd Bersani e lo ha avvisato del progetto del governo". Così il premier Silvio Berlusconi risponde, in conferenza stampa, a chi gli chiede se durante la vicenda delle liste ci siano stati contatti tra maggioranza e opposizione.
13.30 - Berlusconi redarguisce un ospite durante la conferenza stampa - "Lei è un villano e dovrebbe meritare ben altra cortesia rispetto a quella che io le riservo. Si vergogni". Così Silvio Berlusconi replica ad una persona che assiste alla conferenza stampa presso la sede del Pdl in Via dell'Umiltà, che gli chiedeva chiarimenti sulla presentazione del decreto legge interpretativo. "Lei è fuori ordine, attenda", ha detto inizialmente il premier, chiedendo all'interlocutore di attendere il proprio turno per presentargli una domanda. "Lei non ha l'opportunità di intervenire. Potete accompagnare gentilmente alla porta quella persona?", ha aggiunto Berlusconi, che è stato poi nuovamente interrotto. A fianco della persona, che si è definita giornalista, si è poi seduto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: "Stia buono adesso, lei è un maleducato", ha detto il ministro all'interlocutore, che ha tentato nuovamente di intervenire nel corso della conferenza.
13.25 - Dl valido: il Capo dello Stato ha firmato - "Sono sicuro che il governo e il presidente della Repubblica, assistiti da insigni costituzionalisti, abbiano deciso la validità del decreto che porta la firma del capo dello Stato", così il premier giustifica il decreto interpretativo emanato dal governo. "Per quanto riguarda il decreto io farò una conferenza stampa a palazzo Chigi dove ribadirò la sua assoluta costituzionalità: una conferenza stampa per dimostrare come sia soltanto un decreto interpretativo e di buon senso".
13.20 - "I ricorsi lasciamoli ai legali" - "Lasciamo ai legali i ricorsi, noi presentiamo i nostri programmi con i nostri candidati", ha detto il presidente del Consiglio. "Daremo comunque una lezione alla sinistra, con i nostri candidati, le nostre ragioni e i nostri programmi, e dimostreremo di poter prevalere sui malefici, la slealtà, l'atteggiamento antidemocratico della sinistra".
13.15 - "Mai pensato allo slittamento del voto" - "Non prevediamo uno slittamento" del voto "non lo abbiamo mai pensato e in caso di estromissione" della lista del Pdl di Roma "concentreremo tutti sforzi per far prevalere Renata Polverini".
13.12 - "Raddoppieremo gli sforzi per la Polverini" - "Abbiamo deciso di impegnarci anche nel Lazio affinché vinca il candidato migliore. Raddoppieremo i nostri sforzi per far vincere la nostra candidata, anche se la nostra lista non fosse presente", ha affermato il premier nella conferenza stampa.
13.11 - "VInceremo anche se penalizzati" - Vinceremo" le prossime elezioni regionali anche se il Pdl è stato "penalizzato" ha detto il premier. Poi l'appello: "Dobbiamo far prevalere le ragioni della politica, i cittadini sono stanchi delle polemiche delle carte bollate".
13.10 - Berlusconi: "Il magistrato ha deciso l'esclusione della lista" - "Milioni e Polesi - prosegue il premier - chiedevano l'intervento del magistrato ma con loro grande sorpresa, il dottor Diamanti, con l'aiuto di Anna Argento, decideva incredibilmente che erano esclusi, asserendo che si trovavano oltre una linea di un centimetro in questo grande salone".
13.12 - Berlusconi: nessuna responsabilità dei funzionari - "Siamo qui per reagire all'assoluta disinformazione data riguardo alle vicende del Pdl a Roma, ha detto il premier Silvio Berlusconi. Voglio dire subito che in quello che accaduto non vi è stata alcuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e funzionari".
13.10 - Fini non andrà in piazza con il Pdl - Gianfranco Fini non andrà alla manifestazione del Pdl annunciata per il 20 marzo dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il suo ruolo istituzionale di presidente della Camera glielo impedisce. E ai cronisti che incalzano chiedendo: 'Presidente ma la condivide?'' Fini precisa: "non rispondo a questa domanda solo perché a farmela é una signora".
13.00 - Comincia l'iter del dl "salva-liste" - Intanto è iniziato questa mattina in Commissione Affari Costituzionali alla Camera l'iter del decreto "salva-liste". Il relatore Peppino Calderisi (Pdl) ha svolto la sua relazione sul provvedimento ed è stato fissato per il 15 marzo il termine per gli emendamenti. Questa settimana proseguirà la discussione generale in Commissione sul testo che dovrebbe avere il via libera per l'Aula entro il 21 marzo. A quel punto la conferenza dei capigruppo potrebbe inserirlo all'ordine del giorno dei lavori dell'Assemblea.
13.00 - Manifestazione a Roma - Si farà a Roma, probabilmente il 20 marzo la grande manifestazione che Silvio Berlusconi aveva già in mente di fare per presentare i tredici candidati governatori del centrodestra alle regionali. E' questo l'orientamento emerso nel corso del vertice che il premier ha tenuto a Palazzo Grazioli con i coordinatori nazionali del Pdl, la candidata Renata Polverini e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. La scelta della Capitale non è casuale, riferiscono fonti del Pdl, secondo le quali Roma è diventata il simbolo "di come l'opposizione vuole vincere le elezioni" e cioé "attraverso ricorsi e battaglie legali".
10 marzo 2010